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Mandato d'arresto europeo · guida completa

Mandato di arresto europeo per droga: come difendersi?

Se sei stato arrestato per un mandato europeo per droga, puoi difenderti: l'Avv. Massimo Romano, cassazionista, ti assiste. Contattaci al +39 335 669 3954.

Di , Avvocato penalista – patrocinante in CassazioneIscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553 · Albo speciale cassazionisti dal 23/10/2015 · → Profilo completoPubblicato il · Aggiornato il · ⏱ 22 minuti di lettura

▶ Risposta diretta

Se hai un mandato di arresto europeo per droga, decide la Corte d'appello del distretto dove sei stato arrestato, di regola entro sessanta giorni, secondo la legge 69/2005 e la decisione quadro 2002/584/GAI. Per il traffico di stupefacenti non si verifica la doppia incriminazione, ma puoi contestare identità, completezza del mandato, ne bis in idem, proporzione e rischio per i diritti fondamentali. Contro la decisione puoi ricorrere in Cassazione entro termini brevi. Il primo passo è nominare subito un difensore, leggere il mandato insieme a lui e raccogliere documenti su residenza, lavoro e famiglia.

Avv. Massimo Romano · Avvocato penalista patrocinante in Cassazione · Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553

  • Roma — Via Avicenna 97, 00146
  • Milano — Via Giuseppe Pecchio 3, 20129
  • Napoli — Corso Umberto I 237, 80138

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⚡ In sintesi

  • Il mandato di arresto europeo è una decisione giudiziaria che obbliga lo Stato di esecuzione a consegnare la persona ricercata, salvo i motivi di rifiuto previsti dalla legge.
  • In Italia decide la Corte d'appello del distretto in cui la persona è stata arrestata, con udienza in camera di consiglio e assistenza obbligatoria del difensore.
  • Il traffico illecito di stupefacenti rientra nell'elenco dei reati per cui non si controlla la doppia incriminazione, ma restano aperti identità, forma, diritti fondamentali e proporzione.
  • I termini sono brevi: la decisione definitiva arriva di regola entro sessanta giorni dall'arresto, quindi il difensore deve essere nominato subito e le prove portate subito.
  • Il difensore deve ottenere subito copia del mandato e degli atti trasmessi dallo Stato emittente, perché da questi dipendono le contestazioni su forma, qualificazione del reato e garanzie detentive.
  • Le soluzioni alternative alla custodia in carcere, come gli arresti domiciliari con braccialetto, si chiedono alla Corte d'appello dimostrando radicamento in Italia, lavoro stabile e disponibilità di un domicilio idoneo.

Che cos’è il mandato di arresto europeo e come si applica ai reati di droga?

Se tu o un tuo familiare siete stati arrestati con un mandato di arresto europeo (MAE) per droga, decide la Corte d’appello entro circa sessanta giorni dall’arresto. Puoi opporti per identità sbagliata, mandato incompleto, ne bis in idem o rischio per i diritti fondamentali. Devi nominare subito un difensore e portare i documenti: il traffico di stupefacenti non richiede la doppia incriminazione.

Il MAE ha sostituito la vecchia estradizione tra Stati UE. Non passa più dalla via politica e diplomatica: i giudici dialogano direttamente, sulla base del principio del reciproco riconoscimento. Questo rende la procedura rapida, ma lascia alla difesa pochi giorni per intervenire. Se ricevi la notizia dell’arresto di un familiare, devi muoverti nelle prime ore.

La disciplina nasce dalla decisione quadro 2002/584/GAI ed è attuata in Italia dalla legge 69/2005. Per i reati di droga le ipotesi più frequenti sono il traffico di stupefacenti, l’associazione finalizzata al traffico e la detenzione a fini di cessione. Se in Italia si procede per un fatto analogo, valgono le fattispecie dell’art. 73 e dell’art. 74 del DPR 309/1990.

Le due situazioni: sei arrestato in Italia o all’estero

Nel primo caso la polizia giudiziaria esegue un mandato emesso da un altro Stato, per esempio dopo un controllo in aeroporto o a un casello. La competenza passa alla Corte d’appello e alla procura generale. Nel secondo caso è l’autorità italiana ad aver emesso il mandato, oppure è un Paese estero che ha arrestato un cittadino italiano su richiesta di un terzo Stato. La difesa si articola con un avvocato del Paese di esecuzione e uno italiano che coordina.

Mandato per processo e mandato per esecuzione di pena

Il MAE può fondarsi su un’ordinanza cautelare, quando il processo è in corso, oppure su una sentenza definitiva, quando la pena va eseguita. Le difese sono diverse. Nel primo caso si discute anche di proporzione e di misure alternative alla custodia. Nel secondo caso entra in gioco il rapporto con la decisione quadro 2008/909/GAI sull’esecuzione delle pene, di cui si parla nella pagina su esecuzione della pena in Italia secondo la decisione quadro 909.

Cosa succede dopo l’arresto per MAE: qual è lo schema temporale?

Se ti arrestano per un MAE, devi sapere che la procedura segue una sequenza fissa. Conoscerla ti permette di capire cosa chiedere al difensore e quali scadenze non lasciar passare. Le cifre che seguono sono quelle della decisione quadro e vanno sempre riscontrate sul caso concreto.

Sequenza delle fasi dopo l’arresto per MAE con le azioni della difesa in ciascuna fase
MomentoCosa accadeCosa può fare la difesa
Prime oreArresto, identificazione, notifica del mandato, nomina del difensoreVerificare identità, chiedere copia del MAE, informare il consolato
Primi giorniConvalida davanti alla Corte d’appello e decisione sulla misura cautelareChiedere misure meno gravi, depositare documenti su residenza e famiglia
Prime settimaneEventuali richieste di informazioni supplementari allo Stato emittenteSegnalare lacune, sollecitare integrazioni, preparare le eccezioni
Entro sessanta giorni dall’arrestoDecisione definitiva sulla consegna, prorogabile di trenta giorniUdienza, memorie, produzioni, eventuale consenso
Dopo la decisioneRicorso per cassazione o consegna entro dieci giorni dalla decisione definitivaImpugnare, chiedere differimento o sospensione

Il termine per la consegna materiale è di dieci giorni dalla decisione definitiva, prorogabile per cause di forza maggiore. Se i termini trascorrono senza che lo Stato emittente ritiri la persona, la custodia non può proseguire. Questo è uno dei profili approfonditi in MAE e termini di consegna entro sessanta giorni.

Chi decide in Italia e con quale procedura?

Se ti arrestano in Italia, decide la Corte d’appello del distretto in cui sei stato arrestato, con un procedimento in camera di consiglio. Partecipano il procuratore generale, il difensore e la persona interessata, che può essere sentita. La competenza territoriale segue il luogo dell’arresto, non la residenza.

La Corte verifica prima di tutto che il mandato sia completo e provenga da un’autorità giudiziaria. Poi controlla che non ricorra un motivo di rifiuto e che sia rispettata la tutela dei diritti fondamentali. Non riesamina il merito dell’accusa: non stabilisce se la persona sia colpevole. Per questo con il tuo difensore devi puntare su punti precisi e documentabili.

La Corte può chiedere informazioni supplementari alla autorità emittente, fissando un termine. La risposta, o il suo ritardo, incide sui tempi e sulle misure cautelari applicate. Il Ministro della Giustizia riceve e trasmette gli atti, ma non decide sulla consegna. Se leggi notizie contrarie, ricorda che spesso si confonde il MAE con la estradizione extra-UE, dove invece il Ministro ha un ruolo decisorio, come ti spieghiamo in arrestato in Italia per MAE e decisione della Corte d’appello.

Misure cautelari durante la procedura

Dopo l’arresto la Corte può disporre la custodia in carcere o una misura meno afflittiva, come gli arresti domiciliari (art. 284 c.p.p.) o altre cautele personali. La scelta dipende dal pericolo di fuga, che nel MAE è valutato con rigore perché la persona è straniera o ha legami all’estero. Se dimostri residenza stabile, lavoro e famiglia, hai più possibilità di ottenere una misura attenuata. Per chi è già detenuto, il tema è trattato in detenuti e misure alternative rispetto al MAE.

Quali sono i motivi di rifiuto della consegna?

Devi sapere che i motivi di rifiuto sono tassativi: la Corte non può rifiutare per ragioni diverse da quelle previste. Alcuni sono obbligatori, come la violazione del principio del ne bis in idem (art. 649 c.p.p. e art. 54 CAAS) o la tutela di diritti fondamentali. Altri sono facoltativi e dipendono dalla valutazione del giudice.

Motivi di rifiuto della consegna con esempi nei casi di droga ed effetti
Tipo di motivoEsempio nel caso drogaEffetto
Identità sbagliataOmonimia, furto di datiRifiuto o ritiro del mandato, vedi errore di identificazione
Mandato incompletoMancano fatti, pena, qualificazioneRichiesta di integrazioni, poi rifiuto se non colmate
Ne bis in idemFatto già giudicato definitivamenteRifiuto obbligatorio
Diritti fondamentaliRischio di trattamento inumano in carcereSospensione o rifiuto, secondo l’orientamento Aranyosi e Căldăraru
Pena da espiare in ItaliaCittadino italiano che chiede di scontare la pena quiEsecuzione in Italia al posto della consegna

Non esiste un motivo di rifiuto specifico per la sola lieve entità della condotta, ma il tema della proporzione viene portato davanti alla Corte e all’autorità emittente, come illustrato in MAE per spaccio di lieve entità e rifiuto della consegna.

Il principio del ne bis in idem e la dimensione europea

Se per lo stesso fatto la persona è già stata giudicata con sentenza definitiva in uno Stato UE, e la pena è stata eseguita o è in esecuzione, la consegna è esclusa. L’art. 54 della Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen e l’art. 649 c.p.p. proteggono questa garanzia. In pratica tu e il tuo difensore dovete produrre la sentenza e la prova dell’identità del fatto, non solo del titolo del reato.

Condizioni di detenzione e diritti fondamentali

La giurisprudenza della Corte di giustizia UE, a partire dalla vicenda Aranyosi e Căldăraru, consente di sospendere la consegna se esistono elementi concreti e attuali di un rischio di trattamento inumano o degradante (art. 3 CEDU) nello Stato emittente. La Corte d’appello chiede garanzie specifiche sul luogo di detenzione. Senza elementi circostanziati, l’argomento resta generico e non basta.

Quali reati di droga rientrano nel MAE senza controllo della doppia incriminazione?

Se ti contestano il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope, devi sapere che rientra nell’elenco dei reati per cui la decisione quadro esclude la verifica della doppia incriminazione, purché sia punito nello Stato emittente con una pena massima di almeno tre anni. Per i reati fuori elenco la consegna è subordinata alla previsione del fatto come reato anche in Italia.

Questo significa che non puoi contestare che il fatto sia reato anche in Italia se la contestazione è «traffico di stupefacenti» e l’autorità emittente ha barrato la relativa casella. Puoi invece contestare che la descrizione dei fatti non corrisponda alla qualificazione. Un mandato che indichi il traffico ma descriva solo una detenzione per uso personale è esposto a richieste di chiarimento.

Il MAE richiede inoltre una soglia di gravità. Per i mandati emessi per un processo, la pena massima prevista deve essere di almeno dodici mesi. Per l’esecuzione di una pena, la condanna deve essere di almeno quattro mesi. Condotte occasionali e di modesta quantità possono quindi restare fuori solo se il limite di pena non è raggiunto, circostanza da verificare sul diritto dello Stato emittente. Per i fatti di maggiore gravità, come la criminalità organizzata, si veda MAE per narcotraffico organizzato e difesa sulla consegna.

Come prepari la difesa nelle prime quarantotto ore?

Nelle prime ore devi raccogliere il mandato, verificare l’identità e preparare con il difensore la richiesta sulla misura cautelare. Deposita presto ogni documento utile su residenza, lavoro e famiglia. Se assisti un familiare arrestato, puoi seguire questa sequenza operativa.

  1. Nomina un avvocato di fiducia: la presenza del difensore è obbligatoria e la nomina d’ufficio, se manca, avviene senza conoscenza del caso.
  2. Chiedi copia integrale del MAE, tradotto, e leggi autorità emittente, data, reato, pena, fatti.
  3. Controlla i dati anagrafici: nome, data di nascita, foto, impronte, documenti. Un errore su un dato apre la strada alla contestazione di identità.
  4. Raccogli la prova della residenza e dei legami familiari e lavorativi in Italia: contratto di lavoro, certificato di residenza, stato di famiglia.
  5. Verifica se esistono procedimenti già definiti per gli stessi fatti, in Italia o in altro Stato UE.
  6. Valuta con il difensore se dare o negare il consenso alla consegna, dopo aver letto gli atti.
  7. Se sei detenuto all’estero, chiedi di avvisare il consolato italiano e coinvolgi l’avvocato locale con un legale italiano di coordinamento.

Documenti da preparare per l’udienza

Documenti da preparare per l’udienza con funzione e soggetto che li fornisce
DocumentoA cosa serveChi lo fornisce
Copia tradotta del MAEVerificare identità, fatti, pena, autoritàCorte d’appello e difensore
Certificato di residenza e stato di famigliaDimostrare legami stabili e ridurre il rischio di fugaFamiliari
Contratto di lavoro o attivitàSostenere una misura meno afflittivaDatore di lavoro, commercialista
Sentenze già definite sugli stessi fattiEccepire il ne bis in idemCancelleria, difensore estero
Certificati mediciChiedere differimento per saluteMedico curante, struttura sanitaria

Il consenso alla consegna

Il consenso, espresso davanti all’autorità giudiziaria con l’assistenza del difensore, accorcia i tempi: la decisione deve essere assunta entro dieci giorni dal consenso. Il consenso è quasi irrevocabile e rinuncia alla specialità solo se resa in modo espresso. Se vuoi difenderti nello Stato emittente per ottenere una misura meno afflittiva, la scelta può essere ragionevole. Il tema è sviluppato in consenso alla consegna nell’estradizione per droga.

Quali errori da evitare nei primi giorni dopo l’arresto?

Devi sapere che gli errori nei primi giorni hanno conseguenze processuali dirette, perché i termini sono brevi e le decisioni sulla misura cautelare condizionano tutta la procedura. Ecco i più frequenti.

  • Non rendere dichiarazioni senza difensore: il verbale può essere usato anche dall’autorità emittente per fissare dati e circostanze.
  • Non dare il consenso alla consegna senza aver letto il mandato: la scelta è di fatto definitiva e rinuncia a molte eccezioni.
  • Non omettere la prova di residenza e lavoro: la Corte applica la custodia in carcere quando il rischio di fuga appare non contrastato.
  • Non aspettare la scadenza per fare ricorso: il ricorso per cassazione ha termini di pochi giorni e un deposito tardivo è inammissibile.
  • Non confondere il MAE con l’estradizione ordinaria: se chiedi l’intervento del Ministro quando la decisione spetta alla Corte d’appello, perdi tempo prezioso.
  • Non ignorare la fase successiva alla consegna: nello Stato emittente ti serve un avvocato locale già coinvolto, altrimenti perdi le prime istanze cautelari.

Quali sono i riferimenti normativi principali?

Per capire la tua posizione devi conoscere sia la disciplina interna sia le garanzie europee: il quadro normativo combina fonti europee, legge italiana e convenzioni.

  • Decisione quadro 2002/584/GAI: istituisce il MAE, ne fissa contenuto, termini, motivi di rifiuto e garanzie.
  • Legge 69/2005: attua in Italia la decisione quadro, regola la competenza della Corte d’appello e il ricorso per cassazione.
  • Decisione quadro 2008/909/GAI: riguarda il riconoscimento delle sentenze di condanna e l’esecuzione della pena nello Stato di cittadinanza o di residenza.
  • Decisione quadro 2009/829/GAI: consente il riconoscimento reciproco delle misure alternative alla custodia cautelare, utile per far scontare gli arresti domiciliari nel proprio Stato.
  • Art. 3, art. 5, art. 6 e art. 8 CEDU: divieto di trattamenti inumani, libertà personale, equo processo, vita privata e familiare.
  • Art. 54 CAAS e art. 649 c.p.p.: ne bis in idem.
  • Art. 73 e art. 74 DPR 309/1990: fattispecie di traffico e associazione, utili per capire l’analogo italiano.
  • Art. 274, art. 275, art. 284 e art. 299 c.p.p.: esigenze cautelari, criteri di scelta delle misure, arresti domiciliari, revoca e sostituzione.

Quando la misura è eseguita in Italia, il tema del riesame e della sostituzione riguarda l’art. 299 e l’art. 309 c.p.p. Il diritto alla riparazione per errore giudiziario nel MAE è analizzato in detenzione e risarcimento per errore nel MAE.

Quali casi pratici mostrano le strategie possibili?

Per capire come ragiona la difesa, leggi due ricostruzioni inventate: non riguardano persone reali né procedimenti dello studio.

Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’errore di identità

Scenario. Un cittadino italiano viene fermato in aeroporto al rientro da un viaggio di lavoro. Un MAE emesso da un Paese UE lo indica come ricercato per traffico di stupefacenti. Il nome coincide, ma la data di nascita differisce di un anno e la foto allegata mostra una persona diversa.

Strategia. La difesa chiede subito alla Corte d’appello di verificare l’identità e produce passaporto, certificato anagrafico e prova di presenza in Italia nei giorni dei fatti. Chiede alla Corte di domandare allo Stato emittente la verifica delle impronte e della segnalazione nel sistema SIS. Nel frattempo domanda gli arresti domiciliari.

Esito possibile. Se lo Stato emittente riconosce lo scambio, ritira il mandato e la persona è scarcerata. Resta aperta la via della riparazione. Questo schema è quello esaminato in estradizione e omonimia nel mandato europeo.

Caso ricostruito a scopo illustrativo: la consegna disposta nonostante le eccezioni

Scenario. Una persona residente in Italia è raggiunta da un MAE per un procedimento relativo a un traffico organizzato di sostanze. Contesta il quadro indiziario e la lunghezza della custodia già subita all’estero in passato.

Strategia. La difesa solleva tre punti: ne bis in idem, condizioni di detenzione e sproporzione. Produce una sentenza di altro Stato relativa a fatti vicini ma non identici, e rapporti generali sulle carceri. La Corte rileva che la sentenza non copre gli stessi fatti e che mancano elementi specifici sul rischio individuale.

Esito possibile. La Corte dispone la consegna. La difesa propone ricorso per cassazione, che respinge perché le doglianze riguardano il merito. Rimane la possibilità di chiedere nello Stato emittente misure meno afflittive, di fare istanza di trasferimento per scontare la pena in Italia e di azionare la tutela della Corte EDU, dove ne ricorrano i presupposti, anche con la Regola 39 del suo Regolamento in casi di urgenza estrema.

Cosa puoi fare dopo la decisione della Corte: ricorso, annullamento e consegna?

Puoi impugnare la decisione della Corte d’appello con ricorso per cassazione, limitato ai vizi di legittimità. I termini sono di pochi giorni e l’inammissibilità è frequente quando il ricorso contesta il merito dell’accusa. La Corte di cassazione può rigettare, annullare con rinvio o annullare senza rinvio.

Se la Cassazione annulla, il giudizio torna alla Corte d’appello in diversa composizione oppure la persona è liberata, a seconda dell’esito. Gli effetti sulla custodia sono analizzati in cosa succede dopo l’annullamento della consegna da parte della Cassazione. Se la consegna è disposta, la Corte può differirla per gravi motivi umanitari, come malattie o esigenze di cura, secondo consegna differita del MAE per motivi familiari e di salute.

Vizi di forma e incompletezza del mandato

Un mandato privo dell’indicazione dei fatti, della pena applicabile o dell’autorità emittente non può essere eseguito senza integrazioni. La difesa può chiedere che la Corte fissi un termine per completare gli atti e, se non arriva risposta, rifiutare la consegna. Il percorso è descritto in vizi di forma del MAE per reati di droga.

Quali altre pagine approfondiscono la difesa nel MAE e nei temi collegati?

Se vuoi approfondire, puoi consultare le pagine dedicate: la difesa nel MAE tocca anche la fase successiva alla consegna e le tutele a cui si accede dopo una decisione sfavorevole.

Per l’avvio e la gestione degli atti: revoca del mandato di cattura europeo, annullamento della segnalazione SIS, blocco del visto di ingresso all’estero dopo l’arresto. Per i Paesi specifici: difesa in Olanda su mandato europeo. Per i casi in cui il mandato segue una richiesta di acquisto: estradizione e mandato per acquisto di droga.

Esecuzione in Italia della pena estera

Se la condanna è definitiva e sei cittadino italiano o residente, puoi chiedere di scontare la pena in Italia secondo la decisione quadro 2008/909/GAI. Il riconoscimento della condanna estera passa da un procedimento davanti alla Corte d’appello e porta a una pena convertita secondo il diritto italiano. Non sempre è conveniente: dipende dalla durata residua, dall’accesso ai benefici penitenziari e dalla distanza dalla famiglia.

Quali differenze ci sono tra MAE, estradizione extra-UE ed esecuzione della pena in Italia?

Se cerchi informazioni online, rischi di confondere tre percorsi che hanno fonti, decisori e conseguenze diversi. Il MAE vale tra Stati dell’Unione europea e lo decide un giudice, la Corte d’appello, entro termini ravvicinati. L’estradizione verso un Paese terzo segue gli art. 697 e seguenti c.p.p. e le convenzioni applicabili, come la Convenzione europea di estradizione del 1957, e lascia al Ministro della Giustizia il potere finale. L’esecuzione della pena in Italia secondo la decisione quadro 2008/909/GAI non sostituisce la consegna: è uno sbocco successivo, che riguarda una condanna già pronunciata e il luogo in cui sarà scontata.

Confronto tra MAE, estradizione verso Stati terzi ed esecuzione della pena in Italia
ProfiloMAEEstradizione extra-UEEsecuzione della pena in Italia
Fonte principaleDQ 2002/584/GAI e L. 69/2005Art. 697 c.p.p. e seguenti, convenzioniDQ 2008/909/GAI
Chi decide in ItaliaCorte d’appelloCorte d’appello sulle condizioni, Ministro sulla decisione finaleCorte d’appello sul riconoscimento della sentenza
OggettoProcesso o penaProcesso o penaSolo pena definitiva
TempiSessanta giorni dall’arresto, più trenta in casi eccezionaliNon c’è un unico termine, dipende dal trattato e dal casoProcedura autonoma dopo la condanna
Punto di attenzioneBrevità dei terminiGaranzie politiche e umanitarieConvenienza rispetto ai benefici penitenziari

Se ti chiedi se il Ministero possa «fermare tutto», la risposta cambia a seconda che il Paese richiedente sia nell’Unione europea o fuori. Per approfondire il consenso, trovi le indicazioni nella pagina sul consenso alla consegna e in quella sulla revoca del mandato di cattura europeo.

Quali diritti hai se sei arrestato per un MAE?

Se sei arrestato per un MAE, hai diritti precisi fin dal momento dell’esecuzione del mandato, e il tuo difensore deve verificarne il rispetto prima ancora di discutere i motivi di rifiuto. I diritti principali sono questi.

  • Informazione sul mandato: hai diritto di sapere che esiste un MAE, quale autorità lo ha emesso e per quali fatti.
  • Difensore di fiducia: l’assistenza è obbligatoria e può essere sostituita dal difensore d’ufficio solo se manca la nomina.
  • Interprete e traduzione: se non comprendi l’italiano hai diritto all’ausilio di un interprete e alla traduzione del mandato.
  • Ascolto davanti alla Corte d’appello: puoi essere sentito personalmente, con l’assistenza del difensore.
  • Informazione del consolato: se non sei italiano, puoi chiedere di avvisare la tua autorità consolare.
  • Controllo giurisdizionale della detenzione: l’art. 5 CEDU impone che la privazione della libertà abbia una base legale e sia verificabile da un giudice, mentre l’art. 6 CEDU garantisce l’equo processo.

Il mancato rispetto di uno di questi diritti non cancella il mandato, ma può fondare un’eccezione, una nullità o, nei casi più gravi, un ricorso per cassazione per violazione di legge.

Come cambia il rischio per te, a seconda del tuo profilo?

Il tuo rischio concreto non è uguale a quello di altri: dipende da cittadinanza, residenza, situazione detentiva e carichi familiari. Un’analisi per profilo ti aiuta a scegliere le leve difensive da usare per prime e a non disperdere energie su argomenti poco adatti.

Rischi e leve difensive nel MAE secondo il profilo della persona arrestata
ProfiloRischio principaleLeva difensiva
Cittadino italiano residente in ItaliaConsegna con possibile rientro per scontare la penaRadicamento e richiesta di garanzie ai sensi della DQ 2008/909/GAI
Straniero residente in ItaliaPericolo di fuga valutato con maggiore rigoreResidenza stabile, lavoro, famiglia (art. 8 CEDU)
Persona già detenuta in ItaliaConcorrenza tra esecuzione italiana e consegnaMisure alternative e coordinamento tra le autorità, vedi detenuti e misure alternative al MAE
Genitore di minori o persona malataConsegna senza considerare i bisogni di curaDifferimento per gravi motivi umanitari, vedi consegna differita per motivi familiari
Persona già giudicata in uno Stato UE per gli stessi fattiDoppio giudizioNe bis in idem (art. 54 CAAS, art. 649 c.p.p.)

Quanto costa la difesa in un MAE per droga?

Il compenso del difensore non ha una cifra uguale per tutti i casi: lo concordi con un preventivo scritto prima dell’incarico, come richiede l’art. 13 L. 247/2012. Il riferimento sono i parametri del DM 55/2014 e dei successivi aggiornamenti, che il preventivo adatta alla complessità del mandato, al numero di fasi e alla presenza di un coordinamento con l’estero. Quando ne ricorrono i presupposti, si valuta l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002).

Oltre al compenso hai spese vive, che conviene conoscere all’inizio.

Voci di spesa tipiche in un procedimento per MAE di droga
VoceQuando compareNota
Traduzioni e interpreteMandato e atti in lingua stranieraAnticipate dall’assistito, salvo diverso accordo
Avvocato nello Stato emittenteMisure cautelari e difesa dopo la consegnaCompenso separato, preventivato a parte
Consulenze tecnicheImpronte, profilo genetico, perizie medicheSolo quando servono alla strategia
TrasferteUdienze, colloqui, CassazioneRimborso a consuntivo
CauzioneDove lo Stato emittente la prevede come misuraDipende dal diritto estero

💬 Domanda tipica: «Mio marito è stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino con un mandato europeo per droga emesso da un altro Paese. Cosa dobbiamo fare nelle prime ore?»

Nomina subito un difensore e chiedi copia del mandato tradotto. Poi raccogli passaporto, certificato di residenza, stato di famiglia e contratto di lavoro, perché la Corte d’appello deciderà prima sulla misura cautelare e poi sulla consegna. Non rendere dichiarazioni sui fatti e non dare il consenso alla consegna prima di aver letto il mandato con l’avvocato.

⚠️ Attenzione: il consenso alla consegna, una volta dato davanti all’autorità giudiziaria, è quasi irrevocabile. Non firmare finché il tuo difensore non ha letto il mandato, verificato identità e completezza dell’atto e valutato con te le conseguenze sulle eccezioni ancora possibili.

ℹ️ Da sapere: il MAE non giudica la colpevolezza. La Corte d’appello controlla identità, forma del mandato, motivi di rifiuto e diritti fondamentali; l’accertamento dei fatti spetta al giudice dello Stato emittente, ed è lì che ti serve un avvocato locale già coinvolto.

Come può aiutarti lo studio?

L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli (n. 14553) e abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, ti assiste se sei raggiunto da un MAE per reati di droga, in Italia o all’estero. Lo studio ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e opera con una rete di avvocati corrispondenti in Italia, UE e Paesi terzi.

Dopo l’arresto, se hai bisogno di una valutazione, scrivi o telefona al +39 335 669 3954 (anche WhatsApp) oppure all’indirizzo avvmassimoromano@gmail.com. La prima verifica riguarda il mandato, i termini e la misura cautelare. Per fissare un colloquio vedi la pagina contatti, mentre per conoscere il profilo dello studio è disponibile chi siamo.

Domande frequenti

Che cos'è un mandato di arresto europeo per droga e cosa significa per te?

È un provvedimento con cui l'autorità giudiziaria di uno Stato UE chiede a un altro Stato di arrestare e consegnare una persona, per un processo o per eseguire una pena. Se ti riguarda per un reato di droga, si fonda sulla decisione quadro 2002/584/GAI, attuata in Italia dalla legge 69/2005, e decide la Corte d'appello.

Chi decide se vieni consegnato?

Se ti arrestano in Italia decide la Corte d'appello competente per il distretto, in camera di consiglio, dopo aver sentito te, il difensore e il procuratore generale. Non decide il Ministro della Giustizia, che ha solo funzioni di trasmissione. Puoi impugnare la decisione con ricorso per cassazione entro termini molto brevi.

Quanto tempo hai prima della decisione?

Hai di regola sessanta giorni dall'arresto per la decisione definitiva, prorogabili di trenta in casi eccezionali con avviso allo Stato emittente. Se acconsenti alla consegna, il termine scende a dieci giorni dal consenso. Devi verificare questi tempi con il tuo difensore caso per caso, perché ogni giorno conta.

Posso oppormi se il fatto è di lieve entità?

Sì, puoi sollevare la sproporzione e chiedere integrazioni, ma il rifiuto per lieve entità non è un motivo automatico. La valutazione di proporzione spetta in primo luogo allo Stato emittente. La difesa può depositare documenti, chiedere informazioni supplementari e sollecitare la revoca del mandato presso l'autorità che lo ha emesso.

Se vengo arrestato all'estero cosa devo fare?

Chiedi subito un avvocato locale, perché davanti ai giudici di quel Paese la difesa spetta a un professionista abilitato lì. Chiedi di avvisare il consolato e i familiari e non firmare dichiarazioni che non comprendi. Lo studio coordina dall'Italia l'avvocato locale e la strategia sulla consegna.

Se sei cittadino italiano, puoi essere consegnato?

Sì, anche il cittadino italiano può essere consegnato. Se il mandato riguarda l'esecuzione di una pena, puoi chiedere di scontarla in Italia. Se riguarda un processo, la consegna può essere condizionata al tuo rientro in Italia per espiare la pena eventualmente inflitta.

Puoi essere scarcerato se i termini scadono?

Sì, la scadenza dei termini per la decisione o per la consegna incide sulla custodia, che non può proseguire oltre i limiti previsti. Devi però sapere che la scarcerazione non cancella il mandato, che può essere eseguito in altra forma. Serve un'istanza motivata del tuo difensore alla Corte d'appello.

Quando ti conviene dare il consenso alla consegna?

Il consenso accelera i tempi e conviene quando ti difenderai meglio nello Stato emittente, per esempio per ottenere misure meno afflittive. È una scelta quasi irrevocabile: prendila solo dopo aver letto il mandato con un avvocato, mai sotto la pressione dei primi momenti.

Avv. Massimo Romano — Avvocato penalista

Assistenza 24 ore su 24, anche nei festivi, per arresti, perquisizioni, misure cautelari e fermi all'estero. Il compenso è concordato con preventivo scritto prima dell'incarico.

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Contenuto informativo redatto e rivisto dall'avvocato; non sostituisce un parere sul caso concreto. Ultima revisione: 28/10/2026.