+39 335 669 3954

Sequestri e confisca

Hai intestato un bene o una società a un altro e ora si parla di spaccio: sei un prestanome incolpevole e cosa rischi?

Se hai intestato un bene o una società senza sapere dello spaccio, puoi dimostrare la buona fede. Avv. Massimo Romano, cassazionista: scrivi h24.

Di , Avvocato penalista – patrocinante in CassazioneIscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553 · Albo speciale cassazionisti dal 23/10/2015 · → Profilo completoPubblicato il · Aggiornato il · ⏱ 14 minuti di lettura

▶ Risposta diretta

Se hai intestato un bene, un conto o una società a una persona poi indagata per spaccio, non rispondi del reato quando provi la tua buona fede, ma il bene resta sequestrabile finché il giudice non esclude il nesso con il traffico previsto dall'art. 73 DPR 309/1990. Devi mostrare di non conoscere la finalità illecita con istruzioni scritte, compensi ordinari e assenza di contatti con gli indagati. Il Tribunale del riesame decide sul sequestro e puoi chiedere la restituzione al giudice competente. Il primo passo è conservare messaggi, contratti e pagamenti prima di rendere qualsiasi dichiarazione.

Avv. Massimo Romano · Avvocato penalista patrocinante in Cassazione · Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553

  • Roma — Via Avicenna 97, 00146
  • Milano — Via Giuseppe Pecchio 3, 20129
  • Napoli — Corso Umberto I 237, 80138

Telefono +39 335 669 3954 · WhatsApp +39 335 669 3954

⚡ In sintesi

  • Se hai intestato un bene o una società senza conoscerne l'uso illecito, non rispondi del reato quando provi la buona fede, ma il bene può restare sequestrato finché il giudice non esclude il nesso con il traffico.
  • La prova della tua estraneità si costruisce con istruzioni scritte, compensi ordinari e coerenti, pagamenti tracciati e assenza di contatti o interessi comuni con gli indagati per spaccio.
  • Il giudice distingue il prestanome incolpevole da quello consapevole guardando messaggi, incontri, compensi sproporzionati e la reale attività della società, perché la differenza non è mai solo formale.
  • Se sei l'amministratore di una società usata per il traffico, devi indicare il titolare effettivo con prove concrete, senza accuse generiche che possono tradursi in calunnia.
  • Il sequestro si contesta con il riesame o con la richiesta di restituzione al giudice, allegando titoli di proprietà, estratti conto e documenti con data certa che spieghino come hai acquistato il bene.
  • Dimissioni in blocco, cessioni di quote e distruzione di messaggi dopo la notizia dell'indagine sono lette come tentativi di prendere le distanze e vanno decise soltanto con il difensore.

Se hai intestato un bene, un conto o una società senza sapere che sarebbero serviti al traffico, sei un prestanome incolpevole: non rispondi del reato se provi la buona fede, ma il bene resta sequestrabile finché il giudice non esclude il nesso. La prova si fonda su istruzioni scritte, compensi ordinari e assenza di contatti con gli indagati.

Chi è il prestanome incolpevole e come lo distingue il giudice?

Il prestanome incolpevole è un intestatario formale che non ha partecipato al reato e non ne conosceva la finalità. Il giudice lo distingue dal prestanome consapevole osservando tre elementi: la conoscenza dell’uso illecito, il beneficio ricevuto e il grado di controllo esercitato sul bene.

Un prestanome consapevole sa che l’intestazione serve a schermare il vero titolare e ne trae un compenso o un vantaggio; risponde in concorso nel reato o in quello di trasferimento fraudolento di valori. L’incolpevole ha firmato fidandosi di un conoscente, di un datore di lavoro o di un familiare, senza sapere cosa accadesse dietro.

Gli indizi che la difesa deve neutralizzare

L’accusa usa indizi come compensi sproporzionati, assenza di attività reale della società, firme in bianco, conoscenza personale con gli indagati e mancanza di spiegazioni economiche. La difesa risponde con la cronologia dei rapporti, le comunicazioni scambiate e la prova che le somme erano compensi ordinari.

Differenza rispetto a chi presta il nome sapendo

Chi presta il nome consapevolmente partecipa all’attività illecita, perché permette di nascondere beni e flussi. La differenza non è formale: si prova con messaggi, incontri, trasferimenti, istruzioni e modalità di pagamento. Se l’intestatario conosceva soltanto parte del quadro, la responsabilità va graduata.

Amministratore e titolare effettivo: chi risponde di che cosa?

L’amministratore è la persona che compie gli atti di gestione di una società; il titolare effettivo è chi controlla la società e ne trae i vantaggi. In un procedimento per droga la responsabilità si ripartisce sul piano della conoscenza e del contributo, e non sulla sola carica formale.

Ruoli nella società e nel bene intestato, condizioni di responsabilità e prova a discarico.
FiguraCosa faQuando rispondeProva a discarico
Titolare effettivoDecide e trae utiliSe i proventi derivano dal trafficoDimostrare un’origine lecita del capitale
Amministratore di dirittoFirma, gestisceSe sa o accetta l’uso illecitoIstruzioni, compensi ordinari, assenza di contatti
Amministratore di fattoGestisce senza caricaCome l’amministratore, in base al ruolo realeProvare l’assenza di poteri
PrestanomePresta il nomeSe è consapevoleBuona fede, motivo dell’intestazione
SocioDetiene quoteSe partecipa o beneficiaDimostrare la passività e l’assenza di vantaggi

Il titolare effettivo del reato

Nelle indagini si cerca chi trae vantaggio dal traffico e dispone dei proventi. La difesa di un amministratore innocente indica spesso il titolare effettivo con prove concrete: ordini ricevuti, trasferimenti decisi da altri, accessi ai conti. Non basta accusare un terzo: servono elementi verificabili.

Il ruolo dei detenuti e degli amministratori in carcere

Quando l’amministratore è detenuto, la società rischia la paralisi. La difesa chiede la nomina di un amministratore giudiziario o la sostituzione del legale rappresentante, per tutelare lavoratori e creditori. La pagina sulla nomina dell’amministratore giudiziario spiega come si evita che l’azienda si dissolva.

Come si prova la buona fede?

La buona fede si prova con documenti, comunicazioni e comportamenti coerenti nel tempo. Non basta affermare di non sapere: occorre mostrare perché non si poteva sapere e quali controlli ragionevoli sono stati svolti.

  1. Ricostruisci come nasce l’intestazione: chi l’ha proposta, quando, con quale motivazione dichiarata.
  2. Raccogli i messaggi e le email in cui ti venivano date istruzioni o spiegazioni.
  3. Documenta i compensi: importo, periodicità, causale, coerenza con l’incarico.
  4. Metti in ordine i pagamenti: chi ha pagato il bene, con quali fondi, in quali date.
  5. Individua i testimoni che possono confermare ruolo, orari, assenza di contatti con gli indagati.
  6. Verifica le tue dichiarazioni fiscali: se il bene era dichiarato e coerente con i tuoi redditi, la buona fede si rafforza.
  7. Conserva le dimissioni o le diffide, se hai tentato di interrompere il rapporto appena sospettato qualcosa.

Il caso dell’estraneo che affitta un immobile

Un proprietario può trovarsi coinvolto perché l’inquilino spacciava nell’appartamento. La sua estraneità si fonda su contratto di locazione registrato, canoni regolari, assenza di segnali evidenti e tempestività nella reazione. La guida su droga trovata in una casa in affitto esamina questi aspetti.

Il ruolo del consulente e dell’avvocato

Il consulente che ha costituito la società o curato la contabilità può testimoniare sulle istruzioni ricevute. La pagina sul consulente di diritto estero spiega come un parere sulla normativa straniera chiarisca la funzione della struttura.

Quali garanzie hai nel procedimento?

Chi è indagato come prestanome ha gli stessi diritti di ogni imputato: assistenza di un difensore, accesso agli atti, diritto al silenzio, possibilità di impugnare le misure cautelari reali. Hanno rilievo anche i principi europei, tra cui la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, come illustra la pagina su Carta dei diritti fondamentali nel narcotraffico.

Se il procedimento riguarda più Stati, la cooperazione giudiziaria impone che i diritti dell’intestatario siano rispettati anche nell’esecuzione di un mandato d’arresto europeo (L. 69/2005) o di un’estradizione (art. 697-722 c.p.p.). Il tema della doppia incriminazione, cioè la punibilità del fatto in entrambi i Paesi, è trattato nella pagina sulla doppia incriminazione.

Il processo e le alternative

Quando la responsabilità è marginale, la difesa può valutare riti alternativi o istituti che estinguono il reato, come la messa alla prova, trattata in fine messa alla prova e estinzione del reato. La scelta dipende dalla gravità dell’imputazione e dal consenso dell’imputato.

Il rischio di giurisdizione marittima

Nei traffici via mare, il prestanome di un’imbarcazione può essere coinvolto in procedimenti che applicano il diritto del mare. La Convenzione di Montego Bay chiarisce giurisdizione e abbordaggio in acque internazionali, con effetti sulla posizione dell’intestatario.

Quali indizi usa l’accusa e come si risponde?

L’accusa costruisce la consapevolezza del prestanome con indizi indiretti, mai con una sola circostanza. La difesa risponde a ciascun indizio con un documento che offre una spiegazione lecita e verificabile.

Indizi di consapevolezza usati dall’accusa, spiegazione lecita possibile e documento a sostegno.
IndizioSpiegazione lecitaDocumento utile
Compenso periodico senza attività visibileRetribuzione per una carica formale accettata in buona fedeContratto di incarico, cedolini o bonifici con causale
Firma di atti preparati da altriFiducia nel consulente o nel datore di lavoroMessaggi con le istruzioni, copia degli atti
Conoscenza personale con gli indagatiRapporto di lavoro o di parentela senza partecipazione al trafficoCronologia dei contatti, assenza di chiamate sospette
Bene usato da altriPrestito d’uso o comodatoScrittura con data certa, assicurazione, pagamenti
Mancata reazione a movimenti anomaliAssenza di accesso ai contiProva delle deleghe operative detenute da altri

Che cosa cambia secondo il bene intestato?

La buona fede si valuta in modo diverso per un furgone, per un appartamento o per una società. Il giudice guarda a quanto era visibile il rischio, a quanto era facile controllare l’uso del bene e a chi lo pagava.

Beni intestati più frequenti, elemento che il giudice osserva e prova utile al prestanome.
BeneCosa osserva il giudiceProva utile
Auto o furgoneChi lo guidava, chi pagava rate e bolloContratto di acquisto, assicurazione, fogli di marcia
Immobile concesso in usoCanoni, registrazione del contratto, visiteContratto registrato, ricevute dei canoni
SocietàPoteri reali, sede, compensiStatuto, verbali, deleghe a terzi
Conto correnteChi disponeva delle credenzialiElenco delle operazioni e delle firme
ImbarcazioneChi la utilizzava e dove era ormeggiataContratto di ormeggio, diario di bordo

💬 Domanda tipica: «Ho firmato come amministratore di una piccola srl su richiesta del mio datore di lavoro. Ora mi dicono che veniva usata per droga: rischio il carcere?» Dipende dalla tua consapevolezza e dal ruolo svolto, non dalla sola carica. Se hai ricevuto istruzioni scritte, un compenso ordinario e non avevi contatti con i soggetti indagati, la difesa può sostenere l’assenza di dolo; il bene resta però sequestrabile finché non è provata l’estraneità. Conserva messaggi e contratto, non cancellare nulla e chiedi un difensore prima di rispondere agli inquirenti.

⚠️ Attenzione: firmare in blocco dimissioni, cessioni di quote o verbali che «sistemano le carte» dopo la notizia dell’indagine può essere letto come tentativo di prendere le distanze con effetto retroattivo. Ogni atto sulla società va deciso con il difensore e documentato con data certa.

Schema temporale: quali tempi seguono la contestazione al prestanome?

La posizione del prestanome cambia a ogni fase del procedimento. Conoscere i tempi consente di far valere la buona fede quando le prove sono ancora a portata di mano.

  1. Prime ore: perquisizione e sequestro di telefoni, atti e bene intestato. Se c’è un arresto in flagranza, la convalida segue entro 48 più 48 ore (art. 391 c.p.p.); il difensore chiede copia del verbale.
  2. Primi giorni: interrogatorio e scelta se rendere dichiarazioni; richiesta di riesame del sequestro entro dieci giorni dall’esecuzione, con i primi documenti sul ruolo.
  3. Settimane: raccolta delle comunicazioni con il titolare effettivo, dei compensi e delle testimonianze; richiesta di nomina di un amministratore giudiziario se la società rischia la paralisi.
  4. Mesi: indagini difensive, eventuale richiesta di revoca del sequestro con prove nuove, valutazione del rito e delle attenuanti.

Quanto costa difendere un prestanome in un procedimento per droga?

Il compenso dell’avvocato si concorda con un preventivo scritto prima di assumere l’incarico (art. 13 L. 247/2012), tenendo come riferimento i parametri del DM 55/2014 e successivi aggiornamenti. Nelle posizioni di prestanome le spese ulteriori riguardano di solito la ricostruzione della società e dei rapporti con chi la dirigeva.

  • Consulenza contabile sui bilanci e sui compensi percepiti.
  • Visure e atti societari da richiedere ai registri e al notaio.
  • Eventuale interprete o traduzioni, se i soci o i clienti sono stranieri.
  • Avvocato locale quando la società ha sede o conti all’estero.
  • Spese di trasferta per audizioni di testimoni.

Il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002) è possibile solo se la persona possiede i requisiti previsti dalla legge; non si anticipano soglie, che vanno verificate sul caso.

Quali conseguenze penali e patrimoniali separano il prestanome consapevole da quello incolpevole?

Le due posizioni portano a esiti molto lontani sul piano della responsabilità, anche se in avvio il provvedimento colpisce entrambe allo stesso modo. La distinzione si misura su cosa il giudice può fare del bene e della persona.

Confronto tra prestanome consapevole e prestanome incolpevole su responsabilità, bene sequestrato e difese possibili.
AspettoPrestanome consapevolePrestanome incolpevole
Responsabilità penaleConcorso nel reato o nel trasferimento fraudolento di valoriEsclusa se manca il dolo
Sorte del beneConfisca possibileRestituzione se estraneo e in buona fede
AttenuantiRuolo marginale, art. 62-bis c.p.Non necessarie se il dolo è escluso
StrategiaRidimensionare il contributoProvare l’ignoranza dell’uso illecito

Quali errori devi evitare se sei intestatario?

  1. Dimettersi o cedere le quote in fretta: senza consulenza, il gesto è letto come tentativo di elusione.
  2. Distruggere messaggi o documenti: crea sospetti di inquinamento delle prove.
  3. Parlare con gli indagati per concordare versioni: può comportare misure cautelari e smentite.
  4. Accusare un terzo senza prove: la calunnia comporta responsabilità autonoma.
  5. Non reagire a segnali evidenti: l’indifferenza di fronte a movimenti anomali pesa sulla valutazione della buona fede.
  6. Tenere compensi in contanti non documentati: appaiono come retribuzione di un ruolo consapevole.

Quali norme devi conoscere?

  • Art. 73 DPR 309/1990: reato di traffico di stupefacenti.
  • Art. 74 DPR 309/1990: associazione finalizzata al traffico, che chiama in causa chi presta il nome all’organizzazione.
  • Art. 9 e art. 10 c.p.: regole sulla punibilità dei reati commessi all’estero da cittadini e stranieri, utili nei traffici transnazionali.
  • Art. 62-bis c.p.: attenuanti generiche, che il giudice può riconoscere a chi ha avuto un ruolo marginale.
  • Art. 131-bis c.p.: esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, valutata caso per caso e non automatica.
  • L. 69/2005: mandato d’arresto europeo, quando l’intestatario si trova in altro Stato dell’Unione.

Quale esempio ipotetico ti aiuta a capire?

Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’autista intestatario

Scenario. Un dipendente accetta di intestarsi un furgone dell’azienda in cui lavora, su richiesta del datore. Il mezzo viene sequestrato perché usato per trasportare droga. Strategia. La difesa mostra il contratto di lavoro, i messaggi con le istruzioni, l’assenza di compensi anomali e l’uso esclusivo da parte di altri. Esito possibile. Il tribunale può escludere il concorso del dipendente e valutare la restituzione del mezzo al proprietario sostanziale solo se estraneo; il sequestro può restare se il bene serve alla confisca.

Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’amministratore con compenso fisso

Scenario. Una persona amministra per anni una società con sede in un ufficio condiviso, ricevendo un compenso fisso, e firma atti preparati da un consulente. La società ha movimentato fondi del traffico. Strategia. La difesa indica il titolare effettivo, mostra le istruzioni scritte e l’assenza di benefici. Esito possibile, parziale. Il giudice può escludere il dolo ma valorizzare le omissioni di controllo, mantenendo il vincolo sulla società.

Come può aiutarti lo studio?

L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli (n. 14553) e cassazionista, assiste intestatari e amministratori coinvolti in procedimenti per stupefacenti. Lo studio ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra. La guida generale sui beni è in sequestro dei beni nel traffico di droga.

Se pensi che il tuo nome sia stato usato in un’attività illecita, o se un tuo bene è stato sequestrato, raccogli messaggi e documenti e chiama o scrivi su WhatsApp al +39 335 669 3954. Altre informazioni nella pagina contatti.

Domande frequenti

Se ho intestato un'auto a un amico che spacciava, rispondo anch'io?

Rispondi solo se hai agito con consapevolezza e hai contribuito al reato. Se hai prestato il nome senza conoscere l'uso, la responsabilità penale può essere esclusa, ma l'auto può restare sequestrata. Servono prove della tua buona fede: motivo dell'intestazione, assenza di benefici, pagamenti, messaggi e testimoni.

Cosa rischia l'amministratore di una società usata per riciclare proventi di droga?

Rischia il concorso nel reato se sapeva o accettava il rischio dell'origine illecita dei fondi. Se era un amministratore solo formale, la difesa dimostra assenza di poteri reali, assenza di compensi anomali e mancanza di rapporti con il traffico. Il giudice valuta atti, firme, comunicazioni e comportamenti nel tempo.

Come si distingue il titolare effettivo dal prestanome?

Il titolare effettivo prende le decisioni e trae il vantaggio economico; il prestanome compare nei documenti ma non governa. Il giudice ricostruisce i ruoli con bonifici, email, procure e testimonianze. Se emerge che il prestanome riceveva solo istruzioni e un compenso fisso, la sua posizione si attenua.

Posso recuperare un bene sequestrato che avevo intestato per favore a un parente?

Dipende dalla prova. Se il bene è stato pagato con i tuoi fondi e il parente lo usava senza titolo, puoi chiedere la restituzione come terzo estraneo. Se l'intestazione era fittizia per nascondere il patrimonio del parente, il sequestro regge. Contano pagamenti, contratti, data certa e uso effettivo.

La buona fede basta a evitare il sequestro?

Non sempre evita il sequestro iniziale, ma è l'argomento principale per ottenere il dissequestro. Il giudice valuta se l'intestatario ha esercitato diligenza, ha percepito vantaggi e ha avuto contatti con gli indagati. Più la buona fede è documentata, più è probabile la restituzione del bene.

Cosa devo fare se mi accorgo che la mia società viene usata per spaccio?

Devi interrompere subito il rapporto con chi la usa, conservare tutte le prove delle istruzioni ricevute e rivolgerti a un avvocato prima di parlare con le autorità. Dimettersi o cedere le quote senza consulenza può essere letto in modo ambiguo. Una denuncia circostanziata e tempestiva tutela la tua estraneità.

Un amministratore detenuto può ancora difendere la società?

Sì: l'amministratore detenuto conserva il diritto di difesa, può nominare un difensore, accedere agli atti e impugnare i provvedimenti tramite l'avvocato. Per la società si chiede un amministratore giudiziario o un legale rappresentante provvisorio, così che lavoratori e creditori non subiscano la paralisi dell'impresa mentre si accerta la sua estraneità.

Avv. Massimo Romano — Avvocato penalista

Assistenza 24 ore su 24, anche nei festivi, per arresti, perquisizioni, misure cautelari e fermi all'estero. Il compenso è concordato con preventivo scritto prima dell'incarico.

  • Roma — Via Avicenna 97, 00146
  • Milano — Via Giuseppe Pecchio 3, 20129
  • Napoli — Corso Umberto I 237, 80138

Telefono +39 335 669 3954 · WhatsApp +39 335 669 3954

Chi ha scritto questa pagina

Autore
Qualifica
Avvocato penalista – patrocinante in Cassazione
Iscrizione
Ordine degli Avvocati di Napoli, n. 14553, dal 16/04/1998
Cassazione
Albo speciale dal 23/10/2015
Sedi
Roma · Milano · Napoli · Londra
Contatti
+39 335 669 3954 · WhatsApp 24/7

Contenuto informativo redatto e rivisto dall'avvocato; non sostituisce un parere sul caso concreto. Ultima revisione: 28/10/2026.