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Lieve entità droga a Genova: come difendersi?

Se tuo figlio è stato arrestato per droga a Genova, la lieve entità (art. 73 comma 5) cambia misura e pena. Scopri cosa fare e contatta l'Avv. Romano.

Di , Avvocato penalista – patrocinante in CassazioneIscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553 · Albo speciale cassazionisti dal 23/10/2015 · → Profilo completoPubblicato il · Aggiornato il · ⏱ 15 minuti di lettura

▶ Risposta diretta

Se tuo figlio è stato arrestato per droga a Genova, la lieve entità prevista dal comma 5 dell'art. 73 DPR 309/1990 può cambiare misura cautelare e pena, perché è un reato autonomo con una cornice sanzionatoria molto più bassa. Il giudice valuta mezzi, modalità e circostanze dell'azione, oltre a quantità e qualità della sostanza, e lo fa già all'udienza di convalida davanti al GIP del Tribunale di Genova, che decide entro quarantotto ore dalla richiesta del pubblico ministero. Contro la misura puoi proporre riesame entro dieci giorni. Il primo passo è nominare un difensore di fiducia che incontri tuo figlio prima dell'interrogatorio.

Avv. Massimo Romano · Avvocato penalista patrocinante in Cassazione · Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553

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⚡ In sintesi

  • La lieve entità è prevista dal comma 5 dell'art. 73 DPR 309/1990 ed è una fattispecie autonoma, con una cornice di pena molto più contenuta rispetto alle ipotesi ordinarie.
  • A Genova la competenza è del Tribunale e della Procura del capoluogo ligure; il riesame delle misure cautelari si propone al Tribunale del riesame, entro dieci giorni dall'esecuzione della misura.
  • La qualificazione come lieve entità dipende da mezzi, modalità e circostanze dell'azione, oltre che da quantità e qualità della sostanza: la difesa deve documentarli fin dal primo atto.
  • Se un familiare è fermato nel porto o in città, la prima mossa è nominare un difensore di fiducia, così da assistere all'interrogatorio e all'udienza di convalida.
  • Per documentare la lieve entità servono certificato di residenza, contratto di lavoro, certificazione del servizio per le dipendenze e casellario giudiziale, da consegnare al difensore nelle prime ore dopo l'arresto.
  • Dopo la qualificazione al comma 5 restano percorribili abbreviato, patteggiamento e messa alla prova, mentre per il tossicodipendente l'art. 94 DPR 309/1990 apre all'affidamento terapeutico in fase di esecuzione.

Se tuo figlio è stato arrestato per droga a Genova, la lieve entità del comma 5 dell’art. 73 DPR 309/1990 è la qualificazione che puoi chiedere per ottenere una pena molto più bassa e una misura meno dura del carcere. Il giudice del Tribunale di Genova la valuta guardando mezzi, modalità e circostanze del fatto, già nell’udienza di convalida.

Che cosa significa lieve entità per i reati di droga a Genova?

Che cosa significa lieve entità per i reati di droga a Genova?

La lieve entità è una fattispecie autonoma di reato, non una semplice attenuante. In sintesi: il comma 5 dell’art. 73 DPR 309/1990 descrive un fatto di spaccio o detenzione che, per come è avvenuto, ha una gravità minore e viene punito con una cornice di pena nettamente più bassa rispetto alle ipotesi ordinarie. Questo cambia le regole del processo: i termini di prescrizione, la scelta dei riti, l’accesso alle misure alternative e perfino il modo in cui viene eseguito l’arresto.

Per le droghe il codice distingue tra uso personale, che comporta soltanto sanzioni amministrative (art. 75 DPR 309/1990), e condotte penalmente rilevanti dell’art. 73. La lieve entità si colloca dentro l’area penale ma ne occupa la parte meno grave. A Genova si incontra spesso nei fermi di strada, nelle cessioni di piccole quantità nel centro storico e nelle zone di movida, nei controlli su chi rientra dal porto o dalle stazioni ferroviarie.

Gli indici che il giudice valuta

Il giudice non si ferma al peso della sostanza. Considera insieme:

  • la quantità e la qualità dello stupefacente, e il numero di dosi ricavabili;
  • le modalità della condotta: cessione occasionale o attività organizzata, presenza di bilancini, materiale per il confezionamento, denaro in contanti;
  • le circostanze dell’azione: luogo, orario, rapporti con gli acquirenti, eventuale recidiva;
  • la personalità dell’imputato e il contesto, compresa un’eventuale dipendenza.

La difesa lavora su ciascun indice con documenti, testimonianze e consulenze. Un reddito lecito dimostrabile, un certificato del servizio per le dipendenze e l’assenza di precedenti specifici pesano sulla qualificazione e sulla misura.

Perché la qualificazione cambia tutto

L’arresto in flagranza per il fatto di lieve entità è facoltativo e non obbligatorio, mentre per le ipotesi ordinarie scatta in modo obbligatorio. La differenza incide anche sui limiti delle misure cautelari (art. 280 c.p.p.): una pena massima contenuta può escludere la custodia in carcere. È per questo che l’azione difensiva più urgente, dopo l’arresto, consiste nel sostenere la qualificazione al comma 5 già davanti al giudice della convalida.

Mio figlio è stato arrestato per droga a Genova: cosa fare subito?

Mio figlio è stato arrestato per droga a Genova: cosa fare subito?

Se tuo figlio è stato arrestato a Genova, nomina subito un difensore di fiducia: senza una nomina la polizia giudiziaria avvisa un difensore d’ufficio, e perdi tempo prezioso per impostare la strategia. Raccogli i dati essenziali e non lasciare che tuo figlio renda dichiarazioni senza assistenza.

  1. Individua chi ha eseguito l’arresto (Squadra mobile, Carabinieri, Guardia di Finanza, Agenzia delle dogane) e dove tuo figlio è trattenuto.
  2. Telefona allo studio al +39 335 669 3954, anche su WhatsApp, e comunica nome, data di nascita e capo d’imputazione se noto.
  3. Fai conferire la nomina fiduciaria al difensore, che può chiedere di conferire riservatamente con l’arrestato prima dell’interrogatorio.
  4. Prepara i documenti utili: certificato di residenza, buste paga o contratto di lavoro, certificazioni sanitarie o del Servizio per le dipendenze, eventuali iscrizioni universitarie.
  5. Indica un domicilio idoneo per eventuali arresti domiciliari: una abitazione con consenso del proprietario e servita dalle forze dell’ordine.
  6. Non parlare con i giornalisti e non contattare le persone coinvolte: ogni parola può finire nel fascicolo.

Se la situazione è diversa, per esempio perquisizione senza arresto o fermo su strada, trovi le indicazioni nella guida su cosa fare quando un figlio è stato perquisito e in quella sulle prime ore dopo il fermo. Per capire a cosa si espone, leggi cosa rischia chi viene sorpreso con la droga.

Quali autorità intervengono a Genova e in che ordine?

Quali autorità intervengono a Genova e in che ordine?

A Genova la procedura passa da uffici precisi del distretto ligure. Il Tribunale di Genova ha sede nel capoluogo, dove opera anche la Procura della Repubblica. La Corte d’appello di Genova è competente per le impugnazioni nel distretto, e il Tribunale del riesame è costituito presso il Tribunale del capoluogo.

Uffici e autorità che intervengono a Genova dall’arresto per droga fino all’impugnazione della sentenza
FaseAutoritàCosa accade
Arresto o fermoPolizia giudiziaria (Squadra mobile, Carabinieri, Guardia di Finanza)Verbale, eventuale perquisizione, sequestro, avviso al difensore
ConvalidaGIP del Tribunale di GenovaUdienza con pubblico ministero e difensore; decisione su convalida e misura
Misura cautelareGIP, poi Tribunale del riesameAppello o riesame contro custodia, domiciliari, obbligo di firma
ProcessoTribunale di GenovaRito direttissimo, abbreviato, patteggiamento o dibattimento
ImpugnazioneCorte d’appello di Genova, poi CassazioneAppello sul merito, ricorso per violazioni di diritto
DetenzioneCasa circondariale di Genova MarassiColloqui, richieste al magistrato di sorveglianza

Chi viene fermato nell’area portuale può incontrare anche l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che opera con la Guardia di Finanza sui controlli di container e passeggeri. Il passaggio dal porto al processo ordinario avviene però sempre davanti ai giudici del capoluogo. Chi è detenuto nella casa circondariale del quartiere di Marassi trova informazioni dedicate in detenzione per droga al carcere di Marassi.

Schema temporale: cosa succede nelle prime ore e nei giorni successivi?

Schema temporale: cosa succede nelle prime ore e nei giorni successivi?

Se vuoi sapere quanto tempo hai, segui questa scansione dei termini e segna le scadenze fin dal primo giorno. Il tempo è l’elemento che governa la difesa. In sintesi, dall’arresto all’eventuale riesame passano pochi giorni in cui si decide gran parte del procedimento.

Termini dall’arresto al riesame per un fatto di lieve entità a Genova e atti della difesa
MomentoTermineCosa fa la difesa
Prime oreDall’arrestoNomina, colloquio riservato, verifica del verbale e dei sequestri
Entro quarantotto oreRichiesta di convalida del pubblico ministeroStudio degli atti disponibili, memoria sulla qualificazione
Nelle quarantotto ore successiveUdienza davanti al GIPContestazione dell’arresto, richiesta di misura attenuata
Dopo la misuraDieci giorni per il riesame (art. 309 c.p.p.)Richiesta di riesame o appello (art. 310 c.p.p.)
Settimane successiveIndagini preliminariIndagini difensive (art. 391 c.p.p. e seguenti), richieste di revoca o sostituzione

Nel ricostruire i primi giorni, ricorda che la convalida non è un giudizio di colpevolezza: il giudice verifica la legittimità dell’arresto e l’esistenza di esigenze cautelari. Una buona difesa può ottenere la liberazione senza misura quando l’arresto non è stato eseguito nei casi previsti o la qualificazione è debole.

Mio figlio è in carcere: si può chiedere i domiciliari?

Sì. Chi è sottoposto a custodia cautelare può ottenere gli arresti domiciliari (art. 284 c.p.p.) se esiste un domicilio idoneo e il giudice ritiene sufficiente una misura meno afflittiva. Per il fatto di lieve entità la richiesta ha ragionevoli possibilità se l’imputato non ha precedenti rilevanti, ha lavoro o una rete familiare stabile e, se tossicodipendente, un programma terapeutico. La richiesta si presenta al giudice che procede, e contro il rigetto si può proporre appello.

Come si difende un fatto di lieve entità?

Come si difende un fatto di lieve entità?

La difesa lavora su tre piani: qualificazione, misura cautelare e rito. Sul primo si dimostra che la quantità di sostanza è compatibile con una detenzione modesta, che manca una struttura organizzata e che non risultano contatti plurimi con acquirenti. Sul secondo si propone una misura proporzionata, con garanzie concrete. Sul terzo si sceglie fra abbreviato, patteggiamento (art. 444 c.p.p.) e dibattimento valutando il quadro probatorio.

Tra gli strumenti disponibili vi sono la richiesta di giudizio abbreviato (art. 438 c.p.p.), la messa alla prova (art. 168-bis c.p. e art. 464-bis c.p.p.) e, ricorrendone i presupposti, la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). Le circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.) incidono sulla pena finale. Il giudice deve motivare in modo specifico se esclude la lieve entità, e la mancanza di motivazione è un motivo di ricorso.

Il ruolo della dipendenza

Se l’imputato è assuntore di sostanze, la dipendenza spiega spesso la detenzione di quantità superiori al consumo di un giorno. Un certificato del servizio pubblico, un percorso già avviato e il consenso a un programma in comunità sono elementi che il giudice valuta quando decide fra carcere e misure diverse. In esecuzione, l’art. 94 DPR 309/1990 disciplina l’affidamento in prova in casi particolari per chi è tossicodipendente o alcoldipendente.

Caso ricostruito a scopo illustrativo: cosa può succedere dopo un fermo nel centro storico?

Caso ricostruito a scopo illustrativo: un fermo nel centro storico

Per capire come puoi muoverti, segui questo scenario di fantasia, che non riguarda una persona reale. Scenario: un ragazzo di ventidue anni viene fermato vicino a una piazza del centro storico con alcune dosi di hashish confezionate e una somma modesta in contanti. La polizia giudiziaria lo arresta e il pubblico ministero chiede la convalida. Il giovane non ha precedenti ed è iscritto all’università.

Strategia: la difesa sostiene la lieve entità, produce il libretto universitario, una dichiarazione del datore di lavoro dei fine settimana e un certificato del servizio per le dipendenze. Chiede la non convalida dell’arresto, in subordine una misura non custodiale. Valuta poi un patteggiamento o la messa alla prova.

Esito possibile: il giudice può escludere la custodia in carcere e applicare l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria o i domiciliari; la sentenza successiva può riconoscere il comma 5. Non è garantito: se emergessero contatti ripetuti con acquirenti o precedenti specifici, la qualificazione potrebbe essere negata e la misura più rigida.

Quali documenti servono per sostenere la lieve entità a Genova?

Quali documenti servono per sostenere la lieve entità a Genova?

Il giudice di Genova decide sulla qualificazione leggendo gli atti: ciò che la famiglia consegna al difensore nelle prime ore entra nel fascicolo della convalida. Ogni documento deve provare un indice del comma 5 dell’art. 73 DPR 309/1990, cioè modalità modeste, assenza di organizzazione e personalità non pericolosa.

Documenti da preparare a Genova per sostenere il fatto di lieve entità e una misura attenuata
DocumentoIndice che dimostraDove si ottiene
Certificato di residenza e stato di famigliaRadicamento e domicilio verificabileAnagrafe del Comune
Contratto di lavoro o buste pagaReddito lecito, estraneità a guadagni da spaccioDatore di lavoro o consulente del lavoro
Certificazione del Servizio per le dipendenzeDipendenza e consumo personaleServizio pubblico dell’azienda sanitaria
Libretto universitario o attestato di formazioneProgetto di vita incompatibile con un’attività organizzataUniversità o ente di formazione
Dichiarazione di ospitalitàDomicilio idoneo per i domiciliariProprietario o convivente
Certificato del casellario giudizialeAssenza di precedenti specificiUfficio del casellario

💬 Domanda tipica: «Mio figlio è stato fermato in zona porto con poche dosi e dice che erano per sé: se lo mette a verbale, peggiora la sua posizione?» Risposta: dichiarare un uso personale non aggrava la posizione, se il racconto è coerente con i fatti, perché l’art. 75 DPR 309/1990 prevede solo sanzioni amministrative. Il rischio nasce dalle dichiarazioni rese senza difensore e poi smentite da chat, bilancini o contanti. La scelta tra parlare e tacere si decide dopo aver letto verbale di arresto e sequestro, nel colloquio riservato con il legale prima dell’interrogatorio davanti al GIP.

⚠️ Attenzione: il termine di dieci giorni per il riesame (art. 309 c.p.p.) decorre dall’esecuzione della misura disposta dal GIP del Tribunale di Genova, non dal giorno in cui la famiglia riceve le carte. Chi attende i certificati sanitari prima di agire rischia di perdere il controllo collegiale: l’istanza si deposita subito e si integra dopo.

Quanto costa la difesa in un caso di lieve entità a Genova?

Quanto costa la difesa in un caso di lieve entità a Genova?

Puoi chiedere il preventivo prima di conferire l’incarico e devi riceverlo per iscritto. Il compenso dell’avvocato si concorda con preventivo scritto prima dell’incarico (art. 13 L. 247/2012). Come riferimento si usano i parametri ministeriali del DM 55/2014 e dei successivi aggiornamenti, che tengono conto della fase e della complessità. Alla parcella si aggiungono le spese vive, che dipendono dal caso concreto. Nessuna cifra può essere indicata senza aver visto gli atti.

Voci di spesa tipiche in un procedimento per lieve entità con arresto a Genova
VoceQuando compareNota
Consulenza tecnica sulla sostanzaSe si contesta peso o principio attivoIl consulente di parte è scelto dalla difesa
Copie degli attiDopo il deposito del fascicoloCosti di cancelleria
Trasferte dallo studio a GenovaPer udienze e colloqui in carcereEvitabili con un collega del foro locale
Certificazioni sanitarie privateSe il servizio pubblico non bastaSpesso gratuite se rilasciate dal servizio pubblico

Se ricorrono i requisiti di legge, si può chiedere il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002): il difensore verifica in colloquio se la richiesta è percorribile. Per una valutazione sul preventivo puoi contattare lo studio.

Quali errori devi evitare?

Prima di muoverti, evita questi errori: sono quelli che ti fanno perdere termini e credibilità davanti al giudice.

  • Rendere dichiarazioni spontanee ai militari senza difensore: le ammissioni entrano nel fascicolo e vincolano la strategia.
  • Aspettare il giorno dopo per nominare un legale: l’udienza di convalida segue termini brevi e non si recupera.
  • Presentare documenti falsi o incompleti sul domicilio: il giudice nega i domiciliari e valuta negativamente la credibilità.
  • Contattare i coindagati o gli acquirenti: rischia di integrare un tentativo di inquinamento delle prove e giustificare una misura più dura.
  • Lasciar scadere i dieci giorni per il riesame: la misura diventa difficilmente contestabile in tempi brevi.
  • Confondere uso personale e spaccio, ammettendo cessioni mai avvenute: l’ammissione spesso esclude la lieve entità.

Quali norme devi conoscere?

Se vuoi controllare le norme citate nella pagina, qui trovi i riferimenti che il tuo difensore userà negli atti.

  • Art. 73 DPR 309/1990: punisce produzione, traffico e detenzione di stupefacenti; il comma 5 prevede il fatto di lieve entità.
  • Art. 74 DPR 309/1990: associazione finalizzata al traffico, contestata quando emerge una struttura stabile.
  • Art. 75 DPR 309/1990: sanzioni amministrative per chi detiene per uso personale.
  • Art. 94 DPR 309/1990: affidamento in prova per tossicodipendenti e alcoldipendenti.
  • Art. 275 c.p.p.: criteri di scelta delle misure cautelari; art. 280 c.p.p.: condizioni di applicabilità; art. 284 c.p.p.: arresti domiciliari.
  • Art. 309 c.p.p.: riesame; art. 310 c.p.p.: appello cautelare.
  • Art. 438 e art. 444 c.p.p.: giudizio abbreviato e patteggiamento; art. 464-bis c.p.p. e art. 168-bis c.p.: messa alla prova.
  • Art. 131-bis c.p.: particolare tenuità del fatto; art. 62-bis c.p.: attenuanti generiche.

Come può aiutarti lo studio?

Come può aiutarti lo studio

L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli (n. 14553) e cassazionista, assiste le famiglie nei procedimenti per droga dell’area genovese, intervenendo direttamente o con colleghi del foro, sempre con un unico referente. Lo studio ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e collabora con corrispondenti in Italia e all’estero. Se un tuo familiare è stato fermato, telefona o scrivi su WhatsApp al +39 335 669 3954: dopo un primo colloquio riservato si valutano atti, termini e strategia. Puoi anche contattare lo studio o consultare la guida alle città italiane. Per un confronto con altre sedi giudiziarie leggi le pagine su Modena e gli arresti domiciliari, su Milano e le misure cautelari e su Bologna e gli articoli 73 e 74.

Domande frequenti

Cos'è il fatto di lieve entità e quando puoi chiederlo?

È l'ipotesi prevista dal comma 5 dell'art. 73 DPR 309/1990, applicabile quando mezzi, modalità o circostanze dell'azione oppure la qualità e quantità della sostanza mostrano una offensività ridotta. È un reato autonomo con pena sensibilmente inferiore, e consente anche misure cautelari meno afflittive del carcere.

Se tuo figlio è stato arrestato a Genova con poche dosi, rischia il carcere?

Dipende dalla qualificazione del fatto e dalle esigenze cautelari. Se si contesta il comma 5 dell'art. 73, l'arresto non è obbligatorio e il giudice può scegliere misure più lievi, come l'obbligo di firma o i domiciliari. La valutazione si fonda sul quadro indiziario e sui precedenti, non sull'allarme sociale generico.

Quanto tempo hai per preparare l'udienza di convalida a Genova?

Dopo l'arresto la polizia giudiziaria informa il pubblico ministero, che chiede la convalida entro quarantotto ore; il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova fissa l'udienza e decide nelle quarantotto ore successive. Il difensore ha diritto di assistere e di parlare prima con l'arrestato.

Puoi evitare il processo se il fatto è di lieve entità?

In alcuni casi sì, ma non automaticamente. Per il comma 5 restano percorribili il rito abbreviato, il patteggiamento (art. 444 c.p.p.) e, quando i requisiti ci sono, la messa alla prova (art. 168-bis c.p., art. 464-bis c.p.p.). La scelta va valutata sul fascicolo, caso per caso.

Se sei tossicodipendente, quando puoi ottenere una misura alternativa al carcere?

Chi ha una dipendenza accertata e un programma terapeutico presso una struttura può chiedere che la custodia sia sostituita da una misura in comunità o dalla detenzione domiciliare, e in fase di esecuzione l'affidamento terapeutico previsto dall'art. 94 DPR 309/1990. Servono certificazione del servizio pubblico e disponibilità della struttura.

Puoi ottenere la lieve entità anche per cocaina o eroina a Genova?

Sì. Il comma 5 dell'art. 73 DPR 309/1990 non distingue per tipo di sostanza: contano mezzi, modalità, circostanze, qualità e quantità. Con sostanze pesanti la qualificazione è più difficile da ottenere, ma resta possibile se la cessione è occasionale e priva di organizzazione. Il giudice decide sul caso concreto.

Se tuo figlio viene fermato al porto di Genova con la droga, chi indaga?

Indagano la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che controllano passeggeri e merci, insieme alla Procura di Genova. Il procedimento ordinario si svolge poi davanti ai giudici del capoluogo ligure. Il difensore va nominato subito, perché la convalida segue gli stessi termini di ogni altro arresto.

Lo studio ha una sede a Genova?

No. Le sedi dello studio sono Roma, Milano, Napoli e Londra. Per i procedimenti dell'area genovese l'Avv. Massimo Romano interviene direttamente, anche in udienza, oppure in coordinamento con colleghi del foro locale, garantendo alla famiglia un unico referente.

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Contenuto informativo redatto e rivisto dall'avvocato; non sostituisce un parere sul caso concreto. Ultima revisione: 28/10/2026.