Che cosa succede dopo un arresto per droga a Genova?
Se un tuo familiare è detenuto per droga a Marassi, a Genova, devi sapere che il caso segue due scadenze ravvicinate: il pubblico ministero chiede la convalida entro quarantotto ore e il giudice per le indagini preliminari decide entro le quarantotto ore successive tra carcere, arresti domiciliari e liberazione, poi restano dieci giorni per il riesame. La destinazione è di norma la Casa circondariale di Marassi.
Se ricevi una telefonata nel cuore della notte (“tuo figlio è stato arrestato”), hai poche ore per fare scelte che pesano sull’intero procedimento. Qui trovi, in forma operativa, che cosa accade a chi entra a Marassi per un reato previsto dall’art. 73 o dall’art. 74 DPR 309/1990 e che cosa puoi fare tu come famiglia.
Il ruolo del Tribunale e della Procura di Genova
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova coordina le indagini e per i reati associativi in materia di stupefacenti opera attraverso la Direzione distrettuale antimafia, che ha competenza sull’intero distretto di Corte d’appello di Genova, cioè sul territorio ligure. Se il fatto è un episodio di cessione o detenzione, l’ufficio procedente è la sezione ordinaria. Questa distinzione cambia la gravità delle contestazioni e, con essa, le esigenze cautelari.
Come si svolge l’udienza di convalida davanti al giudice?
Se tuo figlio viene portato in udienza, devi sapere che la convalida è l’incontro tra l’arrestato, il difensore e il giudice per le indagini preliminari, durante il quale si verifica la legittimità dell’arresto e si decide la misura cautelare. Si tiene di norma nel palazzo di giustizia di Genova, con l’arrestato accompagnato dalla polizia penitenziaria. Tuo figlio può rispondere alle domande oppure avvalersi della facoltà di non rispondere, scelta che devi concordare con il difensore dopo aver letto gli atti.
Il difensore esamina il verbale di arresto, il sequestro, l’eventuale narcotest e gli accertamenti sulla sostanza. Nella convalida si contestano, quando ricorrono, la mancanza di flagranza, l’irregolarità della perquisizione, la qualificazione del fatto (cessione o semplice detenzione per uso personale) e la sproporzione della misura richiesta. L’art. 274, l’art. 275 e l’art. 280 c.p.p. fissano i criteri: esigenze cautelari concrete, adeguatezza e proporzionalità, limiti di pena.
Le richieste difensive più frequenti
La difesa chiede la mancata convalida quando l’arresto presenta vizi, la qualificazione del fatto come lieve entità e, in subordine, una misura diversa dal carcere. A Genova il tema del domicilio è concreto: devi indicare un’abitazione idonea, il consenso del proprietario e un nucleo familiare che possa vigilare. Un’abitazione fuori distretto richiede verifiche aggiuntive e va indicata già all’udienza.
| Documento | Cosa dimostra | Chi lo fornisce |
|---|---|---|
| Titolo sull’abitazione o contratto di locazione | Disponibilità di un domicilio stabile a Genova o altrove | Proprietario o conduttore |
| Consenso scritto del proprietario | Assenso all’ospitalità dell’arrestato | Proprietario dell’immobile |
| Stato di famiglia | Chi convive e può vigilare | Comune di residenza |
| Lettera del datore di lavoro | Attività lavorativa o impegno a riassumere | Azienda |
| Certificato del servizio per le dipendenze | Dipendenza e programma di cura | Servizio pubblico o struttura accreditata |
💬 Domanda tipica: «Mio figlio è stato fermato al porto e ora è a Marassi: posso andare a trovarlo domani?»
Di regola no. Prima dell’udienza di convalida tu non hai diritto al colloquio senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria, mentre il difensore può incontrarlo appena nominato. La cosa utile da fare oggi è incaricare un avvocato di fiducia e preparare i documenti su residenza, lavoro e salute da portare all’udienza: sono gli elementi che il giudice usa per scegliere tra carcere e domiciliari. Per i colloqui successivi chiedi l’autorizzazione all’autorità che procede.
Come si entra e si vive a Marassi: colloqui, pacco, telefonate?
Se ti chiedi dove finisce una persona arrestata a Genova, la risposta è che la Casa circondariale di Genova Marassi è l’istituto che accoglie le persone arrestate nel capoluogo ligure e quelle in custodia cautelare o in esecuzione di pena breve. All’ingresso il detenuto viene identificato, fotosegnalato, sottoposto a visita medica e assegnato a una sezione. Dopo pochi giorni inizia l’osservazione, e il difensore può chiedere colloqui con l’educatore e con il direttore per segnalare esigenze di salute o di dipendenza.
Tu puoi chiedere i colloqui, ma per gli imputati serve l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria che procede, cioè il pubblico ministero in indagini e il giudice dopo il rinvio. Le telefonate seguono lo stesso regime autorizzatorio. I colloqui con il difensore, invece, non richiedono permessi. Pacchi, indumenti, denaro sul conto del detenuto e farmaci seguono le regole interne dell’istituto, che ti conviene verificare con l’ufficio matricola prima di portare qualsiasi cosa.
Tossicodipendenza e salute del detenuto
Se il tuo familiare ha una dipendenza da sostanze, ha diritto al servizio sanitario penitenziario, e puoi far documentare la patologia per chiedere, in fase cautelare, una misura in comunità terapeutica. Il tema è collegato alla permanenza in carcere e alle alternative; per i percorsi di cura si veda l’ingresso in comunità durante la detenzione tra le pagine dedicate ai detenuti.
Quali sono le tappe nelle prime ore, nei primi giorni e nelle prime settimane?
Se vuoi sapere cosa ti aspetta, lo schema che segue riassume la sequenza reale di un arresto in flagranza a Genova, senza anticipare termini che dipendono dal singolo procedimento.
| Fase | Quando | Cosa accade | Cosa fa la difesa |
|---|---|---|---|
| Prime ore | Dall’arresto alla richiesta di convalida | Camera di sicurezza, verbale, avviso al difensore | Colloquio con l’arrestato, lettura degli atti disponibili |
| Primi due giorni | Entro quarantotto ore dalla richiesta del pubblico ministero | Udienza davanti al giudice per le indagini preliminari | Eccezioni sull’arresto, richiesta di misura più lieve |
| Primi dieci giorni | Dalla notifica dell’ordinanza | Ingresso a Marassi, osservazione iniziale | Riesame, istanza di domiciliari, contatti con la famiglia |
| Prime settimane | Dopo il deposito degli atti | Indagini, eventuale perizia sulla sostanza | Richiesta atti, consulente, istanze di revoca o sostituzione |
L’ordine è questo: arresto, convalida, ordinanza, riesame, istanze periodiche. Ogni fase ha un termine proprio e il suo scadere non si recupera.
Quali sono i tempi dall’arresto a Marassi ai primi mesi?
Se devi orientarti tra le scadenze, segui questi passaggi in ordine.
- Prime ore → arresto, camera di sicurezza: nomina un difensore di fiducia e chiedi il primo colloquio riservato.
- Primi giorni → richiesta di convalida entro quarantotto ore, udienza davanti al giudice per le indagini preliminari entro le quarantotto ore successive (art. 391 c.p.p.), ordinanza e ingresso a Marassi.
- Settimane → riesame entro dieci giorni dalla notifica (art. 309 c.p.p.), richiesta di colloqui autorizzati, eventuale istanza di domiciliari.
- Mesi → indagini, accertamenti sulla sostanza, istanze periodiche di revoca o sostituzione (art. 299 c.p.p.) e valutazione del trasferimento.
Come si impugna la custodia in carcere: il riesame a Genova?
Se il giudice ha disposto il carcere, puoi chiedere con il difensore il riesame: è lo strumento con cui si chiede al Tribunale in composizione collegiale di annullare o riformare l’ordinanza che dispone la misura cautelare. Si propone con richiesta scritta entro dieci giorni dalla notifica, ai sensi dell’art. 309 e dell’art. 310 c.p.p., e a Genova è deciso dal collegio che ha sede presso il Tribunale. L’udienza si svolge in camera di consiglio e il collegio ha un termine ridotto per decidere.
I motivi più comuni sono l’assenza di gravi indizi di colpevolezza, la mancanza di esigenze cautelari attuali e concrete, la sproporzione tra la misura e il fatto. Se la decisione è sfavorevole resta il ricorso per cassazione per violazione di legge. In parallelo si può presentare istanza di revoca o sostituzione al giudice che ha emesso la misura, quando sopravvengono elementi nuovi (art. 299 c.p.p.).
| Strumento | Autorità | Quando si usa |
|---|---|---|
| Riesame (art. 309 c.p.p.) | Tribunale di Genova in composizione collegiale | Entro dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza |
| Appello cautelare (art. 310 c.p.p.) | Tribunale di Genova | Contro i provvedimenti non impugnabili con il riesame |
| Revoca o sostituzione (art. 299 c.p.p.) | Giudice che ha emesso la misura | Quando cambiano le esigenze cautelari o emergono elementi nuovi |
| Ricorso per cassazione | Corte di cassazione | Contro la decisione del riesame, per violazione di legge |
Quando la custodia non è l’unica strada
Se tuo figlio è tossicodipendente, devi sapere che l’art. 284 c.p.p. disciplina gli arresti domiciliari, l’art. 275 c.p.p. impone di scegliere la misura meno afflittiva adeguata. Per chi è tossicodipendente e deve intraprendere un programma di recupero, il codice e la disciplina speciale degli stupefacenti prevedono la possibilità di ricovero in strutture terapeutiche, con requisiti documentali precisi.
Quali norme regolano la detenzione per droga?
Se vuoi capire su quali norme si regge il tuo caso, la disciplina si compone di norme sostanziali e processuali. Il testo di riferimento è il DPR 309/1990, che all’art. 73 punisce la produzione, la detenzione e la cessione di stupefacenti e all’art. 74 l’associazione finalizzata al traffico; l’art. 75 prevede le sanzioni amministrative per l’uso personale, mentre l’art. 94 riguarda la sospensione dell’esecuzione per chi intraprende un programma terapeutico.
- Art. 73 DPR 309/1990: condotte di produzione, traffico e detenzione; il comma sulla lieve entità incide sul trattamento sanzionatorio. Per i casi di minore gravità si veda la pagina su reati di droga a Genova e lieve entità.
- Art. 74 DPR 309/1990: associazione; comporta indagini della DDA e custodia cautelare più rigida.
- Art. 274, art. 275, art. 280, art. 284, art. 299, art. 309 e art. 310 c.p.p.: esigenze cautelari, scelta della misura, limiti di pena, domiciliari, revoca e riesame.
- Art. 391 c.p.p.: udienza di convalida dell’arresto.
- Art. 3 CEDU: divieto di trattamenti inumani o degradanti, richiamato quando le condizioni detentive sono contestate.
Quali errori devi evitare nelle prime quarantotto ore?
Se sei in questa situazione, evita questi sbagli, che si ripetono spesso.
- Non rilasciare dichiarazioni alla polizia senza difensore. Le frasi dette in caserma entrano nel fascicolo e restano a disposizione dell’accusa; la convalida diventa più difficile da contestare.
- Non consegnare spontaneamente telefono e password. Il contenuto del telefono diventa elemento di accusa; il sequestro deve avvenire con le garanzie previste.
- Non fermarti al difensore d’ufficio. Il difensore d’ufficio assiste, ma una difesa fiduciaria programma riesame e istanze con anticipo.
- Non lasciare scadere i dieci giorni per il riesame. Il termine è perentorio: la misura resta efficace e il vaglio del collegio viene perso.
- Non proporre un domicilio non verificato. Un’abitazione priva dei requisiti fa respingere la richiesta di domiciliari e consuma credibilità.
- Non contattare testimoni o coindagati. Il contatto viene letto come inquinamento probatorio e giustifica l’aggravamento della misura.
Come può andare un arresto al porto di Genova?
Se ti chiedi come si svolge in concreto, pensa a questo esempio.
Caso ricostruito a scopo illustrativo. Un cittadino trentenne viene fermato nell’area portuale durante un controllo doganale; nel bagaglio vengono rinvenuti involucri di sostanza sospetta e l’uomo viene arrestato in flagranza. La famiglia, in un’altra regione, chiama lo studio la notte stessa.
Strategia. Il difensore, reperito un collega a Genova, incontra l’arrestato prima dell’udienza, legge il verbale e verifica la catena di custodia del sequestro e l’analisi della sostanza. All’udienza di convalida chiede la qualificazione come fatto di lieve entità e, in subordine, gli arresti domiciliari presso un parente a Genova, con documentazione dell’abitazione e dell’attività lavorativa.
Esito possibile. Il giudice può convalidare l’arresto e applicare gli arresti domiciliari, oppure confermare il carcere per il rischio di fuga di chi non ha radici nel territorio. In questo secondo caso resta il riesame entro dieci giorni, con produzione di nuovi elementi sul domicilio. Il risultato non è prevedibile in anticipo e dipende dagli atti.
Come si chiede il trasferimento o il rientro verso un istituto vicino alla famiglia?
Se vuoi avvicinare tuo figlio a casa, sappi che il detenuto in custodia cautelare resta a disposizione dell’autorità giudiziaria che procede, che deve dare il nulla osta al trasferimento; la decisione operativa spetta al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. La domanda si motiva con la residenza dei familiari, le condizioni di salute, la partecipazione a un programma di trattamento o le esigenze di sicurezza dello stesso detenuto. Più la richiesta è documentata, più è valutabile.
Per i cittadini italiani arrestati all’estero esiste il percorso inverso, il rientro in Italia per scontare la pena, regolato dalla Convenzione di Strasburgo del 1983 e dalla DQ 2008/909/GAI nell’ambito dell’Unione. La panoramica è nella pagina sulla detenzione all’estero e il rimpatrio dei detenuti.
Passi operativi per la famiglia
- Annota l’ora dell’arresto, il luogo e il nome dell’ufficio che ha operato.
- Nomina subito un difensore di fiducia e comunicane il nominativo alla polizia giudiziaria.
- Raccogli i documenti: identità, residenza, contratto di lavoro, certificati medici, contratto di locazione o titolo di proprietà del domicilio.
- Concorda con il difensore la strategia per l’udienza di convalida.
- Dopo l’ordinanza, valuta il riesame entro dieci giorni e le istanze di sostituzione della misura.
- Chiedi l’autorizzazione ai colloqui e, se necessario, il trasferimento.
⚠️ Attenzione: Il termine di dieci giorni per il riesame decorre dall’esecuzione o dalla notifica dell’ordinanza, non dal giorno in cui la famiglia ne viene informata. Se la misura è stata eseguita di venerdì sera il conteggio è già partito: incarica il difensore nei primi giorni, perché una richiesta tardiva viene dichiarata inammissibile.
Quanto costa la difesa in un caso di detenzione per droga a Genova?
Se ti stai chiedendo quanto spenderai, il compenso dell’avvocato non ha un importo uniforme: si concorda con preventivo scritto prima dell’incarico, come stabilisce l’art. 13 della L. 247/2012. Come riferimento si usano i parametri ministeriali del DM 55/2014 e dei successivi aggiornamenti, che distinguono le fasi: convalida, riesame, indagini e giudizio. Questa pagina non indica cifre perché dipendono dal singolo procedimento.
| Voce | Quando compare | Nota |
|---|---|---|
| Consulente tecnico sulla sostanza | Se si contesta natura, peso o purezza del sequestro | Incarico concordato in anticipo |
| Collega del foro genovese | Se l’udienza richiede presenza locale | Compenso separato, indicato nel preventivo |
| Trasferte del difensore | Convalida e colloqui a Marassi | Rimborso a consuntivo |
| Interprete e traduzioni | Se l’arrestato è straniero | L’assistenza per gli atti essenziali è garantita dalla legge |
| Certificazione sanitaria | Richiesta di comunità o domiciliari | Rilasciata dal servizio per le dipendenze |
Se hai i requisiti puoi chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato ai sensi del DPR 115/2002: verifica l’ammissione con il difensore, perché non è scontata.
Come si collega Marassi agli altri istituti della rete?
Se tuo figlio è a Marassi, devi sapere che può essere trasferito in altri istituti per esigenze di sicurezza, sovraffollamento o assegnazione dopo la condanna. Le pagine sorelle descrivono i contesti di Firenze (arresto per droga e carcere di Sollicciano), di Napoli (arresto e carcere di Poggioreale), di Roma (estradizione e carcere di Rebibbia) e di Torino (estradizione e carcere Lorusso e Cutugno). Per chi ha parenti detenuti in Sicilia c’è la pagina sull’Ucciardone, per chi è detenuto in America centrale quella sul carcere La Victoria.
Come può aiutarti lo studio?
L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli dal 1998 e cassazionista dal 2015, assiste persone arrestate per reati di droga con sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e con una rete di colleghi corrispondenti in Italia e all’estero. A Genova l’intervento avviene direttamente o con colleghi del foro, con coordinamento unico della strategia. Se un tuo familiare è a Marassi, chiama o scrivi su WhatsApp al +39 335 669 3954: ti chiederemo gli elementi essenziali per valutare l’udienza e il riesame. Per un primo contatto puoi usare anche la pagina contatti.
