Se ti hanno sequestrato denaro, immobili, veicoli, conti o quote societarie in un procedimento per droga, puoi impugnare il sequestro dei beni con il riesame davanti al Tribunale entro dieci giorni dall’esecuzione e, per violazione di legge, con ricorso in Cassazione. Ottieni il dissequestro se provi l’origine lecita del bene o la tua estraneità al reato contestato.
Che cos’è il sequestro dei beni nei reati di droga?
Se ti hanno sequestrato dei beni, devi sapere che il sequestro è la misura con cui l’autorità giudiziaria sottrae temporaneamente alla disponibilità dell’indagato, o di chi risulta intestatario, cose che potrebbero essere confiscate. Nel diritto degli stupefacenti si muove su due piani: colpisce il profitto e gli strumenti del reato di cui all’art. 73 DPR 309/1990, e il patrimonio dell’associazione ex art. 74 DPR 309/1990.
Esistono tre grandi famiglie di misure:
- sequestro probatorio: serve ad acquisire cose utili all’accertamento dei fatti, come telefoni, documenti, contabilità;
- sequestro preventivo: impedisce l’aggravarsi del reato o assicura la confisca di cose pertinenti al reato o del profitto;
- sequestro per equivalente: colpisce beni di valore corrispondente al profitto quando questo non si trova più.
A queste si aggiunge, con presupposti e giudice diversi, la misura di prevenzione patrimoniale prevista dal Codice antimafia (d.lgs. 159/2011), che può viaggiare in parallelo al procedimento penale e di cui si occupa la pagina su ricorso contro le misure di prevenzione.
Chi può essere colpito dal sequestro
Se sei un familiare o un socio, devi sapere che il provvedimento può raggiungere l’indagato, i suoi familiari, le società a lui riferibili e chiunque risulti intestatario di beni nella sua disponibilità effettiva. La giurisprudenza consolidata della Cassazione ammette il sequestro di beni formalmente di terzi quando l’intestazione è apparente. Per questo il coniuge, il convivente, il figlio o l’amministratore di una società possono trovarsi a difendere un patrimonio che ritengono proprio, come spiega la guida sui beni del coniuge e la tutela dei terzi estranei.
Quando il sequestro è illegittimo
Puoi far cadere il sequestro quando manca il fumus del reato, cioè una ragionevole probabilità che il fatto contestato sia stato commesso, oppure quando non si dimostra la pertinenza del bene al reato. Cade anche se il vincolo è sproporzionato rispetto al profitto ipotizzato o se i beni colpiti sono stati acquisiti in modo lecito e documentabile.
Cosa succede quando scatta il sequestro e come si svolgono i primi giorni?
Se ti è stato notificato un sequestro, sappi che segue una sequenza riconoscibile. Conoscerla ti aiuta a non perdere i termini e a capire quando devi intervenire.
| Momento | Cosa accade | Cosa fa la difesa |
|---|---|---|
| Prime ore | Esecuzione del decreto o dell’ordinanza; verbale di sequestro; eventuale nomina di un custode | Chiede copia del verbale, individua i beni vincolati, raccoglie i primi documenti |
| Primi giorni | Convalida o conferma da parte del giudice, se il sequestro è stato urgente | Verifica la competenza e la motivazione, prepara la richiesta di riesame |
| Termine breve dal sequestro | Scade il termine per il riesame reale | Deposita l’istanza con memoria e documenti di provenienza |
| Settimane successive | Udienza davanti al Tribunale del riesame; decisione | Discute fumus e proporzionalità, produce la perizia contabile |
| Mesi successivi | Eventuale ricorso per cassazione; richieste di revoca o riduzione | Segnala fatti nuovi, chiede la restituzione di beni non pertinenti |
Il passaggio più delicato resta il primo: un verbale incompleto, una dichiarazione resa senza difensore o un documento non prodotto in tempo condizionano a lungo la strategia. Chi riceve un sequestro, o lo riceve un familiare, dovrebbe conservare ogni carta e non firmare dichiarazioni sull’origine dei beni senza avere sentito un legale.
Come si ottiene il dissequestro dei beni?
Puoi ottenere il dissequestro dimostrando che il bene non è pertinente al reato, che ha origine lecita o che appartiene a un terzo in buona fede. Si procede con il riesame, con la richiesta di revoca al giudice che ha disposto la misura e, in extremis, con il ricorso per cassazione per violazione di legge.
Il riesame reale
Se vuoi reagire subito, il riesame è lo strumento principale: è un giudizio su atti, rapido, davanti al tribunale del capoluogo di provincia in composizione collegiale. La difesa può produrre documenti nuovi, e il tribunale può annullare, riformare o confermare il decreto. Una motivazione generica sul rapporto tra bene e reato è il difetto che più spesso conduce all’annullamento.
La richiesta di revoca
Quando il termine per il riesame è scaduto, o sono sopravvenuti fatti nuovi, puoi chiedere al giudice di revocare il sequestro. È la sede in cui si porta, per esempio, una perizia contabile che spiega l’origine lecita del denaro, come illustrano le pagine su perizia contabile e difesa patrimoniale e documentazione fiscale.
Il ricorso per cassazione
Contro l’ordinanza del riesame si ricorre in Cassazione soltanto per violazione di legge, comprese le motivazioni apparenti o inesistenti. Il ricorso non riapre il merito: serve a censurare errori sulla qualificazione del bene, sulla pertinenza al reato o sulla mancata valutazione di una prova decisiva. Sui tempi si veda la guida a quanto dura la Cassazione.
Il dissequestro delle misure reali all’estero
Quando i beni sono in un altro Paese, si contesta il sequestro anche davanti al giudice locale, con un avvocato abilitato in quel foro. Il coordinamento tra le due difese evita decisioni contraddittorie, argomento affrontato nelle pagine su società offshore e trust estero.
Sequestro, sequestro per equivalente e confisca allargata: quali differenze?
Devi sapere che il sequestro, il sequestro per equivalente e la confisca allargata sono strumenti diversi, con un diverso onere della prova per l’accusa e per la difesa. Distinguerli è il primo passo per scegliere gli argomenti giusti.
| Misura | A cosa mira | Nesso con il reato | Punto debole tipico |
|---|---|---|---|
| Sequestro preventivo diretto | Bloccare cose che sono prezzo, prodotto o profitto | Richiesto | Mancata prova della pertinenza |
| Sequestro per equivalente | Colpire beni di valore pari al profitto | Non richiesto | Calcolo del profitto, duplicazioni tra concorrenti |
| Confisca allargata | Colpire patrimonio sproporzionato al reddito | Presunto, vincibile con prova contraria | Giustificazione documentata dell’origine |
| Misura di prevenzione | Neutralizzare patrimonio di soggetti pericolosi | Non penale, autonomo | Pericolosità e sproporzione |
Il sequestro per equivalente è trattato nella pagina dedicata al ricorso contro il sequestro per equivalente; la sproporzione tra beni e reddito è approfondita in sproporzione patrimoniale e arresto.
Profitto, prezzo e prodotto del reato
Nel traffico di stupefacenti il profitto è il vantaggio economico ricavato, il prezzo è quanto è stato dato per commettere il reato, il prodotto è ciò che il reato ha generato. Distinguerli serve perché solo il profitto e il prezzo possono dare luogo a sequestro per equivalente, e perché la quantificazione si contesta con elementi tecnici.
La sproporzione patrimoniale
Nei casi per cui la legge lo consente, la confisca può raggiungere beni di valore sproporzionato al reddito dichiarato o all’attività economica svolta, di cui il condannato non giustifichi la provenienza. In pratica la difesa deve spiegare, con documenti, come ogni bene sia stato acquistato: stipendi, eredità, donazioni, prestiti, vendite. Su questo tema si leggono le guide sull’origine lecita del denaro e sulla giustificazione del contante.
Quali beni vengono sequestrati più spesso, e come si recuperano?
Se ti chiedi cosa rischi di perdere, sappi che gli organi inquirenti sequestrano ciò che è facile da individuare: contanti, veicoli, conti correnti, immobili, orologi e oggetti di valore, quote societarie. Ogni categoria ha una prova di titolarità e un percorso di restituzione propri.
Conti correnti e denaro
Il blocco del conto impedisce pagamenti, stipendi e rate di mutuo. La difesa può chiedere la liberazione di somme di provenienza lecita, come lo stipendio o la pensione, che vanno distinte dai movimenti sospetti; vedi sblocco del conto corrente e il caso specifico del dissequestro dello stipendio.
Immobili e casa di famiglia
L’immobile sequestrato può essere la casa in cui vive una famiglia che nulla c’entra con il reato. La difesa dimostra l’acquisto con fondi leciti, l’assenza di collegamento con il traffico e la proporzione tra valore del bene e profitto presunto; si veda il sequestro dell’immobile familiare.
Veicoli, imbarcazioni e beni mobili
Auto, moto, camper e imbarcazioni sono sequestrati quando usati per il trasporto della sostanza o ritenuti profitto. Chi è proprietario estraneo può chiedere la restituzione provando di non aver conosciuto l’uso illecito; sul tema le guide su moto e camper sequestrati e sullo yacht e il proprietario estraneo.
Beni di lusso, metalli preziosi e criptovalute
Orologi, gioielli, lingotti d’oro e wallet crypto sono oggetto di sequestro perché facilmente occultabili e trasferibili. La restituzione richiede fatture, certificati, tracciabilità dei pagamenti e, per le criptovalute, la ricostruzione dei flussi on-chain; approfondimenti in sblocco degli orologi di lusso, lingotti d’oro e wallet crypto.
Aziende e quote societarie
Se il sequestro colpisce un’azienda, il giudice può nominare un amministratore giudiziario. La difesa lavora su due fronti: dimostrare la liceità dell’attività e controllare l’operato dell’amministratore. Le pagine su dissequestro dell’azienda e nomina dell’amministratore giudiziario sviluppano il tema.
Come si tutela il terzo estraneo, il coniuge o il familiare?
Se sei un terzo estraneo, ti trovi nella posizione di chi non ha partecipato al reato e vanta un diritto sul bene sequestrato: proprietà, comproprietà, usufrutto, credito garantito. Può intervenire nel procedimento di sequestro e di confisca, chiedere la restituzione e dimostrare la propria buona fede, cioè la mancata conoscenza dell’uso illecito.
- Raccogli i titoli di proprietà: atti notarili, contratti, libretti, ricevute di pagamento.
- Documenta la provenienza dei fondi: estratti conto, buste paga, dichiarazioni dei redditi, atti di donazione o successione.
- Evidenzia la data dell’acquisto: se anteriore ai fatti contestati, il nesso con il reato si indebolisce.
- Individua il giudice competente: durante le indagini è il giudice che ha disposto il sequestro; dopo la condanna interviene il giudice dell’esecuzione.
- Deposita istanza motivata di restituzione o di intervento nel procedimento, con memoria e allegati.
- Valuta il riesame, se il terzo è legittimato e il termine è aperto.
Nelle situazioni familiari il giudice guarda alla convivenza, alla gestione comune dei conti, alla disponibilità effettiva dei beni. Le pagine su donazione familiare e protezione dei beni ereditari mostrano come si documentano passaggi di patrimonio che hanno una causa lecita.
Il prestanome e il titolare effettivo
Chi ha intestato un bene o una società per conto d’altri, senza sapere dell’uso illecito, può essere considerato prestanome incolpevole; chi lo ha fatto sapendo rischia di rispondere in concorso. La differenza si gioca sulla consapevolezza, argomento della pagina sul prestanome incolpevole nello spaccio.
Cosa puoi fare quando i beni sono all’estero, tra società, trust e conti?
Se il tuo patrimonio è collocato in più Paesi, devi aspettarti più procedimenti. L’Italia può chiedere il sequestro tramite rogatoria o ordine di congelamento europeo; il Paese estero può disporre misure autonome. Per questo la difesa non è mai solo italiana.
- Società estere e holding: la difesa ricostruisce chi è il titolare effettivo e se le attività sono operative; vedi società offshore e traffico.
- Trust, conti e immobili all’estero: la regola locale sulla segregazione patrimoniale decide se il bene è raggiungibile; vedi trust estero e protezione dei beni.
- Estradizione e MAE: la consegna della persona segue l’art. 697-722 c.p.p. per l’estradizione e la L. 69/2005 per il mandato d’arresto europeo; i beni seguono canali paralleli.
- Misure di prevenzione: possono colpire anche patrimoni all’estero tramite cooperazione; si veda il ricorso contro la prevenzione e la guida alla sorveglianza speciale.
Il Paese estero richiede quasi sempre un avvocato locale iscritto al proprio foro; il difensore italiano coordina strategie, traduzioni e documenti. Anche il consolato e la Farnesina possono essere informati dalla famiglia, ma non sostituiscono la difesa.
Quali documenti servono per categoria di bene
| Bene sequestrato | Documenti che provano la provenienza | Dove si presentano |
|---|---|---|
| Contanti | Estratti di prelievo, atti di vendita, buste paga, eredità | Riesame o istanza di revoca |
| Conto corrente | Estratti conto storici, contratti di lavoro, dichiarazioni dei redditi | Giudice che ha disposto il vincolo |
| Immobile | Rogito, mutuo, prova dei fondi, eventuale donazione con atto pubblico | Riesame, poi giudice dell’esecuzione |
| Veicolo o imbarcazione | Contratto di acquisto, pagamento tracciato, assicurazione, uso effettivo | Istanza di restituzione |
| Quote societarie | Atto costitutivo, bilanci, verbali, prova dell’attività | Riesame e amministratore giudiziario |
Quali autorità intervengono in un sequestro di beni e che ruolo hanno?
Un sequestro di beni coinvolge più uffici, e ogni passaggio ha un interlocutore diverso. Se sai a chi devi rivolgere l’istanza, eviti di perdere giorni con un atto depositato davanti all’organo sbagliato.
| Autorità | Funzione | Atto della difesa |
|---|---|---|
| Pubblico ministero | Dirige le indagini, chiede il sequestro preventivo, dispone quello probatorio | Memorie, richiesta di restituzione delle cose non utili alle indagini |
| Giudice per le indagini preliminari | Dispone o convalida il sequestro preventivo | Istanza di revoca, memoria sul fumus |
| Tribunale del riesame | Controlla il vincolo in composizione collegiale, su atti | Richiesta di riesame con documenti, entro dieci giorni dall’esecuzione |
| Corte di cassazione | Verifica soltanto la violazione di legge | Ricorso contro l’ordinanza del riesame |
| Giudice dell’esecuzione | Decide su confisca e restituzioni dopo la sentenza | Incidente di esecuzione |
| Autorità straniera | Esegue rogatorie e ordini di congelamento sul proprio territorio | Opposizione locale con avvocato abilitato |
⚠️ Attenzione: il termine di dieci giorni per il riesame decorre dal giorno dell’esecuzione o da quello in cui l’interessato ha avuto notizia del sequestro; l’avviso dato a voce dal custode o dalla banca non lo sposta. Ogni titolare del bene ha un termine proprio: il coniuge o il socio che aspetta la mossa dell’indagato rischia di vedere chiusa la via più rapida.
Come si imposta la strategia difensiva sui beni, dalle indagini al giudicato?
Devi organizzare la difesa patrimoniale per fasi, perché in ciascuna cambiano giudice, prove ammesse e obiettivo. Chi arriva al processo senza aver costruito il fascicolo documentale nelle indagini recupera con fatica il terreno perduto.
Nelle indagini: fissare i fatti e proporre il riesame
Nella fase delle indagini il giudice decide su una ricostruzione offerta dal pubblico ministero. La difesa ottiene copia degli atti depositati a sostegno della richiesta, individua i beni realmente vincolati e controlla se il decreto elenca gli immobili con dati catastali esatti o usa formule generiche. In parallelo avvia le investigazioni difensive: dichiarazioni del notaio, del datore di lavoro, del venditore, dell’istituto di credito. Il riesame reale, con documenti nuovi, è l’occasione per portare questi elementi davanti a un collegio.
Nel giudizio di merito: contestare il profitto e il nesso
Nel processo il sequestro si intreccia con l’accertamento della responsabilità. La difesa chiede perizie contabili sul profitto, contesta la quantità di sostanza attribuita e la durata del traffico, e sostiene che i beni sono stati acquistati prima dei fatti o con risorse proprie. Una condanna ridotta a un reato meno grave, per esempio con esclusione dell’associazione ex art. 74 DPR 309/1990, riduce la portata delle misure patrimoniali. Chi valuta un rito alternativo, come l’applicazione della pena su richiesta (art. 444 c.p.p.), deve prima misurarne gli effetti sulla confisca.
Nell’esecuzione: restituzioni e beni dei terzi
Dopo la sentenza il giudice dell’esecuzione decide su beni non pertinenti e su richieste dei terzi. Qui si discute di quote, di garanzie ipotecarie anteriori, di beni di famiglia rimasti vincolati oltre il necessario. I tempi sono lunghi, ma il fascicolo costruito nelle fasi precedenti consente di chiedere la restituzione con prove già ordinate.
Come cambia la difesa a seconda di chi possiede il bene?
La stessa casa o lo stesso conto richiedono argomenti diversi secondo la posizione di chi li rivendica. Il giudice distingue l’indagato, il familiare, il socio e il terzo acquirente, e applica a ciascuno criteri di prova propri.
| Profilo | Rischio principale | Leva difensiva |
|---|---|---|
| Indagato intestatario | Sequestro diretto, per equivalente e confisca allargata | Perizia sul profitto, cronologia degli acquisti |
| Coniuge o convivente | Bene ritenuto nella disponibilità effettiva dell’indagato | Redditi propri, pagamenti tracciati, titolo anteriore ai fatti |
| Figlio o genitore | Intestazione ritenuta fittizia | Atto di donazione o successione con data certa |
| Socio o amministratore | Quote vincolate, azienda affidata a un amministratore giudiziario | Prova dell’attività reale, bilanci, ruolo effettivo |
| Acquirente di buona fede | Bene ceduto dopo i fatti che segue il vincolo | Prezzo pagato con mezzi tracciati, ignoranza dell’origine |
| Creditore con garanzia | Concorso del vincolo con ipoteca o pegno | Atto di garanzia anteriore e relativa iscrizione |
💬 Domanda tipica: «Mi hanno sequestrato il conto cointestato perché mio marito è indagato per droga, ma lo stipendio che ci arriva è il mio: posso riavere almeno quello?» Sì: si chiede lo svincolo della parte riferibile ai tuoi redditi, allegando buste paga, estratti di accredito e prova che la cointestazione serve alla vita familiare. Se la somma è mista, il consulente separa gli accrediti per fonte e la difesa propone lo svincolo parziale, lasciando il vincolo solo sulla quota non spiegata. Conviene depositare l’istanza subito e non muovere denaro dal conto.
Quali argomenti convincono il Tribunale e quali vengono respinti?
Se ti presenti al riesame, devi sapere che il collegio legge molti ricorsi e riconosce subito quelli costruiti su affermazioni senza riscontro. Distinguere gli argomenti che reggono da quelli che si ritorcono contro chi li usa orienta la scrittura dell’atto.
Argomenti che reggono
- La motivazione del decreto non spiega perché quel bene sia pertinente al reato o perché valga quanto il profitto indicato.
- Il bene è stato acquistato prima dei fatti contestati, con un pagamento tracciato e coerente con i redditi di allora.
- Il vincolo colpisce una quota eccessiva del patrimonio rispetto al profitto ipotizzato.
- Il terzo ha un titolo autonomo, con data certa, e non ha tratto vantaggio dal traffico.
Argomenti che vengono respinti
- Affermazioni generiche sui «risparmi di famiglia» senza estratti conto, atti o dichiarazioni dei redditi.
- Documenti formati dopo il sequestro, privi di data certa e di riscontri bancari.
- Contestazioni sul merito dell’accusa spese in sede di riesame reale, dove si discute del vincolo e non della colpevolezza.
- Richieste di restituzione di beni usati per il trasporto della sostanza, senza prova di estraneità del proprietario.
Schema temporale: quali tempi seguono un sequestro di beni?
I tempi dipendono dall’ufficio e dal carico, ma la successione degli eventi è stabile. Conoscerla permette di pianificare i documenti e di non confondere i termini perentori con quelli ordinatori.
- Prime ore: esecuzione del decreto, verbale, nomina del custode. Se è avvenuto anche un arresto in flagranza, la convalida segue entro 48 più 48 ore (art. 391 c.p.p.). La difesa chiede copia del verbale e blocca ogni movimento sui beni.
- Primi giorni: il difensore legge la motivazione, individua i titolari dei beni e deposita la richiesta di riesame entro dieci giorni dall’esecuzione, con i documenti già disponibili.
- Settimane: udienza davanti al Tribunale del riesame e decisione; se il sequestro è confermato, si valuta il ricorso per cassazione per violazione di legge.
- Mesi: richieste di revoca o riduzione per fatti nuovi, perizia sul profitto, eventuale rogatoria per i beni all’estero e confronto con l’amministratore giudiziario sull’azienda.
- Fase di merito ed esecuzione: decisione sulla confisca con la sentenza e, dopo, incidente di esecuzione per beni non pertinenti o per i diritti dei terzi.
Quanto costa la difesa in un procedimento di sequestro dei beni?
Il compenso dell’avvocato si concorda con un preventivo scritto prima dell’incarico, come prevede l’art. 13 della L. 247/2012, e non dipende dall’esito del sequestro. Come riferimento si usano i parametri forensi del DM 55/2014 e dei successivi aggiornamenti, che distinguono le fasi dello studio, della fase introduttiva, della trattazione e della decisione.
Oltre al compenso, il fascicolo patrimoniale comporta spese vive che il preventivo deve elencare:
- consulenza contabile o perizia finanziaria per ricostruire profitto e fonti lecite;
- traduzioni giurate e legalizzazione dei documenti esteri;
- compenso dell’avvocato locale quando il bene si trova all’estero;
- trasferte per udienze e per l’esame dei beni;
- cauzione o garanzia, nei Paesi dove l’ordinamento locale la prevede per liberare un bene.
Quando ne ricorrono i presupposti di legge, la persona può chiedere il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002); la valutazione dei requisiti si fa sul caso concreto, senza che sia possibile indicare soglie in via generale. Per un primo esame del provvedimento e dei termini scrivi o chiama il numero indicato in fondo alla pagina.
Quali errori devi evitare dopo il sequestro?
- Evita di aspettare la conferma del sequestro: il termine per il riesame decorre dall’esecuzione; lasciarlo scadere chiude la via più rapida.
- Non dichiarare l’origine del denaro senza documenti: una versione orale contraddetta dalle carte indebolisce l’intera difesa patrimoniale.
- Evita di spostare o vendere beni dopo il sequestro: gli atti dispositivi possono essere letti come condotte di elusione e dare luogo a nuovi addebiti.
- Prepara solo documenti coerenti: date non verificabili, scritture senza data certa, bonifici non riferibili al bene sono lette contro chi li esibisce.
- Evita di confondere i beni dell’indagato con quelli del familiare: la commistione dei conti favorisce l’estensione del sequestro al terzo.
- Non trascurare le misure all’estero: lasciare un conto bloccato fuori dall’Italia senza difesa locale significa perdere la possibilità di contestarlo.
Quali norme devi conoscere sul sequestro dei beni?
- Art. 73 DPR 309/1990: punisce produzione, traffico, cessione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti; è il reato da cui di norma origina il profitto sequestrabile.
- Art. 74 DPR 309/1990: punisce l’associazione finalizzata al traffico; è il presupposto di misure patrimoniali più estese.
- Art. 697-722 c.p.p.: disciplinano l’estradizione e i rapporti con le autorità straniere.
- L. 69/2005: attua il mandato d’arresto europeo; la decisione quadro 2002/584/GAI è il suo fondamento europeo.
- Art. 6 CEDU: garantisce un processo equo, compreso il diritto di difendersi su misure patrimoniali che incidono sui beni.
- Codice antimafia (d.lgs. 159/2011): regola le misure di prevenzione patrimoniale, autonome rispetto al processo penale.
Le norme sul sequestro preventivo e sul riesame reale sono nel codice di procedura penale; le regole sulla confisca nel codice penale e nel testo unico stupefacenti. Le soglie e i termini vanno verificati sul provvedimento concreto.
Quali casi ricostruiti a scopo illustrativo ti aiutano a capire?
Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’appartamento della madre
Scenario. Un uomo è indagato per cessione di stupefacenti; la Procura dispone il sequestro dell’appartamento intestato alla madre, ritenendolo acquistato con proventi illeciti. Strategia. La difesa deposita l’atto di acquisto, gli estratti dei conti della madre, la prova della vendita di un precedente immobile e la data certa del versamento. Il riesame è proposto nel termine. Esito possibile. Il tribunale può annullare il sequestro se la motivazione sul nesso tra bene e reato risulta apparente e la provenienza lecita è provata.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: il contante senza carte
Scenario. Durante una perquisizione si trovano somme in contanti presso l’indagato, che dichiara di averle accumulate lavorando in nero e non ha documenti. La somma è vincolata. Strategia. La difesa tenta di ricostruire i guadagni con testimonianze e ricevute informali, ma la tracciabilità manca. Esito possibile, sfavorevole. Il giudice conferma il sequestro, e il denaro può essere confiscato; resta la possibilità di chiedere la riduzione se il profitto contestato è sovrastimato, ma la restituzione piena non è raggiunta.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: le quote della società di famiglia
Scenario. Un padre è indagato per art. 74 DPR 309/1990 e il giudice sequestra le sue quote in una società di autotrasporti, affidata a un amministratore giudiziario. I due figli, soci per una quota minoritaria e dipendenti dell’impresa, temono la chiusura e la perdita del lavoro. Strategia. La difesa dei figli produce atto costitutivo, bilanci degli ultimi esercizi, contratti con i clienti e prova dei conferimenti da loro effettuati con mezzi propri; chiede la restituzione della propria quota e il controllo dei costi dell’amministratore. Esito possibile, parziale. Il giudice può liberare la quota dei figli, ma lasciare il vincolo su quella del padre e sui mezzi riferibili al traffico; l’azienda continua con la gestione giudiziaria.
Come può aiutarti lo studio?
L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli (n. 14553) e cassazionista dal 2015, assiste persone e famiglie nei procedimenti penali in materia di stupefacenti, comprese le misure patrimoniali. Lo studio ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e opera con avvocati corrispondenti in Italia, in Europa e in Paesi terzi.
Se un tuo familiare ha subito un sequestro o hai ricevuto un decreto, tieni a portata di mano il verbale e i documenti sui beni, poi scrivi o chiama il numero +39 335 669 3954, anche su WhatsApp: una prima valutazione dei termini si fa subito. Per le modalità di contatto vedi la pagina contatti e la presentazione dello studio.
