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Sequestri e confisca

Amministratore giudiziario dopo l'arresto: cosa cambia?

Se la tua azienda ha un amministratore giudiziario dopo un arresto per droga puoi tutelare stipendi e continuità: l'Avv. Massimo Romano ti assiste. Scrivici.

Di , Avvocato penalista – patrocinante in CassazioneIscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553 · Albo speciale cassazionisti dal 23/10/2015 · → Profilo completoPubblicato il · Aggiornato il · ⏱ 13 minuti di lettura

▶ Risposta diretta

Se dopo un arresto per droga la tua azienda viene sequestrata, il giudice nomina un amministratore giudiziario che gestisce l'impresa, paga gli stipendi con gli incassi e chiede autorizzazione per le spese straordinarie. Tu perdi il potere gestorio ma conservi i diritti di difesa: puoi impugnare il sequestro con il riesame, proporre istanze di svincolo per salari e contributi e chiedere la revoca se manca il nesso con l'art. 73 o 74 del DPR 309/1990. I dipendenti restano tutelati e il rapporto di lavoro non si estingue. Il primo passo è ottenere copia del decreto e dell'atto di nomina e raccogliere bilanci, libro soci e contratti di lavoro.

Avv. Massimo Romano · Avvocato penalista patrocinante in Cassazione · Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553

  • Roma — Via Avicenna 97, 00146
  • Milano — Via Giuseppe Pecchio 3, 20129
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⚡ In sintesi

  • L'amministratore giudiziario è il professionista nominato dal giudice per gestire la tua azienda sequestrata, conservarne il valore e proseguire l'attività sotto il controllo dell'autorità giudiziaria.
  • Perdi il potere gestorio ma conservi i diritti processuali: puoi chiedere conto della gestione tramite il difensore, proporre istanze e impugnare il sequestro con riesame o richiesta di revoca.
  • Stipendi, contributi e fornitori continuano a essere pagati se l'amministratore dimostra la prosecuzione dell'attività e il giudice autorizza le spese straordinarie; se i conti sono bloccati chiedi lo svincolo per i salari.
  • Se la società è estera o fa capo a una catena di partecipazioni, la nomina richiede cooperazione giudiziaria con lo Stato di registrazione e rende decisiva la ricostruzione dei soci effettivi.
  • I tuoi dipendenti non rispondono del reato contestato: il sequestro non estingue i rapporti di lavoro e un licenziamento ingiustificato può essere impugnato davanti al giudice del lavoro.
  • Bilanci storici, libro soci, libro unico del lavoro e contratti con i clienti sono i documenti che usi per provare la gestione ordinaria e separare la posizione dei soci incolpevoli.

Chi è l’amministratore giudiziario e perché ti viene nominato dopo un arresto per droga?

Se la tua azienda è sequestrata, l’amministratore giudiziario è il professionista che il giudice nomina per gestirla, conservandone il valore e, se possibile, la continuità. Dopo un arresto per reati di droga la nomina avviene quando l’impresa è ritenuta strumentale al reato o frutto del suo profitto. Tu perdi il potere di gestione, ma non i diritti di difesa: puoi chiedere conto, impugnare e proporre istanze.

Se sei il titolare, sai che la nomina cambia la vita quotidiana dell’impresa. Il conto bancario passa sotto controllo dell’amministratore, i fornitori ricevono nuove istruzioni, i dipendenti si chiedono se verranno pagati. Il tema non riguarda soltanto te: coinvolge spesso familiari, soci incolpevoli e lavoratori che nulla hanno a che vedere con il reato.

La cornice generale dei sequestri nei procedimenti per stupefacenti è nella pagina sul sequestro dei beni nel traffico di droga. Qui ti spieghiamo la figura dell’amministratore e le sue conseguenze concrete.

Quali poteri ha l’amministratore giudiziario e quali ti restano?

Devi sapere che l’amministratore ha il compito di custodire, gestire e amministrare i beni sequestrati sotto la direzione del giudice. Redige una relazione sullo stato dell’impresa, propone un piano di prosecuzione dell’attività, effettua i pagamenti ordinari e chiede autorizzazione per le operazioni straordinarie. A te restano il diritto di difenderti, di ricevere informazioni essenziali, di impugnare il sequestro e di sollecitare la revoca.

Poteri dell’amministratore giudiziario e diritti che restano al titolare dell’impresa
AspettoAmministratore giudiziarioTitolare dell’impresa
Gestione ordinariaEsercita i poteri di amministrazioneNon gestisce più direttamente
Spese straordinarieChiede autorizzazione al giudicePuò presentare osservazioni e istanze
Rapporti con i dipendentiProsegue o riorganizza il personalePuò tutelare i propri interessi e impugnare atti illegittimi
Impugnazione del sequestroNon impugnaRicorre al riesame o chiede revoca
Relazioni periodicheLe deposita al giudicePuò chiedere di prenderne visione tramite il difensore

La tabella ti dice dove finisce il tuo potere e dove comincia il tuo diritto di reagire: non gestisci più l’impresa, ma tramite il difensore puoi controllare le relazioni, presentare osservazioni e impugnare ciò che ritieni illegittimo.

Pagamento degli stipendi e continuità aziendale

Se ti chiedi cosa decida la continuità, sappi che è il banco di prova della nomina. L’amministratore valuta se l’azienda possa proseguire in modo lecito, se i ricavi coprano i costi e se i rapporti con clienti e banche reggano. Il pagamento degli stipendi è la priorità, perché un’interruzione genera contenzioso di lavoro e deprezza l’impresa. Quando i conti sono bloccati, l’amministratore o la difesa chiedono al giudice lo svincolo delle somme per i salari, per i contributi e per le imposte correnti.

Tutela dei dipendenti e dell’impresa di famiglia

I tuoi dipendenti non rispondono del reato che ti è contestato. Il rapporto di lavoro continua, e i diritti retributivi restano protetti. Se l’impresa è di famiglia, devi far distinguere con precisione i ruoli di ciascuno, dimostrare chi ha apportato capitale e lavoro e separare la posizione dei familiari incolpevoli da quella dell’indagato. Un organigramma documentato e i bilanci storici sono lo strumento più utile.

Che cosa cambia se la tua società è estera o offshore?

Se la società ha sede all’estero o appartiene a una catena di partecipazioni, la nomina dell’amministratore incontra ostacoli pratici. Il giudice italiano non ha potere diretto sui registri e sui conti stranieri, e serve cooperazione giudiziaria con lo Stato di registrazione. La difesa ha due compiti: provare il reale assetto proprietario e contestare il collegamento tra la società e il reato.

Per le strutture schermate si veda la guida su società offshore e traffico di droga. Se il titolare formale è una persona che non ha mai controllato la società, rileva anche la pagina sul prestanome incolpevole nello spaccio. Se operi su più Paesi, tieni conto anche della tutela dei detenuti in Ecuador a Guayaquil quando i familiari o i soci si trovano in carcere all’estero.

Quali passi devi seguire nelle prime settimane dopo la nomina?

  1. Chiedi copia del decreto di sequestro e dell’atto di nomina dell’amministratore.
  2. Verifica quali beni, quote o conti siano vincolati e in quale misura.
  3. Prepara bilanci, libro soci, contratti con i lavoratori, estratti conto e contratti con i fornitori.
  4. Incontra l’amministratore tramite il difensore per concordare comunicazioni e priorità.
  5. Presenta istanza per lo svincolo delle somme necessarie a stipendi, contributi e imposte.
  6. Valuta con il difensore ricorso al riesame o istanza di revoca, secondo i termini di legge.
  7. Segui con il consulente del lavoro le posizioni dei dipendenti e controlla eventuali licenziamenti.

Quali sono i tempi dalla nomina alla relazione dell’amministratore?

Puoi aspettarti una sequenza abbastanza fissa.

  1. Prime ore → l’amministratore prende possesso di sedi, registri e conti; la difesa acquisisce decreto e atto di nomina.
  2. Primi giorni → si comunicano le nuove istruzioni a banche, fornitori e lavoratori e si chiede lo svincolo per i salari.
  3. Settimane → l’amministratore deposita la relazione e il piano di gestione; si valuta riesame o istanza di revoca.
  4. Mesi → verifiche periodiche e, se il quadro cambia, richiesta di restituzione dell’impresa con rendiconto.

Nelle prime ore l’amministratore prende possesso di sedi, registri e conti. Nei primi giorni informa banche, fornitori e dipendenti e fotografa lo stato dell’impresa. Nelle settimane successive deposita la relazione al giudice e propone un piano di gestione. Nei mesi seguenti arrivano le verifiche periodiche e, se il procedimento si sposta verso l’archiviazione o l’assoluzione, la difesa chiede la restituzione dell’impresa e il rendiconto della gestione.

Quanto costa la difesa quando la tua azienda ha un amministratore giudiziario?

Il compenso del difensore lo concordi con preventivo scritto prima dell’incarico (art. 13 L. 247/2012), con i parametri ministeriali del DM 55/2014 e successivi aggiornamenti come riferimento. Il compenso dell’amministratore è liquidato dal giudice e non dipende dal titolare. Tra le spese del caso rientrano il consulente del lavoro, il commercialista di parte e, per le società estere, traduzioni e avvocato locale nello Stato di registrazione. Il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002) puoi chiederlo, come persona fisica, se hai i requisiti.

Voci di spesa nella difesa del titolare di un’azienda sotto amministrazione giudiziaria
VoceQuando compareNota
Difesa del titolareRiesame, istanze, rapporti con l’amministratorePreventivo scritto prima dell’incarico
Consulente del lavoroPosizioni dei dipendenti e retribuzioniUtile per istanze sugli stipendi
Commercialista di parteBilanci, ricavi, origine del capitaleSupporta la prova dell’estraneità
Traduzioni e avvocato localeSocietà estera o offshoreCooperazione con lo Stato di registrazione

Quali documenti devi preparare dopo la nomina dell’amministratore?

Per interloquire con l’amministratore devi avere in mano carte che dimostrino la gestione ordinaria e separino i ruoli dei soci: prepara per tempo ciò che segue e conserva le copie, perché ti serviranno anche per il riesame.

Documenti da preparare per interloquire con l’amministratore giudiziario
DocumentoChe cosa dimostraUso
Visura camerale e statutoAssetto societario formaleIndividuare chi governa l’impresa
Libro soci e atti di cessione quoteTitolarità effettivaSeparare soci incolpevoli e indagato
Libro unico del lavoro e contrattiRapporti con i dipendentiIstanza per gli stipendi
Bilanci e dichiarazioni fiscaliContinuità e liceità dei ricaviPiano di prosecuzione
Contratti con clienti e fornitoriOperatività realeEvitare la perdita di commesse

Questi documenti servono a due scopi: convincere l’amministratore che l’impresa può proseguire e convincere il giudice che non è strumentale al reato. Se ne manca qualcuno, chiedilo subito al commercialista o al consulente del lavoro, senza aspettare la scadenza dei termini.

Che differenza c’è tra società italiana e società estera sotto amministrazione?

Se la tua impresa è estera, il confronto qui sotto ti mostra dove aspettarti più ostacoli.

Amministrazione giudiziaria di una società italiana e di una società estera a confronto
AspettoSocietà italianaSocietà estera o offshore
Accesso a registri e contiDiretto, tramite l’amministratoreRichiede cooperazione giudiziaria con lo Stato di registrazione
Individuazione dei soci effettiviVisura e libro sociCatene di partecipazioni da ricostruire
Esecuzione del sequestroImmediata in ItaliaSubordinata al riconoscimento straniero
DifensoreAvvocato italianoAvvocato italiano coordinato con un legale locale

💬 Domanda tipica: «Sono un dipendente: il mio datore è stato arrestato per droga e l’azienda ha un amministratore giudiziario. Perdo il posto?» No, il sequestro non estingue il rapporto di lavoro. L’amministratore decide se proseguire o riorganizzare l’attività, e i licenziamenti restano soggetti alle regole ordinarie. Retribuzioni e contributi restano dovuti: se i pagamenti ritardano, segnalalo subito a un consulente del lavoro o a un sindacato, perché la difesa dell’impresa può chiedere lo svincolo delle somme per i salari. Conserva buste paga e comunicazioni ricevute.

⚠️ Attenzione: dopo il decreto non puoi più disporre dei beni aziendali. Pagamenti, cessioni o ordini a fornitori compiuti per conto tuo possono essere privi di effetto e dare luogo a nuove contestazioni. Ogni richiesta passa dall’amministratore giudiziario o dal giudice, tramite il difensore.

Quali sono i riferimenti normativi?

Se vuoi sapere su che basi si regge il tuo caso, ecco le norme: i reati di droga sono previsti dall’art. 73 e dall’art. 74 del DPR 309/1990. La figura dell’amministratore giudiziario è delineata dalle norme sul sequestro e dalla disciplina del Codice antimafia, che ne regola compiti, relazioni e rapporti con il giudice, mentre le norme di attuazione del codice di procedura penale ne richiamano la nomina nei sequestri d’azienda. La responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi nel loro interesse è disciplinata da una legge speciale distinta dal codice penale.

Sul piano delle garanzie, l’art. 6 CEDU assicura il diritto a un processo equo e l’art. 8 CEDU tutela la vita privata e familiare, incluso il legame con l’impresa di famiglia. Secondo l’orientamento consolidato della Cassazione, il sequestro di un’intera azienda richiede la prova del nesso con il reato e non può fondarsi su una semplice posizione di titolarità del soggetto indagato.

Se sei all’estero e si discute di rientro, ti interessa anche la pagina sul rimpatrio dei detenuti per droga, che spiega il trasferimento secondo la DQ 2008/909/GAI e la Convenzione di Strasburgo del 1983.

Quali errori devi evitare quando la tua azienda è sotto amministrazione giudiziaria?

  • Non continuare a dare ordini a dipendenti e fornitori come se nulla fosse: gli atti compiuti senza potere possono essere dichiarati inefficaci e peggiorano la posizione del titolare.
  • Evita di ostacolare l’accesso dell’amministratore a registri e conti: la condotta può integrare contestazioni autonome e ritardare lo svincolo.
  • Non diffondere sui social foto o notizie sull’arresto: oltre al danno reputazionale, si rischia di fornire elementi utilizzabili contro l’impresa, come ricorda la pagina sulla rimozione di foto e notizie dai social network.
  • Non ritardare le istanze per gli stipendi: il lavoratore non pagato può rivolgersi al giudice del lavoro e l’impresa perde risorse.
  • Evita di licenziare in massa senza una verifica legale: un recesso illegittimo apre cause che si aggiungono al sequestro, tema trattato nella pagina sul licenziamento illegittimo.
  • Non presentare bilanci incoerenti: il giudice legge la contraddizione come indizio di opacità e conferma il sequestro.

Come può andare in pratica? Un caso ricostruito a scopo illustrativo

Esempio: un’impresa di autotrasporti a conduzione familiare, con quindici dipendenti, viene sequestrata perché il titolare è accusato di aver usato un mezzo per trasportare stupefacenti. Scenario: arriva un amministratore giudiziario, i conti sono bloccati e i salari non vengono pagati. Strategia: il difensore documenta che il resto della flotta opera da anni in modo regolare, produce bilanci e contratti con i clienti, e chiede lo svincolo delle somme per i salari e il pagamento dei contributi. Esito possibile: il giudice autorizza i pagamenti, l’azienda continua a operare sotto amministrazione e solo il mezzo utilizzato per il reato resta oggetto di confisca, con un risultato parziale che salva l’occupazione ma non restituisce subito la gestione al titolare.

Come può aiutarti lo studio

L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli (n. 14553) e cassazionista, ti assiste, con familiari e soci, nei sequestri d’azienda collegati a procedimenti per droga, con sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e una rete di avvocati corrispondenti in Italia, in Unione europea e nei Paesi terzi. Lo studio esamina il decreto, interloquisce con l’amministratore giudiziario e predispone istanze per stipendi e continuità.

Per l’azione volta a ottenere la restituzione dell’impresa, la pagina sul dissequestro dell’azienda approfondisce i rimedi. Per un primo contatto usa la pagina contatti o chiama e scrivi su WhatsApp al +39 335 669 3954.

Domande frequenti

Chi nomina l'amministratore giudiziario della tua azienda?

La nomina spetta al giudice che dispone il sequestro dell'azienda o delle quote societarie, nell'ambito del procedimento penale. Si sceglie un professionista iscritto all'apposito albo, con competenze di gestione d'impresa. Il titolare non può scegliere la persona, ma può segnalare circostanze che incidono sulla nomina e chiedere la sostituzione per ragioni oggettive.

Puoi continuare a gestire la tua azienda dopo il sequestro?

In genere no: con la nomina dell'amministratore giudiziario i poteri di gestione passano a lui, sotto la vigilanza del giudice. Al titolare restano i diritti di difesa, di informazione e di impugnazione. Si possono richiedere autorizzazioni, proporre piani di continuità e chiedere la revoca del sequestro se vengono meno i presupposti.

Se la tua azienda è sequestrata, i dipendenti ricevono gli stipendi?

Sì, di norma l'amministratore giudiziario prosegue l'attività e provvede alle retribuzioni con gli incassi dell'impresa, con autorizzazione del giudice per le spese straordinarie. Se i conti sono bloccati, la difesa chiede lo svincolo delle somme necessarie ai salari. I ritardi vanno segnalati subito per evitare contenziosi di lavoro.

Cosa succede se la tua società è registrata all'estero?

Il sequestro di una società estera richiede cooperazione giudiziaria con lo Stato di registrazione e l'accertamento di chi la controlla davvero. L'amministratore giudiziario può incontrare ostacoli pratici nel reperire documenti e conti. La difesa deve contestare, se il caso lo consente, il nesso tra la società e il reato di droga contestato.

Se sei il titolare, il sequestro comporta il licenziamento dei dipendenti?

No, il sequestro non estingue di per sé i rapporti di lavoro. L'amministratore decide se proseguire o ridurre l'attività, e i licenziamenti restano soggetti alle regole ordinarie del diritto del lavoro. Un licenziamento ingiustificato può essere impugnato, e il tema è collegato alle tutele trattate nella pagina sul licenziamento illegittimo.

Come ottieni la revoca del sequestro della tua azienda?

Si presenta istanza al giudice che procede o ricorso al tribunale del riesame, dimostrando l'estraneità dell'impresa al reato, l'origine lecita del capitale e la mancanza del nesso con il profitto contestato. La difesa produce bilanci, contratti e prove di una gestione ordinaria. L'esito dipende dalla solidità documentale.

Se sei il titolare, l'amministratore giudiziario può vendere i beni dell'azienda?

Di regola amministra e conserva: gli atti di straordinaria amministrazione, come la vendita di beni rilevanti o l'assunzione di nuovi finanziamenti, richiedono l'autorizzazione del giudice. Il titolare, tramite il difensore, può opporsi con istanza motivata se la vendita danneggia il valore dell'impresa o la sua continuità operativa.

Avv. Massimo Romano — Avvocato penalista

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Contenuto informativo redatto e rivisto dall'avvocato; non sostituisce un parere sul caso concreto. Ultima revisione: 28/10/2026.