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Detenuti e carcere

Tuo figlio o un tuo familiare è detenuto per droga a Marassi, a Genova: cosa puoi fare subito e quali termini devi rispettare?

Se un tuo familiare è a Marassi, Genova: convalida entro 48+48 ore, riesame in 10 giorni. Avv. Massimo Romano, cassazionista: contatta lo studio, anche H24.

Di , Avvocato penalista – patrocinante in CassazioneIscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553 · Albo speciale cassazionisti dal 23/10/2015 · → Profilo completoPubblicato il · Aggiornato il · ⏱ 16 minuti di lettura

▶ Risposta diretta

Se un tuo familiare è detenuto per droga a Marassi, a Genova, i termini decisivi sono tre: la Procura chiede la convalida entro quarantotto ore dall'arresto, il giudice per le indagini preliminari decide entro le quarantotto ore successive e la richiesta di riesame al Tribunale di Genova va depositata entro dieci giorni dalla notifica dell'ordinanza. I reati contestati sono di norma quelli dell'art. 73 DPR 309/1990. Come familiare non puoi vedere l'arrestato prima dell'udienza, mentre il difensore sì. Il primo passo è nominare subito un avvocato di fiducia e consegnargli i documenti su domicilio, lavoro e eventuale dipendenza.

Avv. Massimo Romano · Avvocato penalista patrocinante in Cassazione · Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553

  • Roma — Via Avicenna 97, 00146
  • Milano — Via Giuseppe Pecchio 3, 20129
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⚡ In sintesi

  • Dopo l'arresto a Genova il giudice per le indagini preliminari del Tribunale decide sulla convalida entro quarantotto ore dalla richiesta del pubblico ministero, ed è il primo momento in cui la difesa incide.
  • La Casa circondariale di Genova Marassi accoglie gli arrestati del distretto: i colloqui con il difensore non richiedono autorizzazione dei familiari e possono avvenire anche prima dell'udienza.
  • Contro l'ordinanza di custodia cautelare si presenta richiesta di riesame al Tribunale di Genova entro dieci giorni dalla notifica, con decisione a tempi stretti fissati dal codice di procedura penale.
  • Lo studio interviene direttamente o con colleghi del foro genovese, coordina la difesa da Roma, Milano o Napoli e segue anche il trasferimento verso istituti più vicini alla famiglia.
  • Per chiedere i domiciliari al posto di Marassi servono documenti concreti: titolo sull'abitazione, consenso del proprietario, stato di famiglia e, se c'è dipendenza, la certificazione del servizio pubblico competente.
  • Il trasferimento verso un istituto più vicino alla famiglia si domanda al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, con il nulla osta dell'autorità giudiziaria per chi è ancora in custodia cautelare e prove di legami familiari.

Che cosa succede dopo un arresto per droga a Genova?

Se un tuo familiare è detenuto per droga a Marassi, a Genova, devi sapere che il caso segue due scadenze ravvicinate: il pubblico ministero chiede la convalida entro quarantotto ore e il giudice per le indagini preliminari decide entro le quarantotto ore successive tra carcere, arresti domiciliari e liberazione, poi restano dieci giorni per il riesame. La destinazione è di norma la Casa circondariale di Marassi.

Se ricevi una telefonata nel cuore della notte (“tuo figlio è stato arrestato”), hai poche ore per fare scelte che pesano sull’intero procedimento. Qui trovi, in forma operativa, che cosa accade a chi entra a Marassi per un reato previsto dall’art. 73 o dall’art. 74 DPR 309/1990 e che cosa puoi fare tu come famiglia.

Il ruolo del Tribunale e della Procura di Genova

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova coordina le indagini e per i reati associativi in materia di stupefacenti opera attraverso la Direzione distrettuale antimafia, che ha competenza sull’intero distretto di Corte d’appello di Genova, cioè sul territorio ligure. Se il fatto è un episodio di cessione o detenzione, l’ufficio procedente è la sezione ordinaria. Questa distinzione cambia la gravità delle contestazioni e, con essa, le esigenze cautelari.

Come si svolge l’udienza di convalida davanti al giudice?

Se tuo figlio viene portato in udienza, devi sapere che la convalida è l’incontro tra l’arrestato, il difensore e il giudice per le indagini preliminari, durante il quale si verifica la legittimità dell’arresto e si decide la misura cautelare. Si tiene di norma nel palazzo di giustizia di Genova, con l’arrestato accompagnato dalla polizia penitenziaria. Tuo figlio può rispondere alle domande oppure avvalersi della facoltà di non rispondere, scelta che devi concordare con il difensore dopo aver letto gli atti.

Il difensore esamina il verbale di arresto, il sequestro, l’eventuale narcotest e gli accertamenti sulla sostanza. Nella convalida si contestano, quando ricorrono, la mancanza di flagranza, l’irregolarità della perquisizione, la qualificazione del fatto (cessione o semplice detenzione per uso personale) e la sproporzione della misura richiesta. L’art. 274, l’art. 275 e l’art. 280 c.p.p. fissano i criteri: esigenze cautelari concrete, adeguatezza e proporzionalità, limiti di pena.

Le richieste difensive più frequenti

La difesa chiede la mancata convalida quando l’arresto presenta vizi, la qualificazione del fatto come lieve entità e, in subordine, una misura diversa dal carcere. A Genova il tema del domicilio è concreto: devi indicare un’abitazione idonea, il consenso del proprietario e un nucleo familiare che possa vigilare. Un’abitazione fuori distretto richiede verifiche aggiuntive e va indicata già all’udienza.

Documenti da preparare per chiedere gli arresti domiciliari al posto di Marassi e cosa dimostra ciascuno.
DocumentoCosa dimostraChi lo fornisce
Titolo sull’abitazione o contratto di locazioneDisponibilità di un domicilio stabile a Genova o altroveProprietario o conduttore
Consenso scritto del proprietarioAssenso all’ospitalità dell’arrestatoProprietario dell’immobile
Stato di famigliaChi convive e può vigilareComune di residenza
Lettera del datore di lavoroAttività lavorativa o impegno a riassumereAzienda
Certificato del servizio per le dipendenzeDipendenza e programma di curaServizio pubblico o struttura accreditata

💬 Domanda tipica: «Mio figlio è stato fermato al porto e ora è a Marassi: posso andare a trovarlo domani?»

Di regola no. Prima dell’udienza di convalida tu non hai diritto al colloquio senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria, mentre il difensore può incontrarlo appena nominato. La cosa utile da fare oggi è incaricare un avvocato di fiducia e preparare i documenti su residenza, lavoro e salute da portare all’udienza: sono gli elementi che il giudice usa per scegliere tra carcere e domiciliari. Per i colloqui successivi chiedi l’autorizzazione all’autorità che procede.

Come si entra e si vive a Marassi: colloqui, pacco, telefonate?

Se ti chiedi dove finisce una persona arrestata a Genova, la risposta è che la Casa circondariale di Genova Marassi è l’istituto che accoglie le persone arrestate nel capoluogo ligure e quelle in custodia cautelare o in esecuzione di pena breve. All’ingresso il detenuto viene identificato, fotosegnalato, sottoposto a visita medica e assegnato a una sezione. Dopo pochi giorni inizia l’osservazione, e il difensore può chiedere colloqui con l’educatore e con il direttore per segnalare esigenze di salute o di dipendenza.

Tu puoi chiedere i colloqui, ma per gli imputati serve l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria che procede, cioè il pubblico ministero in indagini e il giudice dopo il rinvio. Le telefonate seguono lo stesso regime autorizzatorio. I colloqui con il difensore, invece, non richiedono permessi. Pacchi, indumenti, denaro sul conto del detenuto e farmaci seguono le regole interne dell’istituto, che ti conviene verificare con l’ufficio matricola prima di portare qualsiasi cosa.

Tossicodipendenza e salute del detenuto

Se il tuo familiare ha una dipendenza da sostanze, ha diritto al servizio sanitario penitenziario, e puoi far documentare la patologia per chiedere, in fase cautelare, una misura in comunità terapeutica. Il tema è collegato alla permanenza in carcere e alle alternative; per i percorsi di cura si veda l’ingresso in comunità durante la detenzione tra le pagine dedicate ai detenuti.

Quali sono le tappe nelle prime ore, nei primi giorni e nelle prime settimane?

Se vuoi sapere cosa ti aspetta, lo schema che segue riassume la sequenza reale di un arresto in flagranza a Genova, senza anticipare termini che dipendono dal singolo procedimento.

Tappe di un arresto in flagranza a Genova, dalle prime ore alle prime settimane, con l’azione della difesa.
FaseQuandoCosa accadeCosa fa la difesa
Prime oreDall’arresto alla richiesta di convalidaCamera di sicurezza, verbale, avviso al difensoreColloquio con l’arrestato, lettura degli atti disponibili
Primi due giorniEntro quarantotto ore dalla richiesta del pubblico ministeroUdienza davanti al giudice per le indagini preliminariEccezioni sull’arresto, richiesta di misura più lieve
Primi dieci giorniDalla notifica dell’ordinanzaIngresso a Marassi, osservazione inizialeRiesame, istanza di domiciliari, contatti con la famiglia
Prime settimaneDopo il deposito degli attiIndagini, eventuale perizia sulla sostanzaRichiesta atti, consulente, istanze di revoca o sostituzione

L’ordine è questo: arresto, convalida, ordinanza, riesame, istanze periodiche. Ogni fase ha un termine proprio e il suo scadere non si recupera.

Quali sono i tempi dall’arresto a Marassi ai primi mesi?

Se devi orientarti tra le scadenze, segui questi passaggi in ordine.

  1. Prime ore → arresto, camera di sicurezza: nomina un difensore di fiducia e chiedi il primo colloquio riservato.
  2. Primi giorni → richiesta di convalida entro quarantotto ore, udienza davanti al giudice per le indagini preliminari entro le quarantotto ore successive (art. 391 c.p.p.), ordinanza e ingresso a Marassi.
  3. Settimane → riesame entro dieci giorni dalla notifica (art. 309 c.p.p.), richiesta di colloqui autorizzati, eventuale istanza di domiciliari.
  4. Mesi → indagini, accertamenti sulla sostanza, istanze periodiche di revoca o sostituzione (art. 299 c.p.p.) e valutazione del trasferimento.

Come si impugna la custodia in carcere: il riesame a Genova?

Se il giudice ha disposto il carcere, puoi chiedere con il difensore il riesame: è lo strumento con cui si chiede al Tribunale in composizione collegiale di annullare o riformare l’ordinanza che dispone la misura cautelare. Si propone con richiesta scritta entro dieci giorni dalla notifica, ai sensi dell’art. 309 e dell’art. 310 c.p.p., e a Genova è deciso dal collegio che ha sede presso il Tribunale. L’udienza si svolge in camera di consiglio e il collegio ha un termine ridotto per decidere.

I motivi più comuni sono l’assenza di gravi indizi di colpevolezza, la mancanza di esigenze cautelari attuali e concrete, la sproporzione tra la misura e il fatto. Se la decisione è sfavorevole resta il ricorso per cassazione per violazione di legge. In parallelo si può presentare istanza di revoca o sostituzione al giudice che ha emesso la misura, quando sopravvengono elementi nuovi (art. 299 c.p.p.).

Strumenti per contestare la misura cautelare, autorità competente e momento d’uso.
StrumentoAutoritàQuando si usa
Riesame (art. 309 c.p.p.)Tribunale di Genova in composizione collegialeEntro dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza
Appello cautelare (art. 310 c.p.p.)Tribunale di GenovaContro i provvedimenti non impugnabili con il riesame
Revoca o sostituzione (art. 299 c.p.p.)Giudice che ha emesso la misuraQuando cambiano le esigenze cautelari o emergono elementi nuovi
Ricorso per cassazioneCorte di cassazioneContro la decisione del riesame, per violazione di legge

Quando la custodia non è l’unica strada

Se tuo figlio è tossicodipendente, devi sapere che l’art. 284 c.p.p. disciplina gli arresti domiciliari, l’art. 275 c.p.p. impone di scegliere la misura meno afflittiva adeguata. Per chi è tossicodipendente e deve intraprendere un programma di recupero, il codice e la disciplina speciale degli stupefacenti prevedono la possibilità di ricovero in strutture terapeutiche, con requisiti documentali precisi.

Quali norme regolano la detenzione per droga?

Se vuoi capire su quali norme si regge il tuo caso, la disciplina si compone di norme sostanziali e processuali. Il testo di riferimento è il DPR 309/1990, che all’art. 73 punisce la produzione, la detenzione e la cessione di stupefacenti e all’art. 74 l’associazione finalizzata al traffico; l’art. 75 prevede le sanzioni amministrative per l’uso personale, mentre l’art. 94 riguarda la sospensione dell’esecuzione per chi intraprende un programma terapeutico.

  • Art. 73 DPR 309/1990: condotte di produzione, traffico e detenzione; il comma sulla lieve entità incide sul trattamento sanzionatorio. Per i casi di minore gravità si veda la pagina su reati di droga a Genova e lieve entità.
  • Art. 74 DPR 309/1990: associazione; comporta indagini della DDA e custodia cautelare più rigida.
  • Art. 274, art. 275, art. 280, art. 284, art. 299, art. 309 e art. 310 c.p.p.: esigenze cautelari, scelta della misura, limiti di pena, domiciliari, revoca e riesame.
  • Art. 391 c.p.p.: udienza di convalida dell’arresto.
  • Art. 3 CEDU: divieto di trattamenti inumani o degradanti, richiamato quando le condizioni detentive sono contestate.

Quali errori devi evitare nelle prime quarantotto ore?

Se sei in questa situazione, evita questi sbagli, che si ripetono spesso.

  • Non rilasciare dichiarazioni alla polizia senza difensore. Le frasi dette in caserma entrano nel fascicolo e restano a disposizione dell’accusa; la convalida diventa più difficile da contestare.
  • Non consegnare spontaneamente telefono e password. Il contenuto del telefono diventa elemento di accusa; il sequestro deve avvenire con le garanzie previste.
  • Non fermarti al difensore d’ufficio. Il difensore d’ufficio assiste, ma una difesa fiduciaria programma riesame e istanze con anticipo.
  • Non lasciare scadere i dieci giorni per il riesame. Il termine è perentorio: la misura resta efficace e il vaglio del collegio viene perso.
  • Non proporre un domicilio non verificato. Un’abitazione priva dei requisiti fa respingere la richiesta di domiciliari e consuma credibilità.
  • Non contattare testimoni o coindagati. Il contatto viene letto come inquinamento probatorio e giustifica l’aggravamento della misura.

Come può andare un arresto al porto di Genova?

Se ti chiedi come si svolge in concreto, pensa a questo esempio.

Caso ricostruito a scopo illustrativo. Un cittadino trentenne viene fermato nell’area portuale durante un controllo doganale; nel bagaglio vengono rinvenuti involucri di sostanza sospetta e l’uomo viene arrestato in flagranza. La famiglia, in un’altra regione, chiama lo studio la notte stessa.

Strategia. Il difensore, reperito un collega a Genova, incontra l’arrestato prima dell’udienza, legge il verbale e verifica la catena di custodia del sequestro e l’analisi della sostanza. All’udienza di convalida chiede la qualificazione come fatto di lieve entità e, in subordine, gli arresti domiciliari presso un parente a Genova, con documentazione dell’abitazione e dell’attività lavorativa.

Esito possibile. Il giudice può convalidare l’arresto e applicare gli arresti domiciliari, oppure confermare il carcere per il rischio di fuga di chi non ha radici nel territorio. In questo secondo caso resta il riesame entro dieci giorni, con produzione di nuovi elementi sul domicilio. Il risultato non è prevedibile in anticipo e dipende dagli atti.

Come si chiede il trasferimento o il rientro verso un istituto vicino alla famiglia?

Se vuoi avvicinare tuo figlio a casa, sappi che il detenuto in custodia cautelare resta a disposizione dell’autorità giudiziaria che procede, che deve dare il nulla osta al trasferimento; la decisione operativa spetta al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. La domanda si motiva con la residenza dei familiari, le condizioni di salute, la partecipazione a un programma di trattamento o le esigenze di sicurezza dello stesso detenuto. Più la richiesta è documentata, più è valutabile.

Per i cittadini italiani arrestati all’estero esiste il percorso inverso, il rientro in Italia per scontare la pena, regolato dalla Convenzione di Strasburgo del 1983 e dalla DQ 2008/909/GAI nell’ambito dell’Unione. La panoramica è nella pagina sulla detenzione all’estero e il rimpatrio dei detenuti.

Passi operativi per la famiglia

  1. Annota l’ora dell’arresto, il luogo e il nome dell’ufficio che ha operato.
  2. Nomina subito un difensore di fiducia e comunicane il nominativo alla polizia giudiziaria.
  3. Raccogli i documenti: identità, residenza, contratto di lavoro, certificati medici, contratto di locazione o titolo di proprietà del domicilio.
  4. Concorda con il difensore la strategia per l’udienza di convalida.
  5. Dopo l’ordinanza, valuta il riesame entro dieci giorni e le istanze di sostituzione della misura.
  6. Chiedi l’autorizzazione ai colloqui e, se necessario, il trasferimento.

⚠️ Attenzione: Il termine di dieci giorni per il riesame decorre dall’esecuzione o dalla notifica dell’ordinanza, non dal giorno in cui la famiglia ne viene informata. Se la misura è stata eseguita di venerdì sera il conteggio è già partito: incarica il difensore nei primi giorni, perché una richiesta tardiva viene dichiarata inammissibile.

Quanto costa la difesa in un caso di detenzione per droga a Genova?

Se ti stai chiedendo quanto spenderai, il compenso dell’avvocato non ha un importo uniforme: si concorda con preventivo scritto prima dell’incarico, come stabilisce l’art. 13 della L. 247/2012. Come riferimento si usano i parametri ministeriali del DM 55/2014 e dei successivi aggiornamenti, che distinguono le fasi: convalida, riesame, indagini e giudizio. Questa pagina non indica cifre perché dipendono dal singolo procedimento.

Voci di spesa tipiche in un caso di detenzione per droga a Genova.
VoceQuando compareNota
Consulente tecnico sulla sostanzaSe si contesta natura, peso o purezza del sequestroIncarico concordato in anticipo
Collega del foro genoveseSe l’udienza richiede presenza localeCompenso separato, indicato nel preventivo
Trasferte del difensoreConvalida e colloqui a MarassiRimborso a consuntivo
Interprete e traduzioniSe l’arrestato è stranieroL’assistenza per gli atti essenziali è garantita dalla legge
Certificazione sanitariaRichiesta di comunità o domiciliariRilasciata dal servizio per le dipendenze

Se hai i requisiti puoi chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato ai sensi del DPR 115/2002: verifica l’ammissione con il difensore, perché non è scontata.

Come si collega Marassi agli altri istituti della rete?

Se tuo figlio è a Marassi, devi sapere che può essere trasferito in altri istituti per esigenze di sicurezza, sovraffollamento o assegnazione dopo la condanna. Le pagine sorelle descrivono i contesti di Firenze (arresto per droga e carcere di Sollicciano), di Napoli (arresto e carcere di Poggioreale), di Roma (estradizione e carcere di Rebibbia) e di Torino (estradizione e carcere Lorusso e Cutugno). Per chi ha parenti detenuti in Sicilia c’è la pagina sull’Ucciardone, per chi è detenuto in America centrale quella sul carcere La Victoria.

Come può aiutarti lo studio?

L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli dal 1998 e cassazionista dal 2015, assiste persone arrestate per reati di droga con sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e con una rete di colleghi corrispondenti in Italia e all’estero. A Genova l’intervento avviene direttamente o con colleghi del foro, con coordinamento unico della strategia. Se un tuo familiare è a Marassi, chiama o scrivi su WhatsApp al +39 335 669 3954: ti chiederemo gli elementi essenziali per valutare l’udienza e il riesame. Per un primo contatto puoi usare anche la pagina contatti.

Domande frequenti

Entro quanto tempo ti dicono se tuo figlio resta in carcere a Marassi?

Dopo l'arresto in flagranza il pubblico ministero chiede la convalida entro quarantotto ore e il giudice per le indagini preliminari fissa l'udienza entro le quarantotto ore successive. Al termine decide se convalidare l'arresto e se applicare una misura cautelare, che può essere il carcere oppure una misura meno afflittiva come gli arresti domiciliari.

Puoi parlare con il tuo parente detenuto a Marassi prima dell'udienza?

Tu, come familiare, non hai diritto al colloquio prima dell'udienza di convalida, mentre il difensore sì: può incontrare l'arrestato appena assunto l'incarico, anche prima dell'interrogatorio. Dopo la convalida i colloqui con i familiari richiedono autorizzazione dell'autorità giudiziaria che procede, mentre quelli con l'avvocato restano liberi.

Quanto tempo hai per impugnare la custodia cautelare in carcere?

La richiesta di riesame va depositata entro dieci giorni dalla notifica dell'ordinanza applicativa della misura. Il Tribunale del riesame, che a Genova ha sede presso il Tribunale, deve decidere entro pochi giorni dalla ricezione degli atti. Se il termine scade senza richiesta, la misura resta efficace e le strade si restringono molto.

Puoi ottenere il trasferimento da Marassi a un carcere più vicino alla famiglia?

Il trasferimento si chiede al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, per i detenuti in custodia cautelare con il nulla osta dell'autorità giudiziaria che procede. Si motiva con ragioni di vicinanza familiare, salute o sicurezza. La decisione spetta all'amministrazione e non è automatica, ma una richiesta ben documentata viene valutata.

Chi decide se tuo figlio può avere i domiciliari invece del carcere?

Finché il procedimento è nella fase delle indagini decide il giudice per le indagini preliminari su richiesta della difesa; dopo il rinvio a giudizio decide il giudice del dibattimento. La difesa documenta un domicilio idoneo, l'assenza di precedenti rilevanti e le esigenze familiari o di lavoro per sostenere che bastano misure meno gravi.

Lo studio può assistere il tuo familiare a Genova pur avendo sede altrove?

Sì. Le sedi sono Roma, Milano, Napoli e Londra, ma l'intervento a Genova avviene direttamente oppure con colleghi del foro genovese coordinati dallo studio. Il difensore può assistere all'udienza di convalida, depositare il riesame e seguire il detenuto in tutte le fasi, informando la famiglia in modo costante.

Un arresto nell'area portuale di Genova segue regole diverse da un arresto in città?

Le regole sulla convalida sono le stesse: quarantotto ore per la richiesta del pubblico ministero e quarantotto per la decisione del giudice. Cambia l'accertamento iniziale, perché in porto operano anche Guardia di finanza e dogane. La difesa legge con attenzione verbale di controllo, sequestro e provenienza del carico prima di scegliere la strategia per l'udienza.

Cosa succede a tuo figlio se il giudice convalida l'arresto ma non lo manda in carcere?

La persona viene liberata o sottoposta a una misura meno grave, come gli arresti domiciliari. Convalida dell'arresto e misura cautelare sono decisioni distinte: il giudice può riconoscere regolare l'arresto e ritenere sufficiente una restrizione minore, secondo il criterio di adeguatezza dell'art. 275 c.p.p. Il pubblico ministero può comunque impugnare la scelta.

Avv. Massimo Romano — Avvocato penalista

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Contenuto informativo redatto e rivisto dall'avvocato; non sostituisce un parere sul caso concreto. Ultima revisione: 28/10/2026.