Se hanno trovato droga sulla tua nave, nel tuo carico o a bordo di un’imbarcazione su cui lavori, la difesa parte da tre domande: quale Stato ha giurisdizione, quale ruolo hai avuto tu e come è avvenuto il sequestro. Da qui dipendono giudice competente, misura cautelare e possibilità di recuperare nave e merce: ogni caso marittimo è prima di tutto un problema di competenza e di prova.
Che cosa succede quando viene trovata droga su una nave?
Devi sapere che la scoperta avviene in tre scenari tipici: in mare durante un controllo, in porto durante un’ispezione doganale o a destinazione all’apertura del container. In tutti i casi intervengono polizia giudiziaria, autorità doganale e pubblico ministero, la sostanza viene sequestrata e si procede all’identificazione di chi è a bordo o è collegato alla spedizione.
Il reato di riferimento è quello previsto dall’art. 73 DPR 309/1990, che punisce la produzione, il traffico e la detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Se emerge un accordo stabile tra più persone si contesta l’art. 74 DPR 309/1990, l’associazione finalizzata al traffico, e la competenza passa alla procura distrettuale. La differenza è decisiva per pene, misure cautelari e durata delle indagini.
Perché il mare cambia le regole ordinarie
Se sei a bordo, devi sapere che esiste una catena di responsabilità: proprietario, armatore, noleggiatore, comandante, equipaggio, caricatore, spedizioniere. Ciascuno ha un ruolo diverso rispetto al carico. L’accusa spesso parte dal presupposto che chi è a bordo sapesse; la difesa deve invece scomporre la catena e dimostrare chi aveva accesso, chi aveva controllo e chi poteva conoscere il contenuto.
Quale Stato ha giurisdizione sulla nave e sul carico?
Se ti chiedi quale Stato può processarti, la risposta dipende dalla zona di mare, dalla bandiera e dalla nazionalità delle persone coinvolte. La Convenzione di Montego Bay (UNCLOS, 1982) distribuisce i poteri tra Stato costiero e Stato di bandiera, mentre il codice penale italiano regola i reati commessi all’estero con l’art. 9 e l’art. 10 c.p. Per un approfondimento sul quadro internazionale puoi leggere la pagina su estradizione e Convenzione di Montego Bay.
| Zona di mare | Regola generale | Effetto pratico per la difesa |
|---|---|---|
| Acque interne e porto | Piena sovranità dello Stato costiero | Competono polizia, dogana e magistratura dello Stato del porto |
| Mare territoriale (fino a 12 miglia) | Sovranità dello Stato costiero con diritto di passaggio inoffensivo | Lo Stato può intervenire se il passaggio non è inoffensivo o la nave è diretta in porto |
| Zona contigua (fino a 24 miglia) | Controlli doganali, fiscali e sanitari | Lo Stato costiero può prevenire e punire violazioni doganali |
| Zona economica esclusiva | Diritti sulle risorse, non sovranità piena | Interventi antidroga richiedono base giuridica specifica |
| Alto mare | Giurisdizione esclusiva dello Stato di bandiera, salve eccezioni | Ogni abbordaggio straniero va verificato nella sua legittimità |
Bandiera ombra e navi senza nazionalità
Se la tua nave batte bandiera ombra (o di convenienza), significa che è iscritta della nave in un registro estero scelto per ragioni economiche: lo Stato di bandiera è lontano dalla realtà dell’equipaggio e tu fai più fatica a comunicare con consolato e autorità. Una nave senza nazionalità, invece, può essere visitata da qualsiasi Stato in alto mare, perché manca uno Stato che possa opporsi.
Il nesso con la competenza italiana
Se ti chiedi se procede l’Italia, la risposta è sì quando la nave batte bandiera italiana, quando il fatto avviene in acque italiane, quando l’autore è cittadino italiano nei casi previsti dagli art. 9 e art. 10 c.p. o quando lo Stato di bandiera acconsente al trasferimento del procedimento. Se invece l’arresto è avvenuto altrove, il rientro in Italia passa da estradizione o mandato d’arresto europeo (L. 69/2005).
Quali autorità controllano navi e carichi?
Se ti controllano in mare o in porto, devi sapere che le attività di contrasto sono distribuite tra più corpi. La Guardia di Finanza svolge polizia giudiziaria in mare e in porto, la Guardia Costiera (Capitanerie di porto) vigila su navigazione e sicurezza, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli controlla le merci in importazione ed esportazione, la Marina Militare opera in cooperazione internazionale. La presenza di più autorità moltiplica i verbali, e ogni verbale è un atto che devi far leggere al tuo difensore.
Detenzione di droga e Guardia Costiera
Se il controllo nasce dalla sicurezza della navigazione, puoi chiedere che la difesa verifichi con quale titolo i militari siano saliti a bordo e perquisito i locali. Un controllo amministrativo non equivale a una perquisizione di polizia giudiziaria: se il passaggio dall’uno all’altra non è stato documentato, la prova può essere contestata.
Spaccio e autorità marittima nei porti
Se vieni fermato in porto, tieni presente che il confine tra illecito amministrativo, contrabbando e reato di droga è sottile. Lo spaccio e la cessione richiedono elementi diversi dalla sola detenzione: quantità, confezionamento, contatti e movimenti di denaro. Sul tema dei sequestri in banchina trovi indicazioni utili nella pagina dedicata a container e porto.
Narcotraffico e sequestro dell’imbarcazione
Se sei proprietario, sappi che nei casi di traffico organizzato l’imbarcazione è considerata strumento del reato, e può essere sequestrata anche se il proprietario non è indagato. L’avvocato verifica chi possiede il titolo sulla nave, quali contratti la regolano e se il sequestro sia proporzionato rispetto all’accertamento da compiere.
Schema temporale: cosa succede nelle prime ore, nei giorni e nelle settimane?
Se vieni arrestato, devi sapere che la sequenza procedurale è la stessa dei casi terrestri, con aggiunte legate alla nave. Dopo l’arresto o il fermo vanno convalidati dal giudice, il pubblico ministero chiede una misura cautelare, puoi impugnare con il tuo difensore e chiedere la restituzione di ciò che non serve alle indagini.
| Fase | Cosa accade | Cosa può fare la difesa |
|---|---|---|
| Prime ore | Arresto o fermo, verbali, sequestro della sostanza, ispezione della nave | Nominare il difensore, chiedere interprete, informare il consolato, esaminare i verbali |
| Primi giorni | Udienza di convalida davanti al giudice (art. 391 c.p.p.) e richiesta di misura cautelare | Contestare i presupposti della misura (art. 274 c.p.p. per le esigenze cautelari), proporre alternative come gli arresti domiciliari (art. 284 c.p.p.) |
| Settimane successive | Riesame della misura (art. 309 c.p.p.), analisi della sostanza, indagini su telefoni e movimenti | Presentare riesame, chiedere accesso agli atti, impugnare il sequestro di nave o carico |
| Mesi successivi | Chiusura delle indagini e scelta dei riti | Valutare rito abbreviato (art. 438 c.p.p.), patteggiamento (art. 444 c.p.p.) o dibattimento |
La stessa sequenza, in ordine numerato:
- Prime ore: fermo o arresto, verbali, sequestro della sostanza e ispezione della nave; il marittimo straniero chiede difensore, interprete e contatto con il consolato.
- Entro 48 ore dall’arresto: il pubblico ministero chiede la convalida; il giudice decide entro le 48 ore successive (art. 391 c.p.p.) e valuta la misura cautelare.
- Primi giorni: interrogatorio di garanzia con il difensore, richiesta di accesso agli atti, prime istanze su sequestro di nave e carico.
- Entro 10 giorni dall’esecuzione della misura: richiesta di riesame (art. 309 c.p.p.).
- Settimane: esiti delle analisi di laboratorio, acquisizione di telefoni e tabulati, istanze di revoca o sostituzione della misura (art. 299 c.p.p.).
- Mesi: chiusura delle indagini e scelta tra abbreviato, patteggiamento e dibattimento.
Se sei un marittimo, consulta per i dettagli la pagina su marittimo arrestato e tutele dell’equipaggio.
Chi rischia davvero e con quale ruolo?
Se sei a bordo, devi sapere che la responsabilità penale è personale: trovarti sulla nave non basta, serve un contributo consapevole. La tabella sintetizza i profili più frequenti e il tipo di difesa che li riguarda.
| Soggetto | Ipotesi di accusa | Asse principale della difesa |
|---|---|---|
| Comandante | Detenzione, concorso nel trasporto | Impossibilità di controllare container sigillati, assenza di indizi di consapevolezza |
| Ufficiali e marinai | Concorso in traffico | Mansioni, accesso ai locali, assenza di contatti con l’organizzazione |
| Armatore o proprietario | Concorso o confisca del mezzo | Buona fede, controlli sul carico, contratti di noleggio |
| Caricatore ed esportatore | Concorso nell’introduzione della sostanza | Manomissione del carico a monte, tracciabilità della spedizione |
| Proprietario di yacht | Detenzione e uso del natante | Titolo sull’imbarcazione, utilizzo effettivo da parte di terzi |
Il marittimo incolpevole
Se lavori a bordo senza conoscere il contenuto del carico, hai diritto a una difesa centrata sull’elemento soggettivo. Le conversazioni del tuo telefono, i movimenti bancari, la durata dell’imbarco e il rapporto con l’agenzia di ingaggio sono gli elementi che la difesa esamina per separare chi ha partecipato da chi si è trovato sul posto.
L’esportatore e il carico manomesso
Se sei un esportatore, puoi vedere il tuo container usato come veicolo di droga da un’organizzazione che opera nel porto di partenza o di transito. La tua difesa si costruisce sulla documentazione commerciale, sui sigilli e sulle operazioni di carico; ne parla in dettaglio la pagina su container e sigilli.
Come si costruisce la difesa in un procedimento marittimo?
Devi sapere che la difesa lavora su quattro piani: legittimità degli atti, prova del fatto, prova della consapevolezza, misura cautelare. Ognuno ha strumenti propri, e spesso il risultato più concreto arriva dal primo piano, quello procedurale.
Legittimità dell’intervento in mare
Se l’intervento è avvenuto in alto mare, puoi far chiedere quale base giuridica abbia consentito di salire a bordo: consenso dello Stato di bandiera, accordo bilaterale, nave priva di nazionalità, inseguimento. L’assenza di documentazione su questi passaggi può incidere sull’utilizzabilità degli atti. Approfondisci in abbordaggio in alto mare e difesa dell’equipaggio.
Prova della sostanza e catena di custodia
Se ti contestano peso e purezza, devi sapere che vengono accertati con analisi di laboratorio; la difesa verifica verbali di campionamento, sigilli e tempi di trasmissione. Se la catena si interrompe, nasce un dubbio sull’identità del campione.
Consapevolezza e ruolo
Se sei accusato, ricorda che la Cassazione, secondo l’orientamento consolidato, esige la prova della consapevolezza e non ritiene sufficiente la sola vicinanza alla sostanza. La difesa cerca elementi che indichino l’estraneità: assenza di precedenti, assenza di contatti sospetti, regolarità del contratto di imbarco.
Misure cautelari e riesame
Se rischi la custodia in carcere, sappi che servono gravi indizi ed esigenze cautelari concrete (art. 274 e art. 275 c.p.p.). Se sei un marittimo straniero, il rischio di fuga viene spesso presunto: puoi proporre garanzie alternative, come residenza o domicilio in Italia, o misure come gli arresti domiciliari. Il riesame si propone nei termini dell’art. 309 c.p.p.; per le modifiche successive si usa l’art. 299 c.p.p.
⚠️ Attenzione: il termine di 10 giorni per il riesame (art. 309 c.p.p.) decorre dall’esecuzione della misura e non dalla nomina del difensore. Per un marittimo arrestato in un porto lontano dal luogo del processo, la lettura tardiva dell’ordinanza fa perdere il controllo sulla custodia: nomina il difensore prima dell’interrogatorio di garanzia e fagli avere subito l’ordinanza.
Riti alternativi
Se hai davanti un quadro probatorio solido, puoi valutare il rito abbreviato (art. 438 c.p.p.) o il patteggiamento (art. 444 c.p.p.) riducono il rischio di una pena più alta. La scelta dipende dal tuo ruolo, dalla quantità contestata e dalla strategia sul sequestro del mezzo.
💬 Domanda tipica: «Mio fratello è marinaio su un cargo ed è stato arrestato in un porto europeo dopo il ritrovamento di droga in un container: lo riportano in Italia e può dire che non sapeva nulla?»
Dipende da quale Stato procede. Se il processo si svolge nel Paese del porto, il fratello ha diritto a un difensore e a un interprete lì; l’Italia interviene solo se ha giurisdizione e chiede la consegna con mandato d’arresto europeo o estradizione. Dire «non sapevo» non basta: la difesa deve dimostrare mansioni, accessi ai locali e assenza di contatti con l’organizzazione. Raccogliete subito nome della nave, bandiera e porto.
Cosa devi fare se un familiare viene arrestato su una nave?
Se ricevi la notizia dell’arresto di un marittimo, di un amico o di un familiare, hai ore, non giorni, per mettere in sicurezza la difesa. Ecco i passi operativi, in ordine.
- Raccogli nome della nave, bandiera, porto o zona di fermo, data e ora dell’arresto e autorità che ha operato.
- Chiama il consolato o la Farnesina se la persona è italiana, il consolato del suo Paese se è straniera.
- Nomina un difensore di fiducia e chiedi l’interprete per l’interrogatorio.
- Procurati il contratto di imbarco, la lista equipaggio e i documenti di viaggio.
- Avvisa l’armatore e la compagnia assicurativa, in particolare il club P&I che copre responsabilità e rimpatrio dell’equipaggio.
- Evita dichiarazioni a giornalisti o sui social e non contattare i coindagati: ti conviene parlare solo con il tuo difensore.
- Conserva messaggi, e-mail e registrazioni utili a dimostrare estraneità e tempistica.
| Documento | Chi lo detiene | A cosa serve |
|---|---|---|
| Contratto di imbarco e libretto di navigazione | Marittimo, agenzia di ingaggio, armatore | Dimostrare mansioni, durata dell’imbarco e regolarità del rapporto |
| Lista equipaggio e piano dei turni | Comandante, armatore | Stabilire chi aveva accesso ai locali al momento del ritrovamento |
| Polizza di carico e manifesto | Vettore, spedizioniere | Verificare la merce dichiarata e la clausola «said to contain» |
| Verbali di sequestro e di abbordaggio | Autorità procedente | Controllare orari, presenti, sigilli e base giuridica dell’intervento |
| Polizza P&I e contratto di noleggio | Armatore, club di assicurazione | Individuare chi risponde di spese legali, rimpatrio e danni da fermo |
Sequestro di nave, container e merce: come si recupera il bene?
Se ti hanno sequestrato nave o carico, devi sapere che il sequestro mira a bloccare ciò che serve all’accertamento o che può essere confiscato. Puoi chiedere il dissequestro al pubblico ministero, poi al giudice, e impugnare con riesame reale. Le merci lecite, deperibili o urgenti ottengono più facilmente il rilascio, ma servono prove del titolo e dei danni da fermo.
Se è bloccato un container, la guida su restituzione del container sequestrato spiega costi di sosta e svincolo del carico. Per lo yacht il tema ruota intorno alla proprietà del mezzo e alla posizione di chi lo ha noleggiato: vedi droga su yacht privato. Per i sequestri su base locale, esistono pagine su sequestro ad Acireale e sequestro a Grosseto.
Cosa succede se sei arrestato all’estero: estradizione, MAE e rimedi internazionali?
Se sei arrestato all’estero e la tua consegna è chiesta dall’Italia, si applica il mandato d’arresto europeo per gli Stati UE (L. 69/2005, DQ 2002/584/GAI) o la procedura di estradizione per i Paesi terzi, in base alla Convenzione europea di estradizione del 1957 e ai trattati bilaterali. Per l’estradizione da nave e per gli aspetti di diritto del mare puoi leggere Convenzione di Montego Bay.
Il Tribunale internazionale del diritto del mare, con sede ad Amburgo, è un organo interstatale: tu come individuo non vi accedi direttamente. Il suo ruolo riguarda il rilascio di navi ed equipaggi su iniziativa dello Stato di bandiera; l’ambito e le condizioni vanno verificati caso per caso, come spiega la pagina su ricorso al Tribunale del mare. Per la merce aerea esiste un percorso analogo descritto in estradizione e cargo aereo.
Quali sotto-temi della difesa marittima conviene conoscere?
Se non sai da dove cominciare, tieni presente che la categoria marittima raccoglie situazioni molto diverse, che hanno in comune la nave come luogo del fatto o come mezzo del traffico. Ogni sotto-tema ha un’autorità diversa, un termine diverso e una prova diversa da costruire. La tabella indica la pagina di approfondimento corretta per ciascun problema.
| Problema | Domanda a cui risponde | Pagina |
|---|---|---|
| Container aperto in banchina | Che cosa provano i sigilli intatti e quando si parla di manomissione | container e porto |
| Merce lecita bloccata in porto | Come si ottengono dissequestro e svincolo | restituzione del container |
| Marinaio, ufficiale o comandante arrestato | Come si dimostra l’estraneità al carico | tutele dell’equipaggio |
| Intervento di una marina in alto mare | Quando l’abbordaggio è legittimo | abbordaggio in alto mare |
| Giurisdizione e consegna all’Italia | Quale Stato procede e come avviene l’estradizione | Convenzione di Montego Bay |
| Nave trattenuta e danni all’armatore | Quali rimedi esistono oltre al sequestro | Tribunale del mare |
| Imbarcazione da diporto | Chi risponde tra proprietario, skipper e ospiti | yacht privato |
Quando il carico viaggia per via aerea
Se il tuo carico viaggia in aereo, devi sapere che il cargo aereo segue una logica simile a quella marittima: documento di trasporto, dichiarazione del contenuto, controllo doganale e possibile manomissione a monte. Cambiano le autorità di scalo e i tempi di giacenza, che sono più brevi. Il confronto è sviluppato in estradizione e cargo aereo.
Come si svolge la procedura completa, dal fermo al giudizio?
Se vuoi capire dove sei nel procedimento, sappi che l’iter ordinario ha cinque snodi. Nelle indagini preliminari il pubblico ministero raccoglie verbali, analisi di laboratorio e dati dei telefoni, mentre la polizia giudiziaria ricostruisce rotta, soste e contatti. Il giudice per le indagini preliminari interviene sulle misure cautelari e sui sequestri. Il tribunale del riesame controlla le decisioni più gravi sulla libertà e sui beni. Con la chiusura delle indagini conosci gli atti e puoi scegliere il rito. Il giudizio si svolge davanti al tribunale e le sentenze si impugnano in appello e in Cassazione.
Se ti contestano l’art. 74 DPR 309/1990, devi sapere che la competenza spetta alla procura distrettuale, e il fascicolo può restare aperto a lungo perché le indagini si estendono a più navi, porti e Stati. In questa fase pesano le rogatorie, cioè le richieste di assistenza giudiziaria ad autorità straniere: la difesa verifica che gli atti acquisiti all’estero siano stati raccolti con le garanzie previste.
| Rito | Norma | Quando va valutato | Rischio da considerare |
|---|---|---|---|
| Dibattimento | Giudizio ordinario | Quando la prova della consapevolezza è debole o l’abbordaggio è contestabile | Tempi lunghi e custodia cautelare più estesa |
| Rito abbreviato | Art. 438 c.p.p. | Quando il processo si decide sugli atti e il ruolo dell’imputato è chiaro | Si rinuncia al contraddittorio sulla prova orale |
| Patteggiamento | Art. 444 c.p.p. | Quando la posizione è marginale e la pena concordata è sostenibile | Effetti su sequestro e confisca da valutare con attenzione |
Quali indizi usa l’accusa per provare la consapevolezza e come si contestano?
Se sei accusato, devi sapere che la consapevolezza è l’elemento che separa il marittimo coinvolto da quello estraneo, e raramente è provata in modo diretto. L’accusa la ricostruisce con indizi che devono essere gravi, precisi e concordanti; la difesa li esamina uno per uno e propone, per ciascuno, una spiegazione alternativa documentata. Un indizio isolato, letto fuori dal contesto del viaggio, perde peso.
| Indizio | Come lo legge l’accusa | Lettura difensiva |
|---|---|---|
| Contatti con un numero estero | Collegamento con l’organizzazione | Contatti di lavoro con agenzia di ingaggio, armatore o familiari |
| Accesso esclusivo a un locale tecnico | Possibilità di nascondere la sostanza | Accessi condivisi, chiavi custodite in plancia, turni di manutenzione |
| Cambio di rotta o sosta non prevista | Appuntamento con altri mezzi | Ordine del noleggiatore, maltempo, avaria o istruzioni del porto |
| Peso del carico diverso dal dichiarato | Merce non corrispondente ai documenti | Tolleranze di pesatura, differenze di tara, errori di dichiarazione del caricatore |
| Denaro in contanti a bordo | Compenso per il trasporto | Paga mensile, anticipi di viaggio, rimesse alla famiglia |
| Cancellazione di messaggi | Occultamento di prove | Pulizia ordinaria della memoria, scadenza automatica delle chat |
Le letture alternative valgono solo se le provi: un’agenda dei turni, un estratto conto, un ordine di servizio o un registro di navigazione pesano più di qualunque spiegazione resa a voce.
Quanto costa la difesa in un procedimento per droga su nave o cargo?
Se ti chiedi quanto costa, il compenso si concorda con preventivo scritto prima dell’incarico, come prevede l’art. 13 L. 247/2012; il preventivo indica le attività comprese e le voci di spesa a parte. Come riferimento si usano i parametri ministeriali (DM 55/2014 e successivi aggiornamenti), che servono anche al giudice per liquidare le spese. Nei casi marittimi il costo complessivo dipende da dove si svolge il processo, da quante persone sono assistite e da quanto è complessa la prova tecnica.
Le voci di spesa tipiche sono: consulenza tecnica su sigilli, tracciamento del container o dati di navigazione; interprete e traduzione dei verbali; trasferte presso porto, carcere o tribunale; avvocato locale all’estero quando il procedimento si svolge in un altro Stato; cauzione, dove l’ordinamento straniero la prevede. Se non hai mezzi sufficienti puoi chiedere il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002) se ne ricorrono le condizioni di legge. Per i marittimi stranieri imbarcati, l’armatore o il club P&I possono farsi carico di alcune spese: chiarisci per iscritto che il difensore risponde a te come persona assistita.
Come potrebbe andare il tuo caso: due esempi ricostruiti?
Puoi confrontare la tua situazione con questi due scenari ricostruiti.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: il container dell’esportatore. Scenario: un’impresa esporta frutta verso un porto europeo e, all’apertura del container, vengono scoperti panetti di cocaina nascosti tra i colli. L’imprenditore viene indagato come caricatore. Strategia: la difesa documenta la regolarità dei sigilli, i tempi di sosta nel porto di transito, l’assenza di anomalie di peso nei documenti di carico e la possibile manomissione a monte. Esito possibile: revoca della misura cautelare e restituzione della merce lecita, mentre il procedimento prosegue contro altri soggetti.
Caso ricostruito a scopo illustrativo: l’ufficiale con esito parziale. Scenario: un ufficiale di un cargo viene arrestato dopo il ritrovamento di droga in un locale tecnico a cui solo l’equipaggio ha accesso; i tabulati mostrano contatti con un numero estero. Strategia: la difesa contesta la legittimità dell’ingresso dei militari e propone una lettura alternativa dei contatti, ma gli atti risultano regolari. Esito possibile: caduta dell’accusa di associazione, con condanna per il solo concorso nella detenzione e una pena inferiore a quella richiesta. La difesa limita il danno, non lo azzera.
Quali errori devi evitare?
Se sei coinvolto, evita questi sbagli che ti costano caro:
- Non parlare con gli investigatori senza difensore: le dichiarazioni spontanee a bordo possono essere usate per costruire la consapevolezza.
- Non firmare verbali in una lingua che non capisci: contesta subito la mancata traduzione, altrimenti la firma indebolisce la tua difesa.
- Non ritardare il riesame: il termine decorre dall’esecuzione della misura e, se scade, la custodia resta efficace.
- Non cancellare messaggi o chat dopo il fermo: la cancellazione viene letta come indizio di colpevolezza e può aggravare le esigenze cautelari.
- Non trascurare il sequestro del bene: se non chiedi la restituzione, nave e container restano bloccati e crescono i costi di sosta.
- Non fidarti di promesse di rilascio rapido: nessuno può prevedere l’esito, e le aspettative irrealistiche portano a scelte sbagliate.
Quali norme devi conoscere per il tuo caso?
Se vuoi verificare da solo i testi, ti servono questi riferimenti.
- Art. 73 DPR 309/1990: punisce produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti.
- Art. 74 DPR 309/1990: punisce l’associazione finalizzata al traffico, con competenza della procura distrettuale.
- Art. 9 e art. 10 c.p.: disciplinano i reati commessi all’estero da cittadino o da straniero.
- Art. 274, art. 275, art. 280, art. 284 c.p.p.: presupposti e criteri delle misure cautelari; art. 299 c.p.p. per revoca e sostituzione; art. 309 c.p.p. per il riesame.
- Art. 391 c.p.p.: udienza di convalida dell’arresto.
- Art. 438 e art. 444 c.p.p.: rito abbreviato e patteggiamento.
- Art. 697-722 c.p.p. e L. 69/2005: estradizione e mandato d’arresto europeo.
- Convenzione di Montego Bay (UNCLOS, 1982) e Convenzione di Vienna del 1988: diritto del mare e cooperazione contro il traffico illecito di stupefacenti.
- Art. 3, art. 5 e art. 6 CEDU: divieto di trattamenti inumani, libertà personale, equo processo.
Come può aiutarti lo studio?
L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli (n. 14553) e abilitato al patrocinio davanti alla Cassazione, assiste equipaggi, armatori e familiari in procedimenti per droga che coinvolgono navi, container e imbarcazioni. Lo studio ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra e opera con avvocati corrispondenti in Italia, nell’Unione europea e nei Paesi terzi.
Per una prima valutazione scrivi o telefona al +39 335 669 3954, anche su WhatsApp, indicando nave, bandiera, porto e autorità procedente. Maggiori informazioni sono nella pagina chi siamo e nella sezione contatti.
