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Stranieri ed espulsione

Espulsione dopo arresto per droga: come la revochi?

Se hai ricevuto un decreto di espulsione dopo un arresto per droga, puoi fare ricorso e chiedere la sospensione. Avv. Massimo Romano, cassazionista: scrivici.

Di , Avvocato penalista – patrocinante in CassazioneIscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553 · Albo speciale cassazionisti dal 23/10/2015 · → Profilo completoPubblicato il · Aggiornato il · ⏱ 14 minuti di lettura

▶ Risposta diretta

Se hai ricevuto un decreto di espulsione amministrativa dopo un arresto per droga, puoi impugnarlo entro il termine breve che decorre dalla notifica e chiedere la sospensione dell'esecuzione. Il Prefetto dispone l'espulsione ai sensi dell'art. 13 D.Lgs. 286/1998, ma l'art. 19 vieta l'allontanamento verso Paesi di persecuzione e protegge minori e conviventi con parenti italiani. Se invece l'espulsione è una sanzione sostitutiva decisa dal giudice penale (art. 16), la contesti nel processo, prima della sentenza. Il ricorso da solo non ferma l'allontanamento: serve un'istanza motivata di sospensione. Il primo passo è consegnare il decreto al difensore il giorno stesso della notifica, annotando la data.

Avv. Massimo Romano · Avvocato penalista patrocinante in Cassazione · Ordine degli Avvocati di Napoli, tessera n. 14553

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⚡ In sintesi

  • Se il Prefetto ti notifica un'espulsione amministrativa ai sensi dell'art. 13 D.Lgs. 286/1998, hai un termine breve per impugnarla, che decorre dalla notifica del decreto e non dalla conoscenza di fatto.
  • Puoi far valere i divieti dell'art. 19 D.Lgs. 286/1998: niente espulsione verso Paesi di persecuzione e tutela di minori e conviventi con parenti italiani, anche se hai una condanna per droga.
  • Se l'espulsione è una sanzione sostitutiva o alternativa ex art. 16 D.Lgs. 286/1998, la decide il giudice penale: devi contrastarla nel processo, con memorie e richieste di pene alternative, prima della sentenza.
  • Ricorso al giudice, istanza di sospensione e istanza di riesame al Prefetto sono strumenti distinti: scegli quello giusto in base all'autorità che ha firmato l'atto, perché la sede sbagliata consuma il termine.
  • Il ricorso non sospende da solo l'esecuzione: per evitare l'accompagnamento alla frontiera devi chiedere la sospensione, dimostrando un pregiudizio grave come la separazione dalla famiglia o il rischio nel Paese di destinazione.
  • Se la Questura ha revocato il permesso, la tua presenza diventa irregolare: contesta anche la revoca davanti al TAR, altrimenti l'espulsione resta in piedi e il ricorso perde efficacia.

Se dopo un arresto per droga il Prefetto ti ha notificato un decreto di espulsione amministrativa, devi impugnarlo entro un termine breve che decorre dalla notifica: l’esecuzione non si ferma da sola, quindi ti servono un ricorso al giudice competente e un’istanza motivata di sospensione. Il primo atto utile è leggere il provvedimento, annotare la data di notifica e individuare quale divieto dell’art. 19 D.Lgs. 286/1998 puoi invocare.

Questa pagina approfondisce il rapporto tra procedimento penale per stupefacenti ed espulsione, e fa parte del percorso dedicato allo straniero regolare in Italia e al rischio di revoca del permesso.

💬 Domanda tipica: «Mio marito è in carcere per droga e ci è arrivato un decreto di espulsione firmato dal Prefetto. Abbiamo un figlio di sei anni che va a scuola qui. Può essere mandato via?» L’espulsione non è automatica e non si esegue il giorno stesso: il decreto si impugna entro un termine breve dalla notifica, con istanza di sospensione. Lo stato di famiglia, il certificato scolastico del bambino e la prova della convivenza sono i documenti da portare subito all’avvocato, insieme alla busta con la data di notifica.

Quando puoi essere espulso dopo un arresto per droga?

Se ti trovi davanti a un’espulsione amministrativa, devi sapere che è un provvedimento con cui l’autorità ordina allo straniero di lasciare il territorio italiano; il Prefetto la dispone nei casi previsti dall’art. 13 D.Lgs. 286/1998, tra cui l’ingresso o il soggiorno irregolare e la pericolosità per l’ordine pubblico o la sicurezza. Un arresto per reati di stupefacenti non produce automaticamente l’espulsione, ma può essere il presupposto per una valutazione di pericolosità o per la revoca del titolo di soggiorno, dalla quale discende l’irregolarità.

L’espulsione è distinta dall’estradizione, che presuppone una richiesta di un altro Stato e un procedimento giudiziario. Quando il rimpatrio viene usato per consegnare di fatto la persona a un Paese che la cerca, si parla di estradizione mascherata, un’ipotesi da denunciare in giudizio perché elude le garanzie dell’estradizione.

Espulsione disposta dal Prefetto e dal Ministro

Il Prefetto dispone l’espulsione nei casi ordinari; il Ministro dell’interno può disporla per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato. I rimedi cambiano: contro il decreto prefettizio si ricorre al giudice ordinario, contro i provvedimenti ministeriali si ricorre al giudice amministrativo. Chi cerca un avvocato penalista per il ricorso al TAR contro l’espulsione deve prima chiarire quale autorità ha firmato l’atto.

Espulsione come sanzione sostitutiva o alternativa

Quando la pena detentiva da eseguire è contenuta nei limiti di legge, il giudice può sostituirla con l’espulsione (art. 16 D.Lgs. 286/1998), con divieto di rientro per il periodo previsto. Si tratta di una decisione penale, non amministrativa: si contrasta nel processo con memorie e richieste di pene alternative. La pagina sulla sostituzione della pena detentiva spiega come argomentare contro questa soluzione.

Quali divieti di espulsione ti proteggono?

Puoi invocare l’art. 19 D.Lgs. 286/1998, che vieta l’espulsione e il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero rischierebbe persecuzione per motivi di razza, sesso, lingua, nazionalità, religione, opinioni politiche o condizioni personali e sociali, oppure rischierebbe di essere rinviato verso un altro Stato dove non sarebbe protetto. Lo stesso articolo tutela i minori, le donne in stato di gravidanza e i conviventi con parenti entro un determinato grado che siano cittadini italiani.

Il divieto non dipende dal reato commesso: anche chi ha una condanna per droga può invocarlo. Lo supporta l’art. 3 CEDU, che vieta il rimpatrio verso trattamenti inumani o degradanti, e la tutela dei titolari di protezione descritta nella pagina su detenzione e protezione internazionale.

Categorie di persone tutelate contro l’espulsione, norma di riferimento e prova da produrre
Categoria tutelataFondamentoProva utile
Rischio di persecuzione o trattamenti inumaniArt. 19 D.Lgs. 286/1998, art. 3 CEDURelazioni sul Paese, documenti personali
MinoriArt. 19 D.Lgs. 286/1998Atti di nascita, certificati scolastici
Convivente con parente italianoArt. 19 D.Lgs. 286/1998Stato di famiglia, residenza comune
Cittadino UE e familiariD.Lgs. 30/2007Prova del legame e della residenza
Titolare di permesso UE lungo soggiornantiArt. 9 D.Lgs. 286/1998Anni di soggiorno, assenza di precedenti

Come puoi presentare un ricorso efficace contro l’espulsione?

Se vuoi un ricorso efficace, devi indicare i dati del decreto, la data di notifica, i motivi di illegittimità e l’indicazione dei documenti allegati. I motivi tipici sono il difetto di motivazione sulla pericolosità, la violazione di un divieto dell’art. 19, la mancata considerazione dei legami familiari e la violazione del diritto di difesa per assenza di traduzione dell’atto in una lingua comprensibile. Un ricorso generico rischia di essere respinto anche quando la persona avrebbe diritto a restare.

Passi operativi dopo la notifica

  1. Annotare data e ora di ricezione del decreto e conservare la busta o la relata di notifica.
  2. Consegnare l’atto al difensore il giorno stesso, senza attendere la scadenza.
  3. Raccogliere prove di residenza, famiglia, lavoro e redditi dichiarati.
  4. Verificare se esiste un rischio nel Paese di destinazione e raccogliere documenti.
  5. Depositare il ricorso e, con atto separato o nello stesso, l’istanza di sospensione.
  6. Se esiste un trattenimento, preparare le difese per l’udienza di convalida davanti al giudice.
  7. Informare il consolato solo dopo aver valutato con il difensore l’effetto sulla protezione.

Sospensione davanti al Prefetto e al giudice

La sospensione si chiede al giudice che decide sul ricorso, e si può sollecitare anche una rivalutazione dell’atto da parte del Prefetto, presentando fatti nuovi come un lavoro regolare o la nascita di un figlio. L’istanza va motivata con un pregiudizio specifico: separazione dalla famiglia, perdita di un lavoro, rischio nel Paese di destinazione. L’allegazione generica non convince.

Cosa cambia se sei detenuto o hai un procedimento in corso?

Se sei detenuto, devi sapere che l’espulsione interviene spesso come misura da eseguire al termine della pena o come alternativa alla detenzione. La persona detenuta conserva il diritto di ricorrere e di essere assistita; la comunicazione con il difensore deve essere garantita. L’istanza di sospensione della pena per tossicodipendenza, trattata nella pagina su detenuti e sospensione della pena per tossicodipendenza, può incidere sulla sorte dell’espulsione quando il programma terapeutico è in corso.

Se l’arresto è avvenuto in aeroporto, per esempio nei casi di ingestione di involucri, la posizione dello straniero in transito presenta profili propri, esaminati nella guida su ovulatori in aeroporto, reato e difesa penale. Nei casi di detenzione per uso personale con sola sanzione amministrativa, la pagina sull’art. 75 DPR 309/90 chiarisce le conseguenze.

Famiglia e misure cautelari

Quando un coniuge o un genitore è arrestato, la famiglia può sostenere la richiesta di arresti domiciliari, che riduce il rischio di trattenimento e consente di mantenere il lavoro. Il percorso è descritto nella guida su come ottenere i domiciliari per il marito arrestato.

Quali differenze devi conoscere tra le forme di espulsione e i rimedi?

Se sei coinvolto in un procedimento per droga, devi distinguere tre forme di espulsione, ciascuna con autorità e rimedi propri. La confusione tra l’una e l’altra è la causa più frequente di termini scaduti.

Confronto tra espulsione prefettizia, ministeriale e sostitutiva con autorità, sede del rimedio e fase in cui si contrasta
Forma di espulsioneChi la disponeDove si contestaFase di intervento
Espulsione prefettizia (art. 13 D.Lgs. 286/1998)PrefettoGiudice ordinarioDopo la notifica del decreto
Espulsione per motivi di sicurezza dello StatoMinistro dell’internoGiudice amministrativoDopo la notifica del decreto
Espulsione sostitutiva o alternativa (art. 16 D.Lgs. 286/1998)Giudice penaleImpugnazione della sentenzaDurante il processo, prima della decisione
Revoca del permesso che rende irregolare la presenzaQuesturaGiudice amministrativo (TAR)Dopo la notifica del diniego o della revoca

La quarta riga spiega perché l’espulsione spesso non arriva per prima: se la Questura revoca il permesso, la presenza diventa irregolare e il Prefetto può emettere il decreto. Impugnare solo l’espulsione, senza contestare la revoca a monte, lascia in piedi la causa dell’irregolarità. La difesa agisce quindi su entrambi i provvedimenti, scegliendo per ciascuno la sede corretta.

Cosa devi fare e cosa devi evitare dopo la notifica del decreto?

Nei giorni dopo la notifica ti conviene muoverti con ordine: la tabella che segue ti mostra le azioni utili e quelle che puoi permetterti di non compiere.

Comportamenti utili e comportamenti da evitare nei giorni successivi alla notifica del decreto di espulsione
Cosa fareCosa non fare
Consegnare il decreto al difensore il giorno della notificaAttendere la scadenza del termine sperando in un ritiro d’ufficio
Annotare data, ora e modalità della notificaGettare la busta o la relata
Raccogliere stato di famiglia, residenza, lavoroAffidarsi a dichiarazioni dei familiari non documentate
Chiedere la traduzione dell’atto in una lingua comprensibileFirmare moduli di rimpatrio volontario senza consulenza
Segnalare subito il rischio nel Paese di destinazioneContattare il consolato se si teme persecuzione

⚠️ Attenzione: firmare un modulo di rimpatrio volontario o dichiarare di non avere familiari in Italia, nel corridoio di una questura o durante l’esecuzione dell’accompagnamento, può chiudere la strada al ricorso e a un divieto che altrimenti sarebbe invocabile. Prima di sottoscrivere qualsiasi atto chiedi di parlare con il difensore: ha diritto di essere contattato.

Quanto ti costa il ricorso contro un decreto di espulsione dopo un arresto per droga?

Il compenso si concorda con preventivo scritto, che puoi chiedere prima dell’incarico, come richiede l’art. 13 L. 247/2012, e si riferisce ai parametri ministeriali del DM 55/2014 e successivi aggiornamenti. Il preventivo separa l’attività sul decreto (ricorso, istanza di sospensione, udienza di convalida del trattenimento se disposto) da quella sul procedimento penale. Le spese vive dipendono dal caso.

Voci di spesa nel ricorso contro l’espulsione e momento in cui compaiono
VoceQuando compareNote
Contributo unificatoAl deposito del ricorso, se dovutoDipende dalla sede del giudizio
Traduzione del decreto e dei documentiPrima del ricorsoUtile se l’atto non è nella lingua dell’interessato
Interprete in udienzaIn caso di trattenimento o audizioneDiritto dell’interessato
Certificati e apostilleFascicolo sul radicamentoAtti formati all’estero
Avvocato nel Paese di destinazioneSe è richiesta una tutela localePer rischi o procedimenti pendenti all’estero

Il patrocinio a spese dello Stato (DPR 115/2002) è applicabile anche allo straniero se ricorrono i presupposti di legge; si verifica all’inizio, prima di depositare l’atto.

Quali tempi ti aspettano? Schema temporale dalle prime ore ai mesi successivi al decreto

Se vuoi sapere cosa ti aspetta, considera che i tempi dipendono dal tipo di atto e dall’eventuale trattenimento; la sequenza che segue indica l’ordine delle azioni, senza fissare scadenze diverse da quelle del provvedimento.

  1. Prime ore dopo la notifica: consegna dell’atto al difensore, annotazione della data, richiesta di traduzione se necessaria.
  2. Primi giorni: raccolta dei documenti su famiglia, lavoro e rischio nel Paese di destinazione; deposito del ricorso e dell’istanza di sospensione entro il termine indicato.
  3. Prime settimane: udienza o decisione sulla sospensione; se lo straniero è trattenuto, udienza di convalida del trattenimento davanti al giudice.
  4. Mesi successivi: decisione sul merito del ricorso, con possibile riesame della posizione da parte dell’amministrazione se emergono fatti nuovi.
  5. Dopo la decisione: in caso di accoglimento, ripresa della posizione amministrativa; in caso di rigetto, valutazione delle impugnazioni residue e dell’istanza alla Corte EDU in presenza di rischio ai sensi dell’art. 3 CEDU.

Quali norme devi conoscere?

Le norme che ti servono per leggere il decreto e preparare il ricorso sono queste.

  • Art. 13 D.Lgs. 286/1998: disciplina l’espulsione amministrativa, i suoi presupposti e le modalità di esecuzione, inclusi accompagnamento alla frontiera e trattenimento.
  • Art. 16 D.Lgs. 286/1998: prevede l’espulsione come sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione, con i limiti fissati dalla legge.
  • Art. 19 D.Lgs. 286/1998: elenca i divieti di espulsione e di respingimento.
  • Art. 73 e art. 75 DPR 309/1990: distinguono tra reato di spaccio e illecito amministrativo per uso personale.
  • Art. 3 e art. 8 CEDU: vietano i trattamenti inumani e tutelano la vita privata e familiare.
  • Art. 391 c.p.p.: regola la convalida dell’arresto, fase in cui emergono i primi elementi sulla posizione dello straniero.

Quali errori devi evitare?

  1. Aspettare la scadenza del termine di ricorso. Il decreto diventa definitivo e restano solo rimedi eccezionali.
  2. Scegliere il giudice sbagliato. Un ricorso proposto davanti all’autorità incompetente consuma il tempo disponibile.
  3. Non chiedere la sospensione. Il ricorso senza istanza lascia l’espulsione eseguibile.
  4. Omettere il rischio nel Paese di destinazione. Il divieto dell’art. 19 non opera se non viene allegato e provato.
  5. Accettare la sostituzione della pena con l’espulsione senza valutare le alternative. La scelta incide sul divieto di rientro.
  6. Sottoscrivere dichiarazioni di volontario rimpatrio senza consulenza. L’adesione può precludere ricorsi successivi.

Quale esempio ti aiuta a capire? Caso ricostruito a scopo illustrativo

Caso ricostruito a scopo illustrativo. Scenario: un cittadino extra-UE con permesso scaduto durante un periodo di detenzione per detenzione di stupefacenti riceve un decreto di espulsione dal Prefetto. Ha una compagna convivente e un figlio minore, entrambi regolarmente residenti. Strategia: si deposita il ricorso entro il termine, si allegano stato di famiglia e certificati scolastici, si invoca l’art. 19 e l’art. 8 CEDU e si chiede la sospensione. Esito possibile: la sospensione viene concessa in attesa della decisione e la posizione amministrativa può essere riesaminata. Esito diverso possibile: se la convivenza non è documentata e il reato è di particolare gravità, il giudice può rigettare l’istanza e l’allontanamento può procedere.

Come può aiutarti lo studio?

L’Avv. Massimo Romano, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Napoli (n. 14553) e cassazionista, valuta il decreto di espulsione, verifica il termine di ricorso e imposta la strategia con i difensori locali quando la persona si trova fuori Italia. Puoi telefonare o scrivere su WhatsApp al +39 335 669 3954, oppure usare la pagina contatti. Per conoscere sedi e organizzazione dello studio, leggi la pagina chi siamo.

Domande frequenti

Entro quanto tempo puoi impugnare il decreto di espulsione del Prefetto?

Il termine per il ricorso è breve e decorre dalla notifica del decreto, non dalla data in cui lo straniero ne ha avuto conoscenza di fatto. Il termine esatto va verificato sul provvedimento e sulla norma applicabile, perché dipende dal tipo di espulsione. Appena ricevuto l'atto conviene consegnarlo al difensore, con la data di notifica annotata.

Se fai ricorso contro l'espulsione, ti blocca l'allontanamento?

Di regola no, il ricorso non sospende da solo l'esecuzione. Occorre chiedere la sospensione con istanza motivata, dimostrando un pregiudizio grave e un fumus di fondatezza, per esempio il rischio nel Paese di destinazione o i legami familiari. Senza sospensione l'amministrazione può procedere all'accompagnamento alla frontiera.

Chi decide sul tuo ricorso: giudice ordinario o TAR?

Dipende dal provvedimento. Il decreto prefettizio di espulsione ha un percorso davanti al giudice ordinario; il diniego o la revoca del permesso di soggiorno e i provvedimenti ministeriali si contestano davanti al giudice amministrativo. Individuare la sede corretta evita una declaratoria di inammissibilità e la perdita del termine.

Puoi essere espulso al posto della pena detentiva?

Sì, in determinate ipotesi previste dall'art. 16 D.Lgs. 286/1998 il giudice può sostituire una pena detentiva breve con l'espulsione, che comporta il divieto di rientro per un periodo stabilito dalla legge. La sostituzione ha limiti e esclusioni, quindi va discussa in udienza con un difensore.

Se hai figli o coniuge in Italia, puoi essere espulso?

Può esserlo, ma l'amministrazione e il giudice devono considerare i legami familiari e l'art. 8 CEDU. Il divieto assoluto riguarda altre categorie, come i minori e i conviventi con parenti italiani entro il grado previsto dall'art. 19. La prova della convivenza e della dipendenza familiare risulta decisiva.

Puoi far annullare un'espulsione illegittima dopo l'esecuzione?

Sì, l'annullamento è possibile anche dopo l'esecuzione e può rilevare per chiedere il rientro e per la tutela risarcitoria, ma i tempi sono lunghi e l'esito non è automatico. Per questo è preferibile agire prima, con ricorso e istanza di sospensione, mentre la persona è ancora sul territorio.

Puoi chiedere al Prefetto di ritirare il decreto di espulsione senza fare ricorso?

Sì, si può presentare un'istanza di riesame al Prefetto con fatti nuovi, come un contratto di lavoro, la nascita di un figlio o un rischio documentato nel Paese di destinazione. L'istanza non ferma il termine del ricorso: va depositata in parallelo, perché il silenzio dell'amministrazione non sospende la scadenza.

Dopo l'espulsione puoi tornare in Italia?

Il rientro è vietato per il periodo stabilito dalla legge e dal provvedimento, e può essere consentito solo con autorizzazione speciale del Ministro dell'interno. Se l'espulsione è annullata dal giudice, si può chiedere il rientro per riprendere la posizione precedente. La durata del divieto va letta sul decreto, non presunta.

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Contenuto informativo redatto e rivisto dall'avvocato; non sostituisce un parere sul caso concreto. Ultima revisione: 28/10/2026.