+39 335 669 3954

Città italiane · guida completa

Hai un familiare arrestato per droga in Italia: quale avvocato, quale tribunale e quali uffici giudiziari sono competenti?

Se un tuo familiare è stato arrestato per droga in Italia, scopri tribunali, convalida e riesame città per città. Avv. Massimo Romano, cassazionista.

Di , Avvocato penalista – patrocinante in CassazioneIscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553 · Albo speciale cassazionisti dal 23/10/2015 · → Profilo completoPubblicato il · Aggiornato il · ⏱ 22 minuti di lettura

▶ Risposta diretta

Se un tuo familiare è stato arrestato per droga in Italia, l'avvocato e gli uffici competenti si individuano dal luogo del fatto: lì operano la Procura, il giudice per le indagini preliminari e il Tribunale del riesame. Il pubblico ministero chiede la convalida entro quarantotto ore dall'arresto e il giudice decide nelle quarantotto successive (art. 391 c.p.p.); contro l'ordinanza cautelare puoi chiedere il riesame entro dieci giorni (art. 309 c.p.p.). Per i fatti dell'art. 73 DPR 309/1990 il quadro cambia da città a città. Il primo passo è nominare un avvocato di fiducia, anche se non ha una sede nella tua città.

Avv. Massimo Romano · Avvocato penalista patrocinante in Cassazione · Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553

  • Roma — Via Avicenna 97, 00146
  • Milano — Via Giuseppe Pecchio 3, 20129
  • Napoli — Corso Umberto I 237, 80138

Telefono +39 335 669 3954 · WhatsApp +39 335 669 3954

⚡ In sintesi

  • Nei reati di droga la competenza segue il luogo del fatto: Tribunale, Procura, giudice per le indagini preliminari e Tribunale del riesame sono quelli del circondario in cui è avvenuto l'arresto o il sequestro.
  • Dopo un arresto in flagranza il pubblico ministero chiede la convalida entro quarantotto ore e il giudice decide nelle quarantotto ore successive, con udienza alla presenza del difensore (art. 391 c.p.p.).
  • Contro l'ordinanza cautelare il Tribunale del riesame si attiva con una richiesta da depositare entro dieci giorni dall'esecuzione della misura (art. 309 c.p.p.), termine che non si recupera.
  • Lo studio dell'Avv. Massimo Romano, cassazionista, assiste in tutta Italia, direttamente o con colleghi del foro locale, e coordina anche i casi di arresto e di estradizione all'estero.
  • Se l'arresto avviene fuori dall'Italia devi attivare subito un avvocato locale, perché si applica la legge del Paese dell'arresto, mentre lo studio coordina dall'Italia i rapporti con il difensore estero e con la famiglia.
  • Dopo la fase cautelare puoi scegliere con il difensore tra giudizio abbreviato, patteggiamento e dibattimento (art. 438 e art. 444 c.p.p.), valutando prove, precedenti e rischi, e poi l'appello alla Corte d'appello del distretto.

A chi rivolgersi se un familiare viene arrestato per droga in Italia?

Se un tuo familiare è stato arrestato per droga, devi nominare subito un avvocato per reati di droga: in Italia il pubblico ministero chiede la convalida entro quarantotto ore dall’arresto e il giudice decide nelle quarantotto successive, in un’udienza in cui la presenza di un difensore informato orienta la scelta tra carcere, domiciliari o liberazione. Questa guida ordina uffici, termini e strumenti, città per città.

Chi scrive in emergenza di solito ha tre domande: dove si trova la persona fermata, di cosa è accusata e cosa può fare la famiglia nelle prime ore. Le risposte dipendono dal luogo dell’arresto, perché ogni città ha Procura, Tribunale e giudice per le indagini preliminari propri, con prassi organizzative diverse. Per questo le pagine di questa sezione sono dedicate ai singoli centri giudiziari e ai loro uffici.

Lo studio dell’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli dal 1998 e cassazionista dal 2015, ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e opera con avvocati corrispondenti in Italia, in Europa e nei Paesi terzi. Per un primo contatto puoi scrivere o chiamare il numero indicato nella pagina contatti, anche su WhatsApp.

Come funziona un procedimento per droga, dalle prime ore alla sentenza?

Se vuoi capire a che punto è il tuo familiare, devi riconoscere la tappa in cui si trova: dall’arresto alla sentenza cambiano uffici e termini, non l’ordine.

Un procedimento per droga segue sempre le stesse tappe: arresto o perquisizione, eventuale convalida, decisione sulla misura cautelare, indagini, scelta del rito e giudizio. Cambiano gli uffici, non la sequenza. Conoscere l’ordine delle fasi permette ai familiari di capire quale documento chiedere e quale scadenza controllare.

La tabella riassume la sequenza tipica di un arresto in flagranza per il reato previsto dall’art. 73 DPR 309/1990.

Sequenza tipica di un arresto in flagranza per l’art. 73 DPR 309/1990, con termini e ruolo del difensore.
FaseQuandoAutoritàCosa fa il difensore
Arresto o fermoOre inizialiPolizia giudiziariaVerifica il verbale, assiste a eventuali atti urgenti
Richiesta di convalidaEntro quarantotto ore dall’arrestoPubblico ministeroEsamina gli atti, prepara la strategia
Udienza di convalidaNelle quarantotto ore successive alla richiestaGiudice per le indagini preliminariContesta la legittimità, chiede libertà o misura attenuata
RiesameRichiesta entro dieci giorni dall’esecuzioneTribunale del riesameImpugna l’ordinanza cautelare
Indagini e scelta del ritoSettimane o mesiProcura, giudiceValuta abbreviato, patteggiamento, messa alla prova
GiudizioDopo il rinvio a giudizio o la direttissimaTribunale in composizione monocratica o collegialeCura prove, testimoni, perizie

Cosa succede quando: prime ore, primi giorni, prime settimane

Nelle prime ore l’arrestato viene condotto negli uffici della polizia giudiziaria o in camera di sicurezza; ha diritto di nominare un difensore, di avvisare un familiare e di non rispondere. Nei primi due giorni il pubblico ministero chiede la convalida. Nei giorni successivi il giudice decide sulla misura cautelare e si apre la finestra del riesame. Nelle settimane seguenti si definiscono i termini di custodia (art. 303 c.p.p.) e si imposta la strategia di rito.

Perché le prime quarantotto ore decidono molto

L’udienza di convalida è il primo momento in cui un giudice terzo esamina il caso. Un verbale di perquisizione carente, una quantità compatibile con l’uso personale o l’assenza di esigenze cautelari concrete possono portare alla mancata convalida o a una misura meno grave. Un difensore nominato all’ultimo minuto ha pochi elementi; per questo la nomina tempestiva è la prima mossa utile.

Perché la città conta: quali Tribunale, Procura, Corte d’appello e riesame decidono?

Se non sai quale ufficio segue il caso, devi partire dal luogo del fatto e dalla città in cui è avvenuto l’arresto.

La città conta perché la competenza territoriale si fonda sul luogo in cui il fatto è stato commesso. Il Tribunale del riesame ha sede nel capoluogo di provincia in cui opera il giudice che ha emesso l’ordinanza (art. 309 c.p.p.), mentre l’appello si celebra davanti alla Corte d’appello del distretto. Sbagliare ufficio significa perdere tempo prezioso.

Ogni pagina cittadina descrive gli uffici locali e le questioni tipiche del luogo: aeroporti e porti per i traffici internazionali, frontiere per i controlli di polizia, strade e stazioni per le cessioni al dettaglio, carceri per i colloqui. La tabella seguente collega i principali centri ai rispettivi distretti.

Otto principali centri giudiziari, distretto di Corte d’appello e pagina di approfondimento dedicata.
Centro giudiziarioDistretto di Corte d’appelloPagina di approfondimento
MilanoMilanomisure cautelari e difesa a Milano
RomaRomaconvalida e direttissima a Roma
NapoliNapolidifesa art. 73 a Napoli
TorinoTorinoperquisizione e sequestro a Torino
BolognaBolognaart. 73 e 74 a Bologna
FirenzeFirenzeil processo a Firenze
PalermoPalermodomiciliari a Palermo
BariBariassistenza urgente a Bari

Le otto città principali

Per Milano il punto di partenza è la tutela cautelare davanti ai giudici del capoluogo lombardo, con la casa circondariale di San Vittore: leggi misure cautelari e difesa a Milano. Per Roma la questione è la rapidità del giudizio direttissimo, descritta in convalida e direttissima a Roma. A Napoli il nodo è la qualificazione del fatto ai sensi dell’art. 73, trattata in difesa art. 73 a Napoli.

A Torino pesano le questioni su perquisizioni e sequestri (perquisizione e sequestro a Torino); a Bologna la distinzione tra spaccio e associazione (art. 73 e 74 a Bologna); a Firenze il dibattimento (il processo a Firenze); a Palermo le misure alternative al carcere (domiciliari a Palermo); a Bari l’assistenza urgente (assistenza urgente a Bari).

Quali città e province copre la guida oltre ai capoluoghi maggiori?

Se cerchi la tua città, puoi scorrere le aree e aprire la pagina dedicata: ti serve solo il luogo dell’arresto.

La guida copre capoluoghi di provincia, città di medie dimensioni e centri dell’hinterland delle grandi aree urbane. Per ciascuna esiste una pagina con il taglio più utile al luogo: convalida, domiciliari, lieve entità, perquisizione, riesame, ricorsi. Di seguito i raggruppamenti per area geografica.

Nord-Ovest: Lombardia, Piemonte e Liguria

In Lombardia, oltre a Milano, ci sono Monza (domiciliari), Bergamo (assistenza urgente), Brescia (perquisizione e sequestro), Varese (convalida), Como (controlli di frontiera), Cremona, Mantova, Lodi e Lecco. Nell’hinterland milanese: Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Legnano, Rho, Cologno Monzese e Paderno Dugnano.

In Piemonte: Moncalieri, Collegno, Rivoli, Nichelino, Novara, Alessandria, Asti, Biella e Cuneo. In Liguria: Genova, Savona, La Spezia e Sanremo.

Nord-Est ed Emilia-Romagna

Veneto: Venezia, Padova, Verona, Treviso, Vicenza e Chioggia. Friuli-Venezia Giulia: Trieste, Udine e Pordenone. Trentino-Alto Adige: Bolzano e Trento.

Emilia-Romagna: Parma, Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Piacenza, Forlì e Imola.

Centro: Toscana, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo

Toscana: Livorno, Pisa, Prato, Arezzo, Lucca, Siena, Pistoia, Grosseto, Viareggio, Massa, Carrara, Empoli, Scandicci, Sesto Fiorentino e San Miniato.

Lazio: Latina, Tivoli, Velletri e Civitavecchia, con il porto come luogo tipico dei controlli doganali. Altre regioni: Perugia, Ancona, Pesaro e Pescara.

Sud e isole

Campania: Salerno, Giugliano, Torre del Greco, Pozzuoli, Casoria e Castellammare di Stabia. Puglia: Foggia, Taranto, Lecce, Bisceglie, Altamura e Molfetta.

Calabria e Basilicata: Reggio Calabria, Catanzaro e Potenza. Sicilia: Catania, Siracusa, Bagheria e Acireale. Sardegna: Cagliari, Sassari e Olbia.

Quali sono i reati di droga e le norme da conoscere?

Se ti contestano un articolo del DPR 309/1990, devi sapere quale: dalla norma dipendono misure, pena e strategia.

I reati di droga sono disciplinati dal DPR 309/1990, il Testo unico sugli stupefacenti. L’art. 73 punisce produzione, traffico, cessione e detenzione illecita; l’art. 74 punisce l’associazione finalizzata al traffico; l’art. 75 prevede sanzioni amministrative per chi detiene sostanze per uso esclusivamente personale. La qualificazione giuridica del fatto orienta tutta la difesa.

Riferimenti normativi

Norme del DPR 309/1990 e del codice di procedura penale che ricorrono nei procedimenti per droga.
NormaContenutoEffetto pratico
Art. 73 DPR 309/1990Produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacentiIl comma 5 disciplina i fatti di lieve entità, con trattamento sanzionatorio più contenuto
Art. 74 DPR 309/1990Associazione finalizzata al trafficoQuadro cautelare e processuale più rigido, competenza della Direzione distrettuale antimafia
Art. 75 DPR 309/1990Uso personaleSanzioni amministrative, non penali
Art. 94 DPR 309/1990Condannati tossicodipendentiAffidamento in prova in casi terapeutici
Art. 275 e art. 280 c.p.p.Criteri e limiti delle misure cautelariProporzionalità e adeguatezza della misura
Art. 284 c.p.p.Arresti domiciliariAlternativa al carcere
Art. 309 e art. 310 c.p.p.Riesame e appello cautelareImpugnazione delle ordinanze
Art. 438 e art. 444 c.p.p.Giudizio abbreviato e patteggiamentoRiti alternativi con riduzione di pena

Dove finisce l’uso personale e dove inizia lo spaccio

L’uso personale è la detenzione destinata al consumo del solo detentore: il legislatore la colloca nell’illecito amministrativo dell’art. 75. Lo spaccio è la cessione a terzi o la detenzione finalizzata alla cessione. Quantità, suddivisione in dosi, bilancini, denaro contante, messaggi e precedenti sono gli indizi che il giudice valuta. Nessun singolo elemento decide da solo.

Cosa puoi fare nelle prime ore: quali passi operativi seguire come familiare?

Se ricevi la notizia dell’arresto di un familiare, devi procedere in modo ordinato. Ecco la sequenza consigliata.

  1. Raccogli i dati essenziali: nome completo, data di nascita, luogo e ora dell’arresto, forza di polizia intervenuta.
  2. Chiama un avvocato penalista di fiducia e comunica i dati; la nomina può avvenire anche per telefono, seguita da atto scritto.
  3. Non fornire dichiarazioni alla polizia al posto dell’arrestato e non consegnare documenti senza consiglio del difensore.
  4. Verifica se è stato avvisato il difensore d’ufficio e se l’arrestato è stato sentito.
  5. Prepara documenti utili: residenza, lavoro, certificazioni mediche o di tossicodipendenza, disponibilità di un’abitazione per i domiciliari.
  6. Segna la data di esecuzione della misura: da quel giorno decorrono i dieci giorni per il riesame.
  7. Chiedi al difensore copia dell’ordinanza e degli atti depositati.

Per scenari specifici consulta cosa fare nelle prime ore dopo l’arresto del figlio oppure cosa rischia subito chi viene sorpreso con la droga.

Quando l’arresto avviene fuori dall’Italia?

Se l’arresto è avvenuto all’estero, devi attivare subito un avvocato locale, che lo studio può coordinare dall’Italia.

L’arresto all’estero segue la legge del Paese in cui avviene, con un avvocato locale obbligatorio davanti ai giudici di quel Paese. Lo studio coordina dall’Italia il collegamento con il difensore locale, il consolato e la Farnesina, e valuta le procedure di estradizione, il mandato d’arresto europeo (L. 69/2005) e il trasferimento del detenuto in Italia.

Per i Paesi dell’Unione Europea si applicano la decisione quadro 2002/584/GAI sul mandato d’arresto e la decisione quadro 2008/909/GAI sul riconoscimento delle sentenze ai fini dell’esecuzione della pena in patria. Per i Paesi terzi operano i trattati bilaterali o la Convenzione europea di estradizione del 1957, e la Convenzione di Strasburgo del 1983 se il Paese vi aderisce: l’adesione va verificata caso per caso.

Approfondimenti dedicati: estradizione per droga in Messico, estradizione per droga in Brasile, estradizione per narcotraffico a Dubai e detenuti per droga a San Marino. In alcuni Stati del Golfo e in Asia la legge prevede la pena di morte per il traffico: la prudenza e la rapidità sono essenziali.

Quali errori evitare dopo un arresto per droga?

Se vuoi evitare gli errori più frequenti, ricorda che nascono dall’ansia e dalla fretta e hanno conseguenze processuali concrete. Eccoli, con l’effetto di ciascuno.

  • Rendere dichiarazioni spontanee senza difensore: le parole dette in caserma entrano nel fascicolo e possono essere usate per qualificare il fatto come spaccio.
  • Lasciar scadere i dieci giorni del riesame: perso il termine perentorio, resta solo la via dell’istanza di revoca o sostituzione davanti al giudice.
  • Contattare testimoni o coindagati per “mettersi d’accordo”: può essere letto come inquinamento probatorio e giustificare la custodia in carcere.
  • Presentare documenti sul lavoro o sull’abitazione senza verificarli: un’attestazione inesatta compromette l’attendibilità della richiesta di domiciliari.
  • Cambiare avvocato a ridosso dell’udienza senza passaggio di consegne: il nuovo difensore perde giorni nell’esame degli atti.
  • Confidare nel solo difensore d’ufficio quando il caso è complesso: l’assistenza d’ufficio garantisce la presenza, non la preparazione approfondita della strategia.

Quali esiti possono avere i casi? Tre casi ricostruiti a scopo illustrativo

Se ti chiedi come può andare, leggi questi tre scenari: non sono casi reali dello studio e non puoi leggerli come previsioni.

Caso ricostruito a scopo illustrativo: la lieve entità riconosciuta

Scenario. Un giovane viene fermato in una stazione ferroviaria con alcune dosi già confezionate e una somma di denaro contante. Viene arrestato in flagranza per l’art. 73. Strategia. Il difensore, all’udienza di convalida, contesta la ricostruzione della cessione, produce documenti su lavoro e residenza e chiede la qualificazione nel comma 5 con una misura non detentiva. Esito possibile. Il giudice può convalidare l’arresto e applicare una misura meno grave del carcere, rinviando al giudizio per la valutazione sulla lieve entità.

Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’esito parziale

Scenario. Un uomo viene raggiunto da ordinanza cautelare nell’ambito di un’indagine su una rete di cessioni, con contestazione dell’art. 74. Strategia. Il difensore propone riesame, contestando i gravi indizi di appartenenza all’associazione e le esigenze cautelari. Esito possibile. Il Tribunale del riesame può annullare la contestazione associativa per carenza di indizi sul vincolo stabile, ma confermare la misura per i singoli episodi di cessione sotto l’art. 73, con sostituzione del carcere con i domiciliari solo in un secondo momento. Il risultato è parziale: la difesa ottiene una riqualificazione, non la liberazione immediata.

Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’esito sfavorevole al porto

Scenario. Un viaggiatore viene fermato in un porto con un pacco sigillato che dice di aver ricevuto da un conoscente per consegnarlo oltre frontiera; all’interno la polizia trova una quantità consistente di sostanza. Strategia. Il difensore contesta la consapevolezza del contenuto, ricostruisce la catena di consegna attraverso i messaggi e chiede una misura non detentiva, producendo documenti su residenza e lavoro. Esito possibile. Il giudice può ritenere non credibile la tesi dell’inconsapevolezza, escludere la lieve entità per la quantità e confermare la custodia in carcere; la difesa prosegue con il riesame e, in seguito, con la scelta del rito. È l’esito sfavorevole che il familiare deve mettere in conto fin dal primo colloquio: nessuna strategia garantisce la liberazione.

Come si organizza la difesa quando l’arresto avviene in una città lontana?

Se l’arresto è avvenuto in una città lontana, devi sapere che la distanza dal luogo dell’arresto cambia l’organizzazione, non la qualità degli atti: il lavoro sul fascicolo (esame del verbale, memorie, istanze scritte) si svolge dove stanno i documenti, mentre l’udienza richiede una presenza fisica nei tempi della convalida. Per questo lo studio, con sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra, combina l’intervento diretto con la collaborazione di un collega del foro locale, scelto in base all’urgenza e alla fase.

Come si organizza la difesa secondo l’urgenza e la distanza dal luogo dell’arresto.
SituazioneOrganizzazione possibileMotivo
Convalida entro poche ore in una città lontanaCollega del foro locale in coordinamento con lo studioServe una presenza fisica in udienza entro i termini
Riesame o istanze scritteAtti redatti dallo studio e depositati con il collegaIl lavoro sugli atti non dipende dalla sede
Fase di merito con molte udienzeDifensore di fiducia con eventuale sostituto localeContinuità della strategia dal primo all’ultimo grado
Arresto a Roma, Milano o NapoliIntervento diretto dallo studioLe sedi consentono di raggiungere subito gli uffici
Arresto all’esteroAvvocato locale obbligatorio e coordinamento dall’ItaliaDavanti ai giudici stranieri difende il legale abilitato nel Paese

💬 Domanda tipica: «Mia sorella è stata arrestata a Cagliari e noi viviamo a Milano. Dobbiamo partire subito?» Risposta breve: non serve partire prima di aver nominato un difensore. Il legale verifica dove si trova la persona, quale Procura procede e a che ora si tiene l’udienza di convalida; la famiglia prepara intanto documenti su residenza, lavoro e salute e li invia in copia. In udienza i familiari non sono richiesti, mentre i documenti consegnati in tempo sono ciò che il giudice legge davvero. Per il capoluogo sardo esiste la pagina assistenza urgente a Cagliari.

⚠️ Attenzione: la presenza di un difensore d’ufficio alla convalida non significa che qualcuno abbia già proposto il riesame. Se nessuno lo deposita entro i dieci giorni dall’esecuzione dell’ordinanza, il termine perentorio scade e resta soltanto l’istanza di sostituzione fondata su fatti nuovi. Chiedi al difensore, per iscritto, chi si occupa dell’impugnazione e con quale scadenza.

Come si legge un’ordinanza cautelare per droga?

Se hai tra le mani l’ordinanza, devi leggerla parte per parte, perché ciascuna risponde a una domanda diversa della difesa.

L’ordinanza cautelare è il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari applica la misura; leggerla bene vuol dire capire quale accusa regge e quale no. Ogni parte corrisponde a una domanda che il difensore pone al Tribunale del riesame o al giudice in sede di sostituzione.

Parti dell’ordinanza cautelare per droga e domanda che la difesa pone su ciascuna.
Parte dell’ordinanzaCosa contieneDomanda della difesa
Imputazione provvisoriaNorme contestate: art. 73, comma 5, art. 74La qualificazione regge sugli atti?
Gravi indiziIntercettazioni, sequestri, dichiarazioni, verbaliGli elementi sono utilizzabili e sufficienti?
Esigenze cautelariFuga, inquinamento probatorio, reiterazione (art. 274 c.p.p.)Il pericolo è concreto e attuale?
Scelta della misuraMotivazione sull’adeguatezza (art. 275 c.p.p.)Perché una misura più lieve non basterebbe?
Data di esecuzioneGiorno in cui la misura è eseguitaDa quando decorrono i dieci giorni del riesame?

ℹ️ Da sapere: il riesame controlla il provvedimento sugli atti già a disposizione del giudice; la sostituzione o la revoca (art. 299 c.p.p.) si basano invece su elementi nuovi, come un lavoro trovato, un’abitazione disponibile o un programma terapeutico avviato. Le due strade si possono percorrere insieme.

Quanto costa la difesa in un procedimento per droga in Italia?

Se ti chiedi quanto costa la difesa, puoi chiedere un preventivo scritto prima di conferire l’incarico.

Il compenso dell’avvocato si concorda con preventivo scritto prima dell’incarico, come richiede l’art. 13 della L. 247/2012. I parametri forensi del DM 55/2014 e dei successivi aggiornamenti restano il riferimento per liquidare l’attività, ma il preventivo precisa quali fasi sono comprese (convalida, riesame, merito, impugnazioni) e quali spese si aggiungono. Una cifra valida per tutti non esiste: dipende da fase, durata, numero di imputati e volume degli atti.

Voci di spesa tipiche in un procedimento per droga e fattori che le fanno variare.
VoceQuando compareCosa la fa variare
Compenso del difensoreIn ciascuna fase: cautelare, merito, impugnazioneComplessità, numero di atti, durata del processo
Consulente tecnicoPerizia chimica, analisi del telefono, trascrizioniQuantità del materiale da esaminare
Interprete e traduzioniImputato straniero o atti redatti all’esteroLingue coinvolte e volume degli atti
TrasferteUdienze o colloqui fuori dalle sedi dello studioDistanza e numero di udienze
Avvocato locale all’esteroProcedimenti davanti a giudici stranieriPaese e fase del giudizio

Chi ha i requisiti può chiedere il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002): la verifica spetta al difensore e al giudice competente, e non si danno soglie in astratto. Il preventivo si chiede per iscritto al primo contatto, anche prima di conferire l’incarico.

Quali sono i tempi: cosa succede dalle prime ore ai mesi successivi?

Se vuoi sapere quando muoverti, la sequenza seguente ti collega ogni tappa del procedimento al suo termine di legge e vale per un arresto in flagranza.

  1. Prime ore: l’arrestato è trattenuto dalla polizia giudiziaria, può nominare un difensore, avvisare un familiare e non rispondere; il verbale di arresto è il primo atto da esaminare.
  2. Entro quarantotto ore: il pubblico ministero chiede la convalida (art. 391 c.p.p.) e, se lo ritiene, una misura cautelare.
  3. Primi giorni: il giudice decide nelle quarantotto ore successive alla richiesta; con l’esecuzione dell’ordinanza iniziano a decorrere i dieci giorni per il riesame (art. 309 c.p.p.).
  4. Settimane: la Procura prosegue le indagini; la difesa studia gli atti, propone eventuali sostituzioni della misura (art. 299 c.p.p.) e controlla i termini di durata (art. 303 c.p.p.).
  5. Mesi: chiusura delle indagini, scelta tra abbreviato, patteggiamento e dibattimento (art. 438 e art. 444 c.p.p.) e sentenza di primo grado.

Come si sceglie tra abbreviato, patteggiamento e dibattimento?

Devi sapere che la scelta del rito dipende da ciò che il fascicolo dimostra e da ciò che la difesa può provare. Il giudizio abbreviato si decide sugli atti e, in caso di condanna, comporta una riduzione di pena; il patteggiamento è un accordo sulla pena con il pubblico ministero; il dibattimento consente il controesame di agenti e testimoni e la contestazione piena della perizia sulla sostanza. Per i fatti di minore gravità si valuta anche la messa alla prova (art. 168-bis c.p.), nei limiti stabiliti dalla legge e da verificare sul singolo caso.

La decisione va presa dopo l’esame integrale degli atti e mai sotto la pressione di un termine, perché la rinuncia alle garanzie del dibattimento non si recupera. Nei procedimenti con contestazione dell’art. 74 la prudenza è ancora maggiore: le intercettazioni sono molte e il quadro cambia con la lettura dell’ultimo atto depositato.

Cosa succede dopo la sentenza di primo grado?

Se non sei d’accordo con la sentenza di primo grado, puoi proporre appello alla Corte d’appello del distretto, nei termini brevi e perentori previsti dal codice; contro la sentenza d’appello è possibile il ricorso per cassazione, limitato ai vizi di legittimità. Chi è condannato e ha una dipendenza può chiedere, ricorrendone le condizioni, l’affidamento in prova in casi particolari (art. 94 DPR 309/1990), con un programma presso una struttura accreditata e la documentazione clinica del servizio pubblico.

Il difensore che ha seguito il primo grado conosce gli atti e le prove assunte, e per questo è utile che resti lo stesso fino all’impugnazione. Se la famiglia cambia legale dopo la sentenza, la nomina e la scadenza dell’appello vanno confermate per iscritto prima di ogni altra cosa.

Come può aiutarti lo studio?

Lo studio dell’Avv. Massimo Romano segue la fase cautelare, le impugnazioni e il giudizio nei reati di droga, in Italia e all’estero. Interviene direttamente davanti agli uffici competenti o con colleghi del foro locale, a seconda della città e dell’urgenza. Per un primo confronto riservato chiama o scrivi su WhatsApp al +39 335 669 3954 oppure visita la pagina chi siamo per conoscere l’impostazione dello studio.

Domande frequenti

Puoi chiamare l'avvocato anche se tuo figlio è stato appena fermato e non sai dove si trovi?

Sì, e conviene farlo subito. Servono nome, data di nascita e luogo del fermo. Il difensore contatta la centrale della forza di polizia, individua la Procura competente e verifica se l'arresto sia già stato comunicato. Il difensore può essere nominato anche dai familiari, senza attendere che l'interessato lo chieda in prima persona.

Quanto tempo c'è per la convalida dell'arresto in flagranza per droga e cosa puoi fare intanto?

Dopo l'arresto la polizia giudiziaria avvisa il pubblico ministero, che chiede la convalida entro quarantotto ore; il giudice fissa l'udienza e decide nelle quarantotto ore successive alla richiesta. Il difensore partecipa all'udienza, esamina gli atti depositati e può chiedere la liberazione o una misura meno afflittiva della custodia in carcere.

Entro quanto puoi fare richiesta di riesame contro una misura cautelare?

La richiesta di riesame contro un'ordinanza che applica la custodia cautelare o gli arresti domiciliari va presentata entro dieci giorni dall'esecuzione o dalla notificazione della misura, secondo l'art. 309 c.p.p. Il termine è perentorio: scaduto, la via ordinaria si chiude e restano soltanto istanze di revoca o sostituzione davanti al giudice.

Se il tuo parente è arrestato in una città dove lo studio non ha una sede, può assisterlo?

Sì. Le sedi sono Roma, Milano, Napoli e Londra, ma la difesa penale non è limitata al luogo di sede. L'avvocato può intervenire direttamente davanti all'autorità giudiziaria competente oppure coordinarsi con un collega del foro locale, a seconda dell'urgenza, delle distanze e delle scelte della famiglia.

Qual è la differenza tra detenzione per uso personale e spaccio e cosa rischi?

La detenzione per uso esclusivamente personale comporta sanzioni amministrative previste dall'art. 75 DPR 309/1990, mentre la cessione o la detenzione a fini di spaccio rientra nell'art. 73 e può avere rilievo penale. La distinzione si fonda su quantità, modalità di confezionamento, contesto e altri elementi concreti dell'accertamento.

Puoi ottenere gli arresti domiciliari se sei accusato di droga?

Sì, quando le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con una misura meno afflittiva del carcere (art. 284 e art. 275 c.p.p.). Contano la disponibilità di un'abitazione idonea, l'assenza di contatti con l'ambiente dello spaccio e le condizioni personali. Per i fatti associativi il quadro cautelare è più rigido e richiede valutazioni specifiche.

Cosa devi fare se l'arresto per droga avviene all'estero?

Si applica la legge del Paese in cui avviene l'arresto, con un avvocato locale obbligatorio davanti ai giudici di quel Paese. Dall'Italia lo studio coordina la difesa, i contatti con consolato e Farnesina, la famiglia e le eventuali procedure di estradizione, di mandato d'arresto europeo o di trasferimento del detenuto in Italia.

Se un tuo parente ha un difensore d'ufficio, puoi scegliere un avvocato di fiducia?

Sì. Il difensore d'ufficio assiste nelle prime ore, ma l'indagato o i suoi familiari possono nominare in qualsiasi momento un avvocato di fiducia, con atto scritto o dichiarazione all'autorità. La sostituzione non interrompe i termini del procedimento, e il nuovo difensore subentra nell'esame degli atti e nelle impugnazioni.

Avv. Massimo Romano — Avvocato penalista

Assistenza 24 ore su 24, anche nei festivi, per arresti, perquisizioni, misure cautelari e fermi all'estero. Il compenso è concordato con preventivo scritto prima dell'incarico.

  • Roma — Via Avicenna 97, 00146
  • Milano — Via Giuseppe Pecchio 3, 20129
  • Napoli — Corso Umberto I 237, 80138

Telefono +39 335 669 3954 · WhatsApp +39 335 669 3954

Tutte le guide: Città italiane

Chi ha scritto questa pagina

Autore
Qualifica
Avvocato penalista – patrocinante in Cassazione
Iscrizione
Ordine degli Avvocati di Napoli, n. 14553, dal 16/04/1998
Cassazione
Albo speciale dal 23/10/2015
Sedi
Roma · Milano · Napoli · Londra
Contatti
+39 335 669 3954 · WhatsApp 24/7

Contenuto informativo redatto e rivisto dall'avvocato; non sostituisce un parere sul caso concreto. Ultima revisione: 28/10/2026.