A chi rivolgersi se un familiare viene arrestato per droga in Italia?
Se un tuo familiare è stato arrestato per droga, devi nominare subito un avvocato per reati di droga: in Italia il pubblico ministero chiede la convalida entro quarantotto ore dall’arresto e il giudice decide nelle quarantotto successive, in un’udienza in cui la presenza di un difensore informato orienta la scelta tra carcere, domiciliari o liberazione. Questa guida ordina uffici, termini e strumenti, città per città.
Chi scrive in emergenza di solito ha tre domande: dove si trova la persona fermata, di cosa è accusata e cosa può fare la famiglia nelle prime ore. Le risposte dipendono dal luogo dell’arresto, perché ogni città ha Procura, Tribunale e giudice per le indagini preliminari propri, con prassi organizzative diverse. Per questo le pagine di questa sezione sono dedicate ai singoli centri giudiziari e ai loro uffici.
Lo studio dell’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli dal 1998 e cassazionista dal 2015, ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e opera con avvocati corrispondenti in Italia, in Europa e nei Paesi terzi. Per un primo contatto puoi scrivere o chiamare il numero indicato nella pagina contatti, anche su WhatsApp.
Come funziona un procedimento per droga, dalle prime ore alla sentenza?
Se vuoi capire a che punto è il tuo familiare, devi riconoscere la tappa in cui si trova: dall’arresto alla sentenza cambiano uffici e termini, non l’ordine.
Un procedimento per droga segue sempre le stesse tappe: arresto o perquisizione, eventuale convalida, decisione sulla misura cautelare, indagini, scelta del rito e giudizio. Cambiano gli uffici, non la sequenza. Conoscere l’ordine delle fasi permette ai familiari di capire quale documento chiedere e quale scadenza controllare.
La tabella riassume la sequenza tipica di un arresto in flagranza per il reato previsto dall’art. 73 DPR 309/1990.
| Fase | Quando | Autorità | Cosa fa il difensore |
|---|---|---|---|
| Arresto o fermo | Ore iniziali | Polizia giudiziaria | Verifica il verbale, assiste a eventuali atti urgenti |
| Richiesta di convalida | Entro quarantotto ore dall’arresto | Pubblico ministero | Esamina gli atti, prepara la strategia |
| Udienza di convalida | Nelle quarantotto ore successive alla richiesta | Giudice per le indagini preliminari | Contesta la legittimità, chiede libertà o misura attenuata |
| Riesame | Richiesta entro dieci giorni dall’esecuzione | Tribunale del riesame | Impugna l’ordinanza cautelare |
| Indagini e scelta del rito | Settimane o mesi | Procura, giudice | Valuta abbreviato, patteggiamento, messa alla prova |
| Giudizio | Dopo il rinvio a giudizio o la direttissima | Tribunale in composizione monocratica o collegiale | Cura prove, testimoni, perizie |
Cosa succede quando: prime ore, primi giorni, prime settimane
Nelle prime ore l’arrestato viene condotto negli uffici della polizia giudiziaria o in camera di sicurezza; ha diritto di nominare un difensore, di avvisare un familiare e di non rispondere. Nei primi due giorni il pubblico ministero chiede la convalida. Nei giorni successivi il giudice decide sulla misura cautelare e si apre la finestra del riesame. Nelle settimane seguenti si definiscono i termini di custodia (art. 303 c.p.p.) e si imposta la strategia di rito.
Perché le prime quarantotto ore decidono molto
L’udienza di convalida è il primo momento in cui un giudice terzo esamina il caso. Un verbale di perquisizione carente, una quantità compatibile con l’uso personale o l’assenza di esigenze cautelari concrete possono portare alla mancata convalida o a una misura meno grave. Un difensore nominato all’ultimo minuto ha pochi elementi; per questo la nomina tempestiva è la prima mossa utile.
Perché la città conta: quali Tribunale, Procura, Corte d’appello e riesame decidono?
Se non sai quale ufficio segue il caso, devi partire dal luogo del fatto e dalla città in cui è avvenuto l’arresto.
La città conta perché la competenza territoriale si fonda sul luogo in cui il fatto è stato commesso. Il Tribunale del riesame ha sede nel capoluogo di provincia in cui opera il giudice che ha emesso l’ordinanza (art. 309 c.p.p.), mentre l’appello si celebra davanti alla Corte d’appello del distretto. Sbagliare ufficio significa perdere tempo prezioso.
Ogni pagina cittadina descrive gli uffici locali e le questioni tipiche del luogo: aeroporti e porti per i traffici internazionali, frontiere per i controlli di polizia, strade e stazioni per le cessioni al dettaglio, carceri per i colloqui. La tabella seguente collega i principali centri ai rispettivi distretti.
| Centro giudiziario | Distretto di Corte d’appello | Pagina di approfondimento |
|---|---|---|
| Milano | Milano | misure cautelari e difesa a Milano |
| Roma | Roma | convalida e direttissima a Roma |
| Napoli | Napoli | difesa art. 73 a Napoli |
| Torino | Torino | perquisizione e sequestro a Torino |
| Bologna | Bologna | art. 73 e 74 a Bologna |
| Firenze | Firenze | il processo a Firenze |
| Palermo | Palermo | domiciliari a Palermo |
| Bari | Bari | assistenza urgente a Bari |
Le otto città principali
Per Milano il punto di partenza è la tutela cautelare davanti ai giudici del capoluogo lombardo, con la casa circondariale di San Vittore: leggi misure cautelari e difesa a Milano. Per Roma la questione è la rapidità del giudizio direttissimo, descritta in convalida e direttissima a Roma. A Napoli il nodo è la qualificazione del fatto ai sensi dell’art. 73, trattata in difesa art. 73 a Napoli.
A Torino pesano le questioni su perquisizioni e sequestri (perquisizione e sequestro a Torino); a Bologna la distinzione tra spaccio e associazione (art. 73 e 74 a Bologna); a Firenze il dibattimento (il processo a Firenze); a Palermo le misure alternative al carcere (domiciliari a Palermo); a Bari l’assistenza urgente (assistenza urgente a Bari).
Quali città e province copre la guida oltre ai capoluoghi maggiori?
Se cerchi la tua città, puoi scorrere le aree e aprire la pagina dedicata: ti serve solo il luogo dell’arresto.
La guida copre capoluoghi di provincia, città di medie dimensioni e centri dell’hinterland delle grandi aree urbane. Per ciascuna esiste una pagina con il taglio più utile al luogo: convalida, domiciliari, lieve entità, perquisizione, riesame, ricorsi. Di seguito i raggruppamenti per area geografica.
Nord-Ovest: Lombardia, Piemonte e Liguria
In Lombardia, oltre a Milano, ci sono Monza (domiciliari), Bergamo (assistenza urgente), Brescia (perquisizione e sequestro), Varese (convalida), Como (controlli di frontiera), Cremona, Mantova, Lodi e Lecco. Nell’hinterland milanese: Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Legnano, Rho, Cologno Monzese e Paderno Dugnano.
In Piemonte: Moncalieri, Collegno, Rivoli, Nichelino, Novara, Alessandria, Asti, Biella e Cuneo. In Liguria: Genova, Savona, La Spezia e Sanremo.
Nord-Est ed Emilia-Romagna
Veneto: Venezia, Padova, Verona, Treviso, Vicenza e Chioggia. Friuli-Venezia Giulia: Trieste, Udine e Pordenone. Trentino-Alto Adige: Bolzano e Trento.
Emilia-Romagna: Parma, Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Piacenza, Forlì e Imola.
Centro: Toscana, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo
Toscana: Livorno, Pisa, Prato, Arezzo, Lucca, Siena, Pistoia, Grosseto, Viareggio, Massa, Carrara, Empoli, Scandicci, Sesto Fiorentino e San Miniato.
Lazio: Latina, Tivoli, Velletri e Civitavecchia, con il porto come luogo tipico dei controlli doganali. Altre regioni: Perugia, Ancona, Pesaro e Pescara.
Sud e isole
Campania: Salerno, Giugliano, Torre del Greco, Pozzuoli, Casoria e Castellammare di Stabia. Puglia: Foggia, Taranto, Lecce, Bisceglie, Altamura e Molfetta.
Calabria e Basilicata: Reggio Calabria, Catanzaro e Potenza. Sicilia: Catania, Siracusa, Bagheria e Acireale. Sardegna: Cagliari, Sassari e Olbia.
Quali sono i reati di droga e le norme da conoscere?
Se ti contestano un articolo del DPR 309/1990, devi sapere quale: dalla norma dipendono misure, pena e strategia.
I reati di droga sono disciplinati dal DPR 309/1990, il Testo unico sugli stupefacenti. L’art. 73 punisce produzione, traffico, cessione e detenzione illecita; l’art. 74 punisce l’associazione finalizzata al traffico; l’art. 75 prevede sanzioni amministrative per chi detiene sostanze per uso esclusivamente personale. La qualificazione giuridica del fatto orienta tutta la difesa.
Riferimenti normativi
| Norma | Contenuto | Effetto pratico |
|---|---|---|
| Art. 73 DPR 309/1990 | Produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti | Il comma 5 disciplina i fatti di lieve entità, con trattamento sanzionatorio più contenuto |
| Art. 74 DPR 309/1990 | Associazione finalizzata al traffico | Quadro cautelare e processuale più rigido, competenza della Direzione distrettuale antimafia |
| Art. 75 DPR 309/1990 | Uso personale | Sanzioni amministrative, non penali |
| Art. 94 DPR 309/1990 | Condannati tossicodipendenti | Affidamento in prova in casi terapeutici |
| Art. 275 e art. 280 c.p.p. | Criteri e limiti delle misure cautelari | Proporzionalità e adeguatezza della misura |
| Art. 284 c.p.p. | Arresti domiciliari | Alternativa al carcere |
| Art. 309 e art. 310 c.p.p. | Riesame e appello cautelare | Impugnazione delle ordinanze |
| Art. 438 e art. 444 c.p.p. | Giudizio abbreviato e patteggiamento | Riti alternativi con riduzione di pena |
Dove finisce l’uso personale e dove inizia lo spaccio
L’uso personale è la detenzione destinata al consumo del solo detentore: il legislatore la colloca nell’illecito amministrativo dell’art. 75. Lo spaccio è la cessione a terzi o la detenzione finalizzata alla cessione. Quantità, suddivisione in dosi, bilancini, denaro contante, messaggi e precedenti sono gli indizi che il giudice valuta. Nessun singolo elemento decide da solo.
Cosa puoi fare nelle prime ore: quali passi operativi seguire come familiare?
Se ricevi la notizia dell’arresto di un familiare, devi procedere in modo ordinato. Ecco la sequenza consigliata.
- Raccogli i dati essenziali: nome completo, data di nascita, luogo e ora dell’arresto, forza di polizia intervenuta.
- Chiama un avvocato penalista di fiducia e comunica i dati; la nomina può avvenire anche per telefono, seguita da atto scritto.
- Non fornire dichiarazioni alla polizia al posto dell’arrestato e non consegnare documenti senza consiglio del difensore.
- Verifica se è stato avvisato il difensore d’ufficio e se l’arrestato è stato sentito.
- Prepara documenti utili: residenza, lavoro, certificazioni mediche o di tossicodipendenza, disponibilità di un’abitazione per i domiciliari.
- Segna la data di esecuzione della misura: da quel giorno decorrono i dieci giorni per il riesame.
- Chiedi al difensore copia dell’ordinanza e degli atti depositati.
Per scenari specifici consulta cosa fare nelle prime ore dopo l’arresto del figlio oppure cosa rischia subito chi viene sorpreso con la droga.
Quando l’arresto avviene fuori dall’Italia?
Se l’arresto è avvenuto all’estero, devi attivare subito un avvocato locale, che lo studio può coordinare dall’Italia.
L’arresto all’estero segue la legge del Paese in cui avviene, con un avvocato locale obbligatorio davanti ai giudici di quel Paese. Lo studio coordina dall’Italia il collegamento con il difensore locale, il consolato e la Farnesina, e valuta le procedure di estradizione, il mandato d’arresto europeo (L. 69/2005) e il trasferimento del detenuto in Italia.
Per i Paesi dell’Unione Europea si applicano la decisione quadro 2002/584/GAI sul mandato d’arresto e la decisione quadro 2008/909/GAI sul riconoscimento delle sentenze ai fini dell’esecuzione della pena in patria. Per i Paesi terzi operano i trattati bilaterali o la Convenzione europea di estradizione del 1957, e la Convenzione di Strasburgo del 1983 se il Paese vi aderisce: l’adesione va verificata caso per caso.
Approfondimenti dedicati: estradizione per droga in Messico, estradizione per droga in Brasile, estradizione per narcotraffico a Dubai e detenuti per droga a San Marino. In alcuni Stati del Golfo e in Asia la legge prevede la pena di morte per il traffico: la prudenza e la rapidità sono essenziali.
Quali errori evitare dopo un arresto per droga?
Se vuoi evitare gli errori più frequenti, ricorda che nascono dall’ansia e dalla fretta e hanno conseguenze processuali concrete. Eccoli, con l’effetto di ciascuno.
- Rendere dichiarazioni spontanee senza difensore: le parole dette in caserma entrano nel fascicolo e possono essere usate per qualificare il fatto come spaccio.
- Lasciar scadere i dieci giorni del riesame: perso il termine perentorio, resta solo la via dell’istanza di revoca o sostituzione davanti al giudice.
- Contattare testimoni o coindagati per “mettersi d’accordo”: può essere letto come inquinamento probatorio e giustificare la custodia in carcere.
- Presentare documenti sul lavoro o sull’abitazione senza verificarli: un’attestazione inesatta compromette l’attendibilità della richiesta di domiciliari.
- Cambiare avvocato a ridosso dell’udienza senza passaggio di consegne: il nuovo difensore perde giorni nell’esame degli atti.
- Confidare nel solo difensore d’ufficio quando il caso è complesso: l’assistenza d’ufficio garantisce la presenza, non la preparazione approfondita della strategia.
Quali esiti possono avere i casi? Tre casi ricostruiti a scopo illustrativo
Se ti chiedi come può andare, leggi questi tre scenari: non sono casi reali dello studio e non puoi leggerli come previsioni.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: la lieve entità riconosciuta
Scenario. Un giovane viene fermato in una stazione ferroviaria con alcune dosi già confezionate e una somma di denaro contante. Viene arrestato in flagranza per l’art. 73. Strategia. Il difensore, all’udienza di convalida, contesta la ricostruzione della cessione, produce documenti su lavoro e residenza e chiede la qualificazione nel comma 5 con una misura non detentiva. Esito possibile. Il giudice può convalidare l’arresto e applicare una misura meno grave del carcere, rinviando al giudizio per la valutazione sulla lieve entità.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’esito parziale
Scenario. Un uomo viene raggiunto da ordinanza cautelare nell’ambito di un’indagine su una rete di cessioni, con contestazione dell’art. 74. Strategia. Il difensore propone riesame, contestando i gravi indizi di appartenenza all’associazione e le esigenze cautelari. Esito possibile. Il Tribunale del riesame può annullare la contestazione associativa per carenza di indizi sul vincolo stabile, ma confermare la misura per i singoli episodi di cessione sotto l’art. 73, con sostituzione del carcere con i domiciliari solo in un secondo momento. Il risultato è parziale: la difesa ottiene una riqualificazione, non la liberazione immediata.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’esito sfavorevole al porto
Scenario. Un viaggiatore viene fermato in un porto con un pacco sigillato che dice di aver ricevuto da un conoscente per consegnarlo oltre frontiera; all’interno la polizia trova una quantità consistente di sostanza. Strategia. Il difensore contesta la consapevolezza del contenuto, ricostruisce la catena di consegna attraverso i messaggi e chiede una misura non detentiva, producendo documenti su residenza e lavoro. Esito possibile. Il giudice può ritenere non credibile la tesi dell’inconsapevolezza, escludere la lieve entità per la quantità e confermare la custodia in carcere; la difesa prosegue con il riesame e, in seguito, con la scelta del rito. È l’esito sfavorevole che il familiare deve mettere in conto fin dal primo colloquio: nessuna strategia garantisce la liberazione.
Come si organizza la difesa quando l’arresto avviene in una città lontana?
Se l’arresto è avvenuto in una città lontana, devi sapere che la distanza dal luogo dell’arresto cambia l’organizzazione, non la qualità degli atti: il lavoro sul fascicolo (esame del verbale, memorie, istanze scritte) si svolge dove stanno i documenti, mentre l’udienza richiede una presenza fisica nei tempi della convalida. Per questo lo studio, con sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra, combina l’intervento diretto con la collaborazione di un collega del foro locale, scelto in base all’urgenza e alla fase.
| Situazione | Organizzazione possibile | Motivo |
|---|---|---|
| Convalida entro poche ore in una città lontana | Collega del foro locale in coordinamento con lo studio | Serve una presenza fisica in udienza entro i termini |
| Riesame o istanze scritte | Atti redatti dallo studio e depositati con il collega | Il lavoro sugli atti non dipende dalla sede |
| Fase di merito con molte udienze | Difensore di fiducia con eventuale sostituto locale | Continuità della strategia dal primo all’ultimo grado |
| Arresto a Roma, Milano o Napoli | Intervento diretto dallo studio | Le sedi consentono di raggiungere subito gli uffici |
| Arresto all’estero | Avvocato locale obbligatorio e coordinamento dall’Italia | Davanti ai giudici stranieri difende il legale abilitato nel Paese |
💬 Domanda tipica: «Mia sorella è stata arrestata a Cagliari e noi viviamo a Milano. Dobbiamo partire subito?» Risposta breve: non serve partire prima di aver nominato un difensore. Il legale verifica dove si trova la persona, quale Procura procede e a che ora si tiene l’udienza di convalida; la famiglia prepara intanto documenti su residenza, lavoro e salute e li invia in copia. In udienza i familiari non sono richiesti, mentre i documenti consegnati in tempo sono ciò che il giudice legge davvero. Per il capoluogo sardo esiste la pagina assistenza urgente a Cagliari.
⚠️ Attenzione: la presenza di un difensore d’ufficio alla convalida non significa che qualcuno abbia già proposto il riesame. Se nessuno lo deposita entro i dieci giorni dall’esecuzione dell’ordinanza, il termine perentorio scade e resta soltanto l’istanza di sostituzione fondata su fatti nuovi. Chiedi al difensore, per iscritto, chi si occupa dell’impugnazione e con quale scadenza.
Come si legge un’ordinanza cautelare per droga?
Se hai tra le mani l’ordinanza, devi leggerla parte per parte, perché ciascuna risponde a una domanda diversa della difesa.
L’ordinanza cautelare è il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari applica la misura; leggerla bene vuol dire capire quale accusa regge e quale no. Ogni parte corrisponde a una domanda che il difensore pone al Tribunale del riesame o al giudice in sede di sostituzione.
| Parte dell’ordinanza | Cosa contiene | Domanda della difesa |
|---|---|---|
| Imputazione provvisoria | Norme contestate: art. 73, comma 5, art. 74 | La qualificazione regge sugli atti? |
| Gravi indizi | Intercettazioni, sequestri, dichiarazioni, verbali | Gli elementi sono utilizzabili e sufficienti? |
| Esigenze cautelari | Fuga, inquinamento probatorio, reiterazione (art. 274 c.p.p.) | Il pericolo è concreto e attuale? |
| Scelta della misura | Motivazione sull’adeguatezza (art. 275 c.p.p.) | Perché una misura più lieve non basterebbe? |
| Data di esecuzione | Giorno in cui la misura è eseguita | Da quando decorrono i dieci giorni del riesame? |
ℹ️ Da sapere: il riesame controlla il provvedimento sugli atti già a disposizione del giudice; la sostituzione o la revoca (art. 299 c.p.p.) si basano invece su elementi nuovi, come un lavoro trovato, un’abitazione disponibile o un programma terapeutico avviato. Le due strade si possono percorrere insieme.
Quanto costa la difesa in un procedimento per droga in Italia?
Se ti chiedi quanto costa la difesa, puoi chiedere un preventivo scritto prima di conferire l’incarico.
Il compenso dell’avvocato si concorda con preventivo scritto prima dell’incarico, come richiede l’art. 13 della L. 247/2012. I parametri forensi del DM 55/2014 e dei successivi aggiornamenti restano il riferimento per liquidare l’attività, ma il preventivo precisa quali fasi sono comprese (convalida, riesame, merito, impugnazioni) e quali spese si aggiungono. Una cifra valida per tutti non esiste: dipende da fase, durata, numero di imputati e volume degli atti.
| Voce | Quando compare | Cosa la fa variare |
|---|---|---|
| Compenso del difensore | In ciascuna fase: cautelare, merito, impugnazione | Complessità, numero di atti, durata del processo |
| Consulente tecnico | Perizia chimica, analisi del telefono, trascrizioni | Quantità del materiale da esaminare |
| Interprete e traduzioni | Imputato straniero o atti redatti all’estero | Lingue coinvolte e volume degli atti |
| Trasferte | Udienze o colloqui fuori dalle sedi dello studio | Distanza e numero di udienze |
| Avvocato locale all’estero | Procedimenti davanti a giudici stranieri | Paese e fase del giudizio |
Chi ha i requisiti può chiedere il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002): la verifica spetta al difensore e al giudice competente, e non si danno soglie in astratto. Il preventivo si chiede per iscritto al primo contatto, anche prima di conferire l’incarico.
Quali sono i tempi: cosa succede dalle prime ore ai mesi successivi?
Se vuoi sapere quando muoverti, la sequenza seguente ti collega ogni tappa del procedimento al suo termine di legge e vale per un arresto in flagranza.
- Prime ore: l’arrestato è trattenuto dalla polizia giudiziaria, può nominare un difensore, avvisare un familiare e non rispondere; il verbale di arresto è il primo atto da esaminare.
- Entro quarantotto ore: il pubblico ministero chiede la convalida (art. 391 c.p.p.) e, se lo ritiene, una misura cautelare.
- Primi giorni: il giudice decide nelle quarantotto ore successive alla richiesta; con l’esecuzione dell’ordinanza iniziano a decorrere i dieci giorni per il riesame (art. 309 c.p.p.).
- Settimane: la Procura prosegue le indagini; la difesa studia gli atti, propone eventuali sostituzioni della misura (art. 299 c.p.p.) e controlla i termini di durata (art. 303 c.p.p.).
- Mesi: chiusura delle indagini, scelta tra abbreviato, patteggiamento e dibattimento (art. 438 e art. 444 c.p.p.) e sentenza di primo grado.
Come si sceglie tra abbreviato, patteggiamento e dibattimento?
Devi sapere che la scelta del rito dipende da ciò che il fascicolo dimostra e da ciò che la difesa può provare. Il giudizio abbreviato si decide sugli atti e, in caso di condanna, comporta una riduzione di pena; il patteggiamento è un accordo sulla pena con il pubblico ministero; il dibattimento consente il controesame di agenti e testimoni e la contestazione piena della perizia sulla sostanza. Per i fatti di minore gravità si valuta anche la messa alla prova (art. 168-bis c.p.), nei limiti stabiliti dalla legge e da verificare sul singolo caso.
La decisione va presa dopo l’esame integrale degli atti e mai sotto la pressione di un termine, perché la rinuncia alle garanzie del dibattimento non si recupera. Nei procedimenti con contestazione dell’art. 74 la prudenza è ancora maggiore: le intercettazioni sono molte e il quadro cambia con la lettura dell’ultimo atto depositato.
Cosa succede dopo la sentenza di primo grado?
Se non sei d’accordo con la sentenza di primo grado, puoi proporre appello alla Corte d’appello del distretto, nei termini brevi e perentori previsti dal codice; contro la sentenza d’appello è possibile il ricorso per cassazione, limitato ai vizi di legittimità. Chi è condannato e ha una dipendenza può chiedere, ricorrendone le condizioni, l’affidamento in prova in casi particolari (art. 94 DPR 309/1990), con un programma presso una struttura accreditata e la documentazione clinica del servizio pubblico.
Il difensore che ha seguito il primo grado conosce gli atti e le prove assunte, e per questo è utile che resti lo stesso fino all’impugnazione. Se la famiglia cambia legale dopo la sentenza, la nomina e la scadenza dell’appello vanno confermate per iscritto prima di ogni altra cosa.
Come può aiutarti lo studio?
Lo studio dell’Avv. Massimo Romano segue la fase cautelare, le impugnazioni e il giudizio nei reati di droga, in Italia e all’estero. Interviene direttamente davanti agli uffici competenti o con colleghi del foro locale, a seconda della città e dell’urgenza. Per un primo confronto riservato chiama o scrivi su WhatsApp al +39 335 669 3954 oppure visita la pagina chi siamo per conoscere l’impostazione dello studio.
