Cosa deve fare subito la famiglia quando un figlio viene preso con la droga?
Se tuo figlio è stato arrestato per droga, devi scoprire subito dove si trova e quale autorità procede, poi contattare un avvocato penalista prima dell’udienza di convalida. Il pubblico ministero chiede la convalida entro quarantotto ore e il giudice decide nelle quarantotto ore successive: in questa finestra si giocano la sua libertà e la tua possibilità di aiutarlo.
L’arresto per droga riguarda quasi sempre l’art. 73 DPR 309/1990, che punisce produzione, traffico, cessione e detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, oppure l’art. 74 quando si contesta un’associazione. La detenzione per solo uso personale, invece, comporta di regola sanzioni amministrative ai sensi dell’art. 75. La differenza tra le due ipotesi è il cuore di molte difese, ed è per questo che i primi giorni contano.
Questa pagina è la guida per te che ti trovi in quella situazione, da genitore, fratello, parente o partner. Riassume cosa accade, in che ordine e con quali tempi, e rimanda agli approfondimenti dedicati a ogni passaggio. Se hai già un nome e un luogo di detenzione, chiama senza attendere: puoi scrivere o telefonare allo studio al +39 335 669 3954 anche su WhatsApp.
I primi quattro gesti da compiere
- Individua il luogo dell’arresto o del fermo (caserma, commissariato, camera di sicurezza) e il reparto operante: telefona e chiedilo tu.
- Contatta un avvocato penalista e comunica subito nome, data di nascita, luogo e ora dell’arresto, capi di imputazione noti.
- Raccogli tu i documenti: residenza, lavoro o studio, certificati medici, eventuali cure per dipendenza da sostanze.
- Evita ogni contatto personale con testimoni, coindagati o con chi ha ceduto la sostanza.
Il resto della pagina approfondisce i passaggi, le scelte dell’avvocato, le misure cautelari e le situazioni familiari che cambiano la strategia.
Schema temporale: cosa succede nelle prime ore, nei giorni e nelle settimane dopo l’arresto?
Dopo l’arresto, la sequenza è scandita da termini precisi: il verbale dell’arresto, la richiesta di convalida del pubblico ministero, l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, l’ordinanza sulla misura e, se serve, il riesame. Se ti trovi in questa fase, conoscere la sequenza ti permette di agire al momento giusto, senza perdere le occasioni utili alla difesa.
La sequenza, in sintesi: prime ore → primi giorni → settimane → mesi.
- Prime ore: verbale di arresto, avviso al difensore, informazione al pubblico ministero, primo colloquio tra legale e arrestato.
- Primi giorni: richiesta di convalida entro quarantotto ore, udienza entro le quarantotto ore successive (art. 391 c.p.p.), ordinanza sulla misura.
- Settimane: riesame entro dieci giorni dall’esecuzione (art. 309 c.p.p.), eventuale istanza di sostituzione (art. 299 c.p.p.), accesso agli atti disponibili.
- Mesi: indagini preliminari, valutazione dei riti alternativi e, se serve, nuove richieste sulla misura al mutare delle circostanze.
| Fase | Quando | Chi decide | Cosa può fare la famiglia |
|---|---|---|---|
| Arresto e redazione del verbale | Prime ore | Polizia giudiziaria | Individuare il luogo di custodia e incaricare un legale |
| Informazione al pubblico ministero | Senza ritardo | Pubblico ministero | Far arrivare al difensore i dati essenziali |
| Richiesta di convalida | Entro quarantotto ore dall’arresto | Pubblico ministero | Raccogliere documenti su residenza, lavoro, studio |
| Udienza di convalida (art. 391 c.p.p.) | Entro quarantotto ore dalla richiesta | Giudice per le indagini preliminari | Mettere a disposizione un domicilio idoneo |
| Ordinanza sulla misura | Al termine dell’udienza | Giudice per le indagini preliminari | Valutare con il difensore le impugnazioni |
| Riesame (art. 309 c.p.p.) | Richiesta entro dieci giorni dall’esecuzione | Tribunale collegiale | Fornire elementi nuovi e documenti aggiornati |
| Richiesta di sostituzione (art. 299 c.p.p.) | In qualsiasi momento, se cambiano le circostanze | Giudice che procede | Dimostrare lavoro, terapia, residenza stabile |
Le prime ore
Nelle prime ore tuo figlio è nelle mani della polizia giudiziaria. Ha diritto di essere assistito da un difensore e di non rispondere alle domande: ricordaglielo tramite il legale. Il difensore, d’ufficio o di fiducia, può parlare con l’arrestato prima dell’udienza e verificare il verbale, il sequestro, le modalità del controllo e la regolarità dell’arresto.
I primi giorni
Se ti chiedi cosa accade il giorno dell’udienza di convalida: il giudice sente l’arrestato, ascolta il difensore e il pubblico ministero. Decide se convalidare l’arresto e se applicare una misura. In molti casi la scelta tra carcere e domiciliari dipende da elementi che puoi procurare tu: un domicilio disponibile, un contratto di lavoro, l’iscrizione a un corso di studi, un programma presso un servizio pubblico per le dipendenze.
Le settimane successive
Dopo la convalida si apre la fase delle indagini preliminari e, per le misure personali, il riesame. Il difensore può chiedere la revoca o la sostituzione della misura quando cambiano le esigenze cautelari. Questa è anche la fase in cui si valutano i riti alternativi: abbreviato (art. 438 c.p.p.), patteggiamento (art. 444 c.p.p.) o messa alla prova (art. 464-bis c.p.p. e art. 168-bis c.p.).
Fiducia o ufficio: chi può difendere tuo figlio e come si sceglie?
Devi sapere che il difensore di fiducia è scelto dall’imputato o da un suo prossimo congiunto; il difensore d’ufficio è designato dall’autorità quando nessuno ha nominato un legale. Entrambi hanno gli stessi poteri processuali. La differenza pratica è il tempo dedicato al caso, la continuità e la possibilità di costruire una strategia fin dalle prime ore.
Nella fase precautelare e all’udienza di convalida la presenza del difensore è obbligatoria: se manca un legale di fiducia, il giudice nomina un difensore d’ufficio. L’approfondimento su costi, sostituzione e diritti dell’assistito è nella pagina avvocato di fiducia o d’ufficio dopo un arresto per droga.
Cosa devi dire al legale fin dalla prima telefonata
- Nome completo, data di nascita e luogo dell’arresto.
- Accuse note (cessione, detenzione, associazione) e sostanza contestata.
- Precedenti penali e carichi pendenti noti alla famiglia.
- Eventuali problemi di salute, dipendenza, condizioni di vulnerabilità.
- Presenza di altri coinvolti nello stesso episodio.
Con queste informazioni, che puoi dare tu, il difensore può preparare l’udienza anche se non ha ancora visto gli atti. Ogni dato incompleto si recupera in seguito, ma i dati essenziali permettono già di impostare la richiesta di una misura meno grave.
Sorpreso, perquisito, indagato: in quale situazione si trova tuo figlio?
Se ti stai chiedendo in quale situazione sia tuo figlio, sappi che non ogni intervento delle forze dell’ordine termina con un arresto. Tuo figlio può essere stato sorpreso con una sostanza, perquisito in casa o in auto, oppure ricevere un’informazione di garanzia mesi dopo i fatti. Ogni scenario ha regole diverse e richiede un’azione diversa, perché cambiano i diritti, i termini e i rischi.
| Situazione | Cosa significa | Rischio immediato | Pagina di approfondimento |
|---|---|---|---|
| Sorpreso con la sostanza | Controllo su strada, in locale o a scuola | Sequestro, segnalazione o arresto | cosa rischia subito un figlio sorpreso con la droga |
| Perquisito | Ispezione di persona, casa o veicolo | Sequestro di sostanza, denaro, telefoni | diritti e cosa fare quando un figlio è perquisito |
| Indagato | Iscrizione nel registro e comunicazione degli atti | Avvio di un procedimento, possibili misure | informazione di garanzia a un figlio indagato |
| Arrestato | Privazione della libertà personale | Convalida e misura cautelare | Questa pagina |
Se il fatto riguarda solo uso personale
Tra la detenzione destinata al consumo e quella destinata alla cessione corre una distinzione decisiva. Per l’uso personale l’art. 75 DPR 309/1990 prevede sanzioni amministrative, come la sospensione della patente o del passaporto, e un colloquio davanti al prefetto. La qualificazione come spaccio, invece, apre il procedimento penale. Quantità, confezionamento, bilancino, denaro contante e messaggi sul telefono sono gli indizi che il giudice valuta per scegliere tra le due ipotesi.
Cosa si decide all’udienza di convalida e quali misure può applicare il giudice?
Devi sapere che all’udienza di convalida il giudice per le indagini preliminari controlla la legittimità dell’arresto, sente l’arrestato e decide se applicare una misura cautelare. Le misure possibili vanno dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari (art. 284 c.p.p.) fino a obblighi più lievi, come l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La scelta segue i criteri dell’art. 275 c.p.p.
Il giudice può applicare una misura solo se sussistono esigenze cautelari previste dall’art. 274 c.p.p.: pericolo di inquinamento delle prove, pericolo di fuga, pericolo di reiterazione di reati della stessa specie. L’art. 280 c.p.p. fissa inoltre limiti di pena per l’applicazione di alcune misure. La custodia in carcere è l’extrema ratio: il giudice deve motivare perché le altre misure non bastano.
Cosa pesa nella scelta tra carcere e domiciliari
- La natura e la quantità della sostanza e le modalità del fatto.
- I precedenti penali e la presenza di altri procedimenti.
- La disponibilità di un domicilio idoneo, anche presso un parente.
- L’attività lavorativa o di studio e i legami familiari.
- La disponibilità a un percorso terapeutico quando c’è dipendenza.
Per capire come funzionano regole, divieti e controlli di questa misura puoi leggere la pagina sulle regole dei domiciliari per droga. A Milano, per esempio, l’impostazione cautelare viene esaminata nella pagina su misure cautelari e difesa a Milano; a Modena, per chi chiede i domiciliari, c’è il testo su domiciliari a Modena.
Dopo l’ordinanza: riesame e sostituzione
Il riesame (art. 309 c.p.p.) si propone entro dieci giorni dall’esecuzione della misura e porta il caso davanti al Tribunale collegiale. L’appello cautelare (art. 310 c.p.p.) ha una funzione diversa e riguarda i provvedimenti in materia di misure personali, soprattutto quando il giudice ha respinto una richiesta. La richiesta di revoca o sostituzione (art. 299 c.p.p.) si può presentare quando cambiano le circostanze: un contratto di lavoro, l’ingresso in comunità, la verifica di un domicilio.
Fratello, parente o amico arrestato: cosa può fare chi non è il genitore?
Se sei un fratello, un coniuge, un convivente o un amico, non hai un ruolo processuale, ma puoi compiere gesti decisivi: contattare l’avvocato, procurare documenti, mettere a disposizione un domicilio, mantenere la comunicazione con la famiglia. Non puoi parlare al posto dell’arrestato né accedere agli atti: gli atti sono accessibili al difensore.
Se l’arrestato è tuo fratello, la cosa più utile è raccogliere informazioni verificabili: dove lavora, dove vive, se segue una terapia, se ha precedenti. Un fratello può anche essere indicato come referente per un eventuale domicilio. Se invece è un amico, valgono regole di prudenza maggiori: lascia che sia l’avvocato a gestire i contatti con gli inquirenti. Il percorso per chi non è parente stretto è spiegato nella pagina su come aiutare legalmente un amico arrestato per droga.
Cosa non devi fare come parente
Non cercare i testimoni, non pagare né contattare chi ha ceduto la sostanza, non cancellare messaggi dal telefono di chi è stato arrestato e non spostare oggetti dalla casa. Questi comportamenti possono essere letti come tentativo di inquinare le prove e peggiorare la posizione dell’indagato.
Quali situazioni familiari cambiano la strategia della difesa?
Se nella tua famiglia c’è una di queste condizioni, devi dirlo subito al legale: alcune condizioni personali incidono sulla scelta della misura cautelare e sull’esecuzione della pena: la maternità, la gravidanza, la presenza di un figlio piccolo, la disabilità di un familiare da assistere, la minore età, la malattia. Il giudice le valuta insieme alle esigenze cautelari: il difensore le documenta con certificati, atti di stato civile e relazioni dei servizi.
| Condizione | Perché conta | Approfondimento |
|---|---|---|
| Madre con figlio piccolo | Tutela del minore e rapporto con il genitore | madre detenuta in carcere con il figlio |
| Gravidanza dell’imputata | Tutela della salute della donna e del nascituro | spaccio e gravidanza dell’imputata |
| Padre di un minore di tre anni | Cura quotidiana del bambino | arresto del padre di un minore sotto i tre anni |
| Figlio con disabilità da assistere | Continuità dell’assistenza | arresto e assistenza al figlio con disabilità |
| Indagato incensurato e minorenne all’estero | Tutela del minore in un ordinamento straniero | detenuti incensurati minorenni all’estero |
| Estradizione e interesse del minore | Bilanciamento tra cooperazione giudiziaria e minore | estradizione e interesse superiore del minore |
Perché la documentazione fa la differenza
Il giudice non può presumere una condizione familiare: deve trovarla provata. Un certificato di gravidanza, un atto di nascita, il verbale di invalidità, la dichiarazione di un servizio sociale hanno peso concreto perché rendono verificabile la richiesta di una misura meno afflittiva. Per questo devi mettere i documenti a disposizione del legale fin dal primo colloquio.
E se la contestazione è lieve o tuo figlio è tossicodipendente?
Se ti trovi in questo caso, tieni presente che il fatto di lieve entità, previsto dall’art. 73 DPR 309/1990, comporta un trattamento sanzionatorio più contenuto e incide anche sulla misura cautelare. Per chi è tossicodipendente esistono percorsi alternativi alla detenzione e disposizioni dedicate (art. 94 DPR 309/1990), che consentono di chiedere l’affidamento in prova in casi particolari dopo la condanna.
La difesa può lavorare su più piani: contestare la finalità di spaccio, chiedere la qualificazione come fatto di lieve entità, valutare la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), le attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.) o la sospensione del procedimento con messa alla prova (art. 168-bis c.p.) quando le condizioni di legge lo consentono. Ogni strada richiede un fascicolo concreto: certificazioni del servizio per le dipendenze, programmi terapeutici, documentazione di lavoro.
Se vivi a Genova, l’approccio alla qualificazione minore è descritto nella pagina su lieve entità a Genova.
Come cambia l’intervento da una città all’altra?
Devi sapere che la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui è avvenuto il fatto e l’arresto: ogni città ha il proprio Tribunale, la propria Procura e la propria Corte d’appello, con prassi e tempi diversi. Lo studio opera in prima persona o con colleghi del foro, coordinando documenti, udienze e comunicazioni con la famiglia.
Le pagine territoriali spiegano gli aspetti locali del procedimento. Per un arresto a Rimini la guida è sulla difesa nel processo penale a Rimini; per Modena sui domiciliari a Modena; per Milano sulle misure cautelari a Milano; per Genova sulla lieve entità a Genova; per Trento sul tema di perquisizione e sequestro a Trento. Lo studio ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra, ma non dispone di sedi nelle altre città: negli altri distretti l’intervento è coordinato con avvocati del luogo.
Quanto costa la difesa in un caso di arresto per droga?
Puoi chiedere all’avvocato un preventivo scritto prima dell’incarico (art. 13 L. 247/2012): è un tuo diritto. Il riferimento per le singole fasi sono i parametri ministeriali (DM 55/2014 e successivi aggiornamenti). Per un arresto per droga il preventivo separa di regola la fase dell’udienza di convalida, il riesame, le indagini preliminari e l’eventuale scelta del rito, così sai che cosa stai pagando a ogni passaggio.
Alle competenze del difensore si aggiungono le spese vive, che dipendono dalle caratteristiche del caso. Nessuna cifra può essere indicata senza leggere gli atti: un arresto in flagranza con una sola contestazione e un’indagine con più indagati richiedono impegni molto diversi.
| Voce | Quando compare | Nota pratica |
|---|---|---|
| Compenso del difensore | Prima dell’incarico, per fasi | Preventivo scritto, art. 13 L. 247/2012 |
| Consulente tecnico sulla sostanza | Se si contesta analisi o principio attivo | Si decide dopo aver letto il verbale di sequestro |
| Copie degli atti | Dopo il deposito o il rilascio | Richieste dal difensore alla cancelleria |
| Trasferte del legale | Arresto in una città diversa da quella dello studio | In alternativa, avvocato corrispondente del foro competente |
| Interprete e traduzioni | Se l’arrestato non parla bene l’italiano | Utili anche per i documenti familiari |
Se hai un reddito entro i limiti di legge puoi chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002); la verifica dei requisiti spetta all’autorità competente e non si anticipa a priori.
Quali documenti servono al difensore e a chi vanno consegnati?
Devi portare al legale i documenti che provano residenza, lavoro, studio e condizione personale, perché il giudice decide sugli atti. Consegnali in originale o in copia leggibile direttamente al difensore, che sceglie quali depositare e quando; non portarli in caserma di tua iniziativa.
| Documento | Scopo | Chi lo procura |
|---|---|---|
| Certificato di residenza e stato di famiglia | Provare il domicilio per i domiciliari | Il familiare convivente |
| Contratto di lavoro o buste paga | Dimostrare un’attività stabile | Datore di lavoro o interessato |
| Iscrizione universitaria o scolastica | Provare un percorso di studio in corso | Segreteria dell’istituto |
| Certificazioni del servizio per le dipendenze | Sostenere un percorso terapeutico | Servizio pubblico o struttura accreditata |
| Dichiarazione di disponibilità del proprietario | Offrire un domicilio alternativo | Parente o amico titolare dell’immobile |
| Certificati medici | Provare patologie o terapie in corso | Medico curante |
Quali autorità incontri come familiare e in quali tempi?
Se tuo figlio è arrestato per droga, ti troverai davanti a queste autorità: intervengono la polizia giudiziaria, il pubblico ministero della Procura del luogo dell’arresto, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale e, in caso di riesame, il Tribunale in composizione collegiale. Ogni autorità ha un ruolo e un termine; conoscerli ti evita richieste fatte alla persona sbagliata.
| Autorità | Compito | Termine di riferimento |
|---|---|---|
| Polizia giudiziaria (carabinieri, polizia, guardia di finanza) | Esegue l’arresto, redige il verbale, informa il pubblico ministero | Senza ritardo |
| Pubblico ministero | Chiede la convalida | Quarantotto ore dall’arresto |
| Giudice per le indagini preliminari | Decide su convalida e misura (art. 391 c.p.p.) | Quarantotto ore dalla richiesta |
| Tribunale del riesame | Controlla l’ordinanza cautelare (art. 309 c.p.p.) | Richiesta entro dieci giorni dall’esecuzione |
| Giudice che procede | Revoca o sostituisce la misura (art. 299 c.p.p.) | In qualsiasi momento, al mutare delle circostanze |
Come ti comporti con la caserma, il telefono e i colloqui?
Puoi chiedere alla caserma o al commissariato dove si trova l’arrestato e quale reparto procede, ma non hai diritto di ottenere atti né di parlare con lui senza autorizzazione. Nelle prime fasi i colloqui con i familiari richiedono il consenso dell’autorità giudiziaria, mentre il difensore può incontrare l’assistito. Le comunicazioni passano quindi dal legale.
Il telefono di tuo figlio, se sequestrato, non devi recuperarlo né farlo sbloccare da altri: l’estrazione dei dati segue regole tecniche e il difensore può chiedere la restituzione dopo la copia. Vestiti, farmaci e documenti personali consegnali solo secondo le indicazioni date dall’istituto o dalla caserma, concordate con l’avvocato.
💬 Domanda tipica: “Mio figlio mi ha telefonato dalla caserma dicendo che è stato un errore e che chiarirà tutto domani da solo. Devo aspettare?” Risposta: No. La convalida si decide entro termini brevi e le dichiarazioni rese senza difensore finiscono nel verbale. Contatta senza ritardo un avvocato, comunica nome, luogo e ora dell’arresto e chiedi che tuo figlio non risponda ad altre domande prima del colloquio con il legale. Non lasciare che chiarisca “da solo”: è la scelta che più spesso complica la difesa, perché ogni frase viene verbalizzata e può essere usata sia sulla qualificazione del fatto sia sulla misura cautelare.
⚠️ Attenzione: il termine di dieci giorni per il riesame decorre dall’esecuzione della misura e non dal momento in cui scopri l’ordinanza. Se vai dal legale al nono giorno, il tempo per studiare l’atto e preparare il ricorso è quasi esaurito: chiedi e leggi subito l’ordinanza.
ℹ️ Da sapere: il difensore d’ufficio presente alla convalida può essere sostituito in qualsiasi momento da un difensore di fiducia, senza dover motivare la scelta.
Quali errori devi evitare nelle prime ore?
Se sei in ansia e vuoi fare qualcosa, evita questi errori: ognuno ha una conseguenza processuale precisa, che puoi evitare con pochi accorgimenti.
- Non parlare con gli inquirenti senza il difensore. Dichiarazioni spontanee su provenienza e destinazione della sostanza possono diventare prova a carico.
- Non cancellare messaggi, chat o contatti dal telefono. L’atto può essere letto come inquinamento probatorio e giustificare una misura più grave.
- Non contattare chi ha ceduto la sostanza o altri coinvolti. Il contatto alimenta il sospetto di accordi e può far ritenere sussistente il pericolo di inquinamento.
- Non aspettare l’udienza per cercare un legale. Senza un fascicolo di documenti pronto, il giudice decide sulla sola base degli atti dell’accusa.
- Non lasciar scadere i dieci giorni del riesame. Superato il termine dell’art. 309 c.p.p. la via del riesame è chiusa, e restano solo la revoca o la sostituzione.
- Non pagare somme a intermediari che promettono di sistemare la questione. Non esistono scorciatoie e nessuno può garantire un esito: il rischio è anche di nuove contestazioni.
Riferimenti normativi
Se vuoi leggere le fonti, il quadro normativo si compone di poche norme, da consultare insieme. La parte sostanziale è nel Testo unico sugli stupefacenti, quella procedurale nel codice di procedura penale.
- Art. 73 DPR 309/1990: punisce produzione, traffico e detenzione di stupefacenti a fini di spaccio; il comma 5 prevede il fatto di lieve entità.
- Art. 74 DPR 309/1990: associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti.
- Art. 75 DPR 309/1990: sanzioni amministrative per la detenzione a uso personale.
- Art. 94 DPR 309/1990: disposizioni per i tossicodipendenti condannati, tra cui l’affidamento in prova in casi particolari.
- Art. 274 e art. 275 c.p.p.: esigenze cautelari e criteri di scelta delle misure.
- Art. 280 c.p.p.: condizioni di applicabilità delle misure coercitive.
- Art. 284 c.p.p.: arresti domiciliari.
- Art. 299 c.p.p.: revoca e sostituzione delle misure.
- Art. 309 e art. 310 c.p.p.: riesame e appello cautelare.
- Art. 391 c.p.p.: udienza di convalida dell’arresto.
- Art. 438, art. 444, art. 464-bis c.p.p.: giudizio abbreviato, patteggiamento e sospensione con messa alla prova.
- Art. 314 c.p.p.: riparazione per ingiusta detenzione, quando ne ricorrono i presupposti.
- Art. 62-bis, art. 131-bis e art. 168-bis c.p.: attenuanti generiche, particolare tenuità del fatto e messa alla prova.
Casi ricostruiti a scopo illustrativo
I due scenari seguenti sono ipotetici e non descrivono procedimenti reali dello studio. Servono a mostrare come cambia la strategia al variare degli elementi.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: studente senza precedenti
Scenario. Un ventenne senza precedenti viene fermato di sera con alcune dosi suddivise e una somma in contanti. Il giorno dopo i genitori, come farai anche tu, chiamano un avvocato.
Strategia. Il difensore raccoglie iscrizione universitaria, dichiarazione del medico di famiglia, disponibilità di un domicilio presso i genitori. Chiede la qualificazione come fatto di lieve entità e una misura meno grave del carcere.
Esito possibile. Il giudice può convalidare l’arresto e applicare i domiciliari, oppure una misura più lieve, in presenza di un domicilio idoneo. Il procedimento prosegue con la valutazione di un rito alternativo.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: precedenti e domicilio non idoneo
Scenario. Un uomo con precedenti specifici viene arrestato con una quantità consistente di sostanza. La famiglia contatta il legale a udienza già fissata, senza documenti. Il domicilio indicato è condiviso con una persona coinvolta nella stessa indagine.
Strategia. Il difensore contesta le modalità del sequestro e prospetta un domicilio alternativo presso un parente, ma i tempi sono stretti e la documentazione è parziale.
Esito possibile sfavorevole. Il giudice applica la custodia in carcere. Il difensore propone riesame entro dieci giorni e, appena la famiglia produce contratto di lavoro e disponibilità di un domicilio diverso, chiede la sostituzione. L’esito resta incerto e dipende dagli elementi nuovi.
Come può aiutarti lo studio?
L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli (n. 14553, albo dal 16/04/1998, cassazionista dal 23/10/2015), assiste in materia di reati di droga. Lo studio ha sedi a Roma (Via Avicenna 97), Milano (Via Giuseppe Pecchio 3), Napoli (Corso Umberto I 237) e Londra (52 Upper Street, N1 0QH) e opera con una rete di avvocati corrispondenti in Italia, UE e Paesi terzi.
In concreto lo studio verifica la regolarità dell’arresto e del sequestro, prepara l’udienza di convalida con i documenti raccolti dalla famiglia, valuta riesame e richieste di sostituzione, e segue le fasi successive, compresa la scelta del rito. Non promette risultati: costruisce la difesa su atti e documenti.
Per un primo contatto puoi telefonare o scrivere su WhatsApp al +39 335 669 3954, oppure usare la pagina contatti. Per conoscere lo studio, trovi le informazioni nella pagina chi siamo.
