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Arresto all'estero

Arrestato per droga in UE: cosa fanno Eurojust ed Europol?

Se sei arrestato per droga in un Paese UE, Eurojust, Europol, JIT e MAE decidono molto. L'Avv. Romano, cassazionista, ti spiega come difenderti: contattaci.

Di , Avvocato penalista – patrocinante in CassazioneIscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553 · Albo speciale cassazionisti dal 23/10/2015 · → Profilo completoPubblicato il · Aggiornato il · ⏱ 15 minuti di lettura

▶ Risposta diretta

Se sei arrestato per droga in un Paese dell'Unione europea, la cooperazione giudiziaria UE significa che più autorità lavorano sullo stesso caso: Eurojust coordina i magistrati, Europol scambia informazioni di polizia, la squadra investigativa comune condivide gli atti e il mandato di arresto europeo, regolato in Italia dalla L. 69/2005, porta alla consegna. Tramite il difensore puoi contestare la regolarità degli atti scambiati e l'uso delle prove straniere, e chiedere che la giurisdizione sia valutata con attenzione alla tua posizione. Il primo passo è nominare subito un difensore locale e farti assistere nel coordinamento dall'Italia.

Avv. Massimo Romano · Avvocato penalista patrocinante in Cassazione · Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553

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  • Milano — Via Giuseppe Pecchio 3, 20129
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⚡ In sintesi

  • Nei reati di droga transfrontalieri più autorità UE indagano in parallelo: Eurojust coordina i magistrati, Europol scambia informazioni di polizia, la squadra investigativa comune lavora su un unico fascicolo.
  • L'indagato non partecipa a questi organismi, ma la difesa può chiedere atti, verificare da dove provengono le prove e contestare l'uso in Italia di materiale raccolto all'estero.
  • Il mandato di arresto europeo, regolato in Italia dalla L. 69/2005, è lo strumento con cui l'arrestato viene consegnato: la difesa esamina motivi di rifiuto, garanzie e misure alternative.
  • Quando due Stati hanno giurisdizione sullo stesso traffico, il conflitto si risolve con consultazioni tramite Eurojust: la scelta dello Stato del processo incide su pena, carcere e lingua.
  • Per contestare gli atti scambiati tra Stati servono l'accordo costitutivo della squadra investigativa comune, il mandato tradotto, i verbali e le richieste di assistenza, da chiedere alla procura che ha promosso l'indagine.
  • Il consenso alla consegna reso davanti al giudice è difficilmente revocabile: prima di firmare chiedi che ti siano spiegati le garanzie sul rientro in Italia e i motivi di rifiuto che abbandoni.

Cosa significa cooperazione giudiziaria UE quando si è accusati di droga?

Se sei accusato di droga in un Paese dell’Unione europea, devi sapere che più autorità possono indagare insieme su di te: Eurojust coordina i magistrati, Europol scambia informazioni di polizia, la squadra investigativa comune condivide gli atti e il mandato di arresto europeo ti porta alla consegna. Un’inchiesta nata in un Paese può così produrre arresti, sequestri e prove utilizzabili in un altro.

In pratica una cessione contestata a Rotterdam, un carico intercettato in un porto spagnolo e un conto movimentato in Italia possono confluire in un solo quadro accusatorio. Se vieni arrestato, ti trovi davanti procedimenti collegati, lingue diverse e autorità che si scambiano documenti senza che tu ne abbia sempre notizia.

Il tuo difensore lavora su tre fronti: capire quale autorità ha davvero la titolarità del caso, controllare la regolarità degli atti scambiati e scegliere dove sia più conveniente essere giudicati. Se ti serve sapere cosa fare subito dopo un arresto all’estero nelle prime ore, trovi la risposta in quella pagina; qui approfondisci il livello sovranazionale.

I protagonisti: Eurojust, Europol e le autorità nazionali

Eurojust è l’agenzia che riunisce i rappresentanti giudiziari dei Paesi membri. Convoca riunioni di coordinamento, facilita le rogatorie e propone soluzioni quando due procure rivendicano lo stesso fascicolo. Non emette ordini vincolanti per le autorità nazionali, quindi non puoi rivolgerti a lui per ottenere la tua liberazione e non svolge indagini autonome.

Europol è l’agenzia di polizia che raccoglie e analizza dati forniti dagli Stati. Produce analisi su rotte e organizzazioni criminali, ma gli atti coercitivi restano alle polizie nazionali. Quando in un atto compare un riferimento a Europol, la difesa verifica se quel contributo è semplice informazione di intelligence oppure fondamento di un provvedimento restrittivo, perché solo nel secondo caso va controllata la base giuridica.

Come funziona una squadra investigativa comune e che cosa puoi fare tu con la difesa?

Se nel tuo caso compare una squadra investigativa comune, devi sapere che essa nasce da un accordo scritto tra le autorità competenti di due o più Stati, con durata, scopo e composizione definiti. I membri distaccati partecipano agli atti nello Stato ospitante e le informazioni acquisite sono utilizzabili nei procedimenti di tutti gli Stati partecipanti, secondo i limiti dell’accordo. In Italia la materia è disciplinata da un decreto legislativo di attuazione della normativa europea.

Per te il documento centrale è l’accordo costitutivo: chiedi al difensore di verificare se copre il periodo in cui sono state raccolte le prove, se i reati contestati rientrano nello scopo e se i membri stranieri hanno agito entro i poteri riconosciuti.

Le contestazioni più frequenti

  • accordo costitutivo mancante, scaduto o non prodotto agli atti;
  • intercettazioni o pedinamenti eseguiti fuori dal periodo di validità della squadra;
  • trasmissione di atti senza il vaglio di un giudice quando la legge dello Stato di raccolta lo richiedeva;
  • atti privi di traduzione che impediscono all’indagato di capire l’accusa;
  • uso in un processo diverso da quello per cui l’accordo era stato concluso.

Il collegamento con le inchieste italiane

Quando la squadra lavora con una procura italiana, il fascicolo può confluire in un procedimento di competenza distrettuale: su questo profilo vedi l’avvocato penalista nell’inchiesta DDA. Se un coindagato decide di collaborare, la posizione degli altri cambia: ne parla la pagina sul pentito all’estero e la collaborazione con la giustizia italiana.

Come si passa dall’arresto alla consegna: il mandato di arresto europeo?

Se vieni arrestato in un altro Stato UE, la tua consegna passa dal mandato di arresto europeo. Il mandato di arresto europeo, introdotto dalla DQ 2002/584/GAI e attuato in Italia con la L. 69/2005, è la decisione giudiziaria con cui uno Stato chiede a un altro l’arresto e la consegna di una persona per un procedimento penale o per l’esecuzione di una pena. La procedura è giurisdizionale e rapida, senza passaggio politico, e sostituisce l’estradizione tra Stati membri.

Se ti arrestano, vieni presentato all’autorità giudiziaria entro termini brevi e ti devono informare del mandato e del tuo diritto a un difensore nello Stato di esecuzione e, nei casi previsti, in quello di emissione. Puoi consentire alla consegna oppure opporti; se ti opponi, il giudice decide se vi siano motivi di rifiuto o garanzie da richiedere.

Fasi del mandato di arresto europeo e ruolo della difesa in ciascuna
FaseChe cosa avvieneRuolo della difesa
ArrestoLa polizia esegue il mandato o la segnalazione nel sistema di informazione SchengenVerifica identità, atto notificato, lingua comprensibile
Udienza di convalidaL’autorità giudiziaria sente l’arrestato e decide sulla misuraRichiesta di misure meno gravi, domicilio, garanzie
Decisione sulla consegnaIl giudice valuta condizioni e motivi di rifiutoMemoria su doppia incriminazione, condizioni carcerarie, diritti fondamentali
EsecuzioneLa persona è trasferita allo Stato richiedentePreparazione della difesa nel Paese di destinazione

Sulle condizioni di detenzione, la giurisprudenza della Corte di giustizia UE (caso Aranyosi e Căldăraru) ha affermato che la consegna può essere rinviata o rifiutata se esiste un rischio concreto di trattamento inumano o degradante. Per misure meno afflittive del carcere prima o dopo la consegna si può guardare alle misure alternative al MAE e alla garanzia di rientro in Italia.

Il fattore tempo

I termini del mandato sono più brevi di quelli dell’estradizione classica, ma non coincidono con quelli di un’indagine interna. Se vuoi capire quando il tempo gioca a tuo favore, leggi la pagina su scadenza dei termini e indagine.

Chi decide quando due Stati vogliono giudicare lo stesso traffico?

Se due Stati vogliono processarti per lo stesso traffico, devi sapere che non decide un solo organo. Quando due Stati membri hanno entrambi giurisdizione su un traffico di stupefacenti, la scelta di quale procedimento proseguire avviene tramite consultazioni dirette tra le autorità e, se serve, con il supporto di Eurojust. Non esiste una regola automatica: contano il luogo in cui è stata commessa la parte principale del fatto, la sede della maggior parte delle prove, la nazionalità e la residenza dell’indagato, l’interesse delle vittime e lo stato di avanzamento delle indagini.

Per te la differenza è concreta. Cambiano la lingua del processo, la durata della custodia cautelare, la possibilità di domiciliari, i benefici in esecuzione e la vicinanza alla famiglia. Puoi quindi chiedere al difensore di sollecitare l’autorità del tuo Paese a chiedere il trasferimento del procedimento o a non rinunciare alla propria giurisdizione.

Ne bis in idem

Una volta che un Paese ha definito in modo irrevocabile il processo per un fatto, un secondo procedimento per lo stesso fatto in altro Stato parte di Schengen è in linea di principio escluso dall’art. 54 CAAS. Resta da valutare se si tratti davvero dello stesso fatto materiale: un carico sequestrato e una distinta cessione successiva possono essere fatti diversi.

Il nodo dei processi paralleli

Se i processi pendono contemporaneamente, ogni decisione presa da un’autorità può avere ricadute sull’altra. Un patteggiamento all’estero, per esempio, può essere valutato dal giudice italiano; una condanna estera già scontata incide sulla pena. Per l’approfondimento sulla competenza vedi anche l’assistenza di uno studio corrispondente all’estero.

Quali sono i passi da compiere nelle prime ore e nei primi giorni?

Se sei stato arrestato tu o un tuo familiare, il primo passo è mettere in contatto un difensore locale con chi coordina il caso dall’Italia, perché le decisioni sulla consegna e sulla misura si prendono in tempi molto stretti. La sequenza tipica è questa.

  1. Raccogli i dati: nome completo, luogo e ora dell’arresto, autorità che ha operato, atto notificato e lingua della comunicazione.
  2. Nomina il difensore locale abilitato davanti al giudice dello Stato in cui la persona è detenuta.
  3. Chiedi copia del mandato o del provvedimento restrittivo, con traduzione.
  4. Informa il consolato italiano, che può segnalare la presenza di un connazionale detenuto, senza sostituirsi alla difesa.
  5. Valuta con il difensore se opporti alla consegna o consentirvi, indicando le garanzie da chiedere.
  6. Verifica se esistono altri procedimenti pendenti in Italia o in altri Stati per lo stesso traffico.
  7. Prepara documenti su residenza, famiglia e lavoro per una richiesta di misura attenuata.

Se il caso è nato da un’attività investigativa condotta in mare, con intervento di navi di più Stati, il quadro cambia: vedi abbordaggio in alto mare e difesa dell’equipaggio.

Eurojust, Europol e squadra investigativa comune: che differenza c’è per te?

Per te cambia molto sapere chi hai davanti: Eurojust coordina i magistrati, Europol scambia informazioni di polizia, la squadra investigativa comune condivide gli atti di un’indagine determinata. Solo la squadra produce prove destinate al processo; gli altri due organismi producono coordinamento e analisi.

Confronto tra Eurojust, Europol e squadra investigativa comune
OrganismoChi lo componePuò arrestare o perquisire?Che cosa interessa alla difesa
EurojustRappresentanti giudiziari degli Stati membriNoRiunioni di coordinamento e scelta dello Stato del processo
EuropolAnalisti e ufficiali di collegamento delle polizieNoOrigine delle informazioni che hanno innescato l’indagine
Squadra investigativa comuneMagistrati e investigatori di due o più StatiSolo secondo l’accordo e la legge dello Stato ospitanteAccordo costitutivo, durata e ambito dei reati

💬 Domanda tipica: «Mio fratello è stato arrestato in Germania ma ci dicono che l’indagine è coordinata con l’Italia: chi decide dove sarà processato?» Non decide un unico organo. Le procure dei due Stati si consultano, anche con l’aiuto di Eurojust, e valutano luogo dei fatti, prove e residenza di tuo fratello. Puoi chiedere al difensore di sollecitare l’autorità italiana a proporre il trasferimento del procedimento, documentando residenza e legami in Italia.

Quali documenti servono per contestare gli atti di una squadra investigativa comune?

Se vuoi contestare gli atti, devi partire dai documenti che dimostrano chi ha fatto cosa, in quale periodo e con quale titolo. Senza questi documenti la tua eccezione resta generica.

Documenti da richiedere per verificare la regolarità degli atti scambiati tra Stati
DocumentoA che cosa serveDove si chiede
Accordo costitutivo della squadraVerificare durata, scopo e Stati partecipantiProcura che ha promosso la squadra
Mandato di arresto europeo tradottoControllare reato, pena prevista e autorità emittenteAutorità giudiziaria dello Stato di esecuzione
Verbali degli atti di indagineIndividuare chi ha eseguito intercettazioni e sequestriFascicolo del pubblico ministero
Richieste di assistenza e rogatorieProvare la regolare trasmissione delle proveFascicolo delle due procure

Quanto costa la difesa in un procedimento con più Stati dell’Unione?

Devi concordare il compenso con il tuo avvocato con preventivo scritto prima dell’incarico, come richiede l’art. 13 L. 247/2012. I parametri del DM 55/2014 e dei successivi aggiornamenti sono il riferimento per l’attività svolta davanti all’autorità italiana; il difensore locale ha un proprio onorario, fissato secondo le regole dello Stato in cui opera. Nessuna cifra può essere indicata senza sapere quanti Stati e quanti procedimenti sono coinvolti.

Voci di spesa tipiche quando l’inchiesta coinvolge più Stati UE
VoceQuando compareNota
Difensore localeDal primo giorno nello Stato di arrestoOnorario distinto da quello del difensore italiano
Traduzioni giurateMandato, accordo, verbali, sentenzeNecessarie per depositare gli atti
InterpreteUdienze e colloqui con il difensoreSpesso a carico dello Stato per l’imputato
TrasferteUdienze in più Paesi, visite al detenutoVariano con distanza e numero di udienze
Consulenze tecnicheAnalisi della sostanza, tabulati, intercettazioniSolo se la tesi difensiva lo richiede

Il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002) opera nei procedimenti davanti all’autorità italiana, quando ne ricorrono i presupposti di legge. Per il procedimento in un altro Stato dipende dal sistema di assistenza legale locale: chiedi subito al difensore di verificarlo.

Schema temporale: che cosa ti succede dopo l’arresto con mandato europeo?

Se vieni arrestato con un mandato europeo, la sequenza tipica è la seguente.

  1. Prime ore: esecuzione del mandato, notifica dell’atto, nomina del difensore locale, avviso al consolato italiano.
  2. Primi giorni: udienza davanti all’autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione, decisione sulla misura, scelta tra consenso e opposizione alla consegna.
  3. Settimane: decisione sulla consegna, di regola entro 60 giorni dall’arresto e prorogabile di 30 (L. 69/2005); richiesta di garanzie sul rientro in Italia.
  4. Mesi: processo nello Stato emittente o, se concordato tra le autorità, trasferimento del procedimento; eventuale coordinamento su Eurojust.

⚠️ Attenzione: il consenso alla consegna, una volta reso davanti al giudice, è difficilmente revocabile. Prima di firmare chiedi al difensore di spiegarti in una lingua che comprendi quali garanzie sul rientro e quali motivi di rifiuto stai abbandonando.

Quali errori devi evitare?

Se vuoi proteggerti, tieni presenti questi errori.

  • Non rendere dichiarazioni senza avvocato: le parole che dici a una polizia estera finiscono nel fascicolo e possono essere trasmesse alle altre autorità del circuito di cooperazione.
  • Non firmare atti in una lingua che non comprendi: un consenso alla consegna dato senza comprendere gli effetti è difficilmente revocabile.
  • Non dare per scontato che il processo si farà in Italia: la scelta della giurisdizione si decide anche prima che la famiglia ne abbia notizia.
  • Non sottovalutare i procedimenti paralleli: se ignori un secondo fascicolo in un altro Stato rischi nuove richieste di consegna alla fine del primo.
  • Non contattare i coindagati: lo scambio di messaggi può essere letto come concerto e alimentare l’accusa associativa.
  • Non spostarti tra i Paesi dopo la scarcerazione: se sei già segnalato, un nuovo controllo di frontiera può portare a un secondo arresto.

Quali norme devi conoscere?

Per orientarti devi distinguere le fonti europee da quelle interne.

  • DQ 2002/584/GAI: istituisce il mandato di arresto europeo e ne fissa i principi di mutuo riconoscimento.
  • L. 69/2005: norma italiana di attuazione, che disciplina consegna attiva e passiva, motivi di rifiuto e garanzie.
  • DQ 2008/909/GAI: riconoscimento delle sentenze di condanna e trasferimento della persona per eseguire la pena nel Paese di origine.
  • DQ 2009/829/GAI: sorveglianza di misure cautelari alternative alla detenzione, che permette a chi è indagato in uno Stato di attendere il processo nel proprio.
  • Art. 54 CAAS: divieto di secondo giudizio per lo stesso fatto già definito in uno Stato parte.
  • Art. 5 e art. 6 CEDU: libertà personale ed equo processo, parametri su cui si misura la regolarità degli atti.
  • Art. 73 e art. 74 DPR 309/1990: i reati italiani di produzione, traffico e associazione finalizzata al traffico che di solito sono contestati nei fascicoli collegati.

Come funziona in un caso concreto tra Italia e Paesi Bassi?

Caso ricostruito a scopo illustrativo. Immagina di essere un cittadino italiano arrestato in un Paese UE sulla base di un mandato emesso dall’autorità di un secondo Stato, nell’ambito di un’indagine svolta da una squadra investigativa comune. In Italia pende un fascicolo distinto per presunta partecipazione alla stessa rete.

Strategia. La difesa chiede l’accordo costitutivo della squadra, verifica il periodo di operatività, valuta se opporsi alla consegna per rischio di trattamenti inumani, propone al giudice una misura alternativa e sollecita la procura italiana a chiedere il coordinamento su Eurojust per evitare processi duplicati.

Esito possibile. Il giudice può consentire la consegna con garanzie sul rientro in Italia per la fase di esecuzione, oppure rifiutarla se riconosce la violazione di un diritto fondamentale. Può anche accadere che l’opposizione venga respinta e il processo prosegua nello Stato emittente: in tal caso la difesa si concentra sulla misura cautelare e sulle prove raccolte, senza alcuna certezza di risultato.

Come può aiutarti lo studio?

L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli e abilitato al patrocinio davanti alla Corte di cassazione, coordina difensori locali in Italia, UE e Paesi terzi e segue le questioni di consegna, giurisdizione e utilizzabilità delle prove. Lo studio ha sedi a Roma, Milano, Napoli e Londra.

Per un confronto riservato scrivi a avvmassimoromano@gmail.com oppure contatta il numero +39 335 669 3954 anche su WhatsApp; puoi anche usare la pagina contatti. Se hai bisogno di conoscere la struttura dello studio, trovi le informazioni in chi siamo. Per una vicenda con più Stati coinvolti, la rete di corrispondenti è descritta nella pagina sul processo ingiusto all’estero.

Domande frequenti

Che cosa fa Eurojust se sei accusato di droga?

Eurojust è l'agenzia dell'Unione europea che coordina le autorità giudiziarie nazionali nei reati gravi transfrontalieri, compreso il narcotraffico. Organizza riunioni di coordinamento tra procure, aiuta a trasmettere richieste di assistenza e a risolvere conflitti di giurisdizione. Non indaga in proprio e non rappresenta te: resti assistito dal tuo difensore.

Europol può arrestarti?

No. Europol è un'agenzia di supporto che analizza e scambia informazioni tra le polizie degli Stati membri, ma i suoi funzionari non hanno poteri di arresto o perquisizione. L'arresto è sempre eseguito dalla polizia nazionale su ordine di un'autorità giudiziaria dello Stato competente, e in quell'atto puoi far valere le tue garanzie di difesa.

Che cos'è una squadra investigativa comune e ti riguarda?

Una squadra investigativa comune, in sigla JIT, è un gruppo formato da magistrati e investigatori di due o più Stati, costituito con un accordo scritto per indagare su un caso determinato per un periodo definito. Le prove raccolte dai membri possono circolare tra gli Stati senza ulteriori richieste formali, secondo i termini dell'accordo.

Le prove raccolte da polizie straniere possono essere usate contro di te in Italia?

Possono essere usate se acquisite nel rispetto delle regole dello Stato di raccolta e senza violare i principi fondamentali del nostro ordinamento e il diritto di difesa. Tu, tramite il difensore, puoi contestarne l'utilizzabilità quando mancano il provvedimento autorizzativo, la traduzione degli atti, la possibilità di controllo o la regolare trasmissione tra autorità.

Puoi essere processato in due Paesi per lo stesso traffico?

Il principio del ne bis in idem, richiamato dall'art. 54 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen, vieta un secondo processo per lo stesso fatto già definitivamente giudicato in un altro Stato parte. Prima della sentenza definitiva, invece, più Stati possono indagare, ed è qui che interviene il coordinamento sulla giurisdizione.

Chi ti difende se sei arrestato in un altro Stato UE?

Davanti ai giudici di quel Paese deve operare un avvocato abilitato localmente. Lo studio coordina dall'Italia il difensore locale, si occupa della procedura di consegna verso l'Italia, dei rapporti con la famiglia e delle questioni di giurisdizione. Per attivare l'assistenza ti basta una telefonata o un messaggio WhatsApp con i dati essenziali.

Quanto dura per te la procedura del mandato di arresto europeo?

La L. 69/2005 prevede tempi stretti: la decisione definitiva sull'esecuzione del mandato deve di regola arrivare entro 60 giorni dall'arresto, prorogabili di ulteriori 30 giorni in casi particolari. La consegna segue entro termini ravvicinati. I tempi reali dipendono dalla norma di attuazione dello Stato in cui la persona è detenuta.

Avv. Massimo Romano — Avvocato penalista

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Contenuto informativo redatto e rivisto dall'avvocato; non sostituisce un parere sul caso concreto. Ultima revisione: 28/10/2026.